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Mangiare poco per vivere a lungo


La differenza si fa (anche) a tavola. Il motto è «tornare alle origini»: tanti prodotti dell’orto, condimenti con olio d’oliva e poca carne rossa

  • Corriere della Sera

  • 28 Jan 2026

  • di Silvia Turin

Mangiare «bene», nel senso di sano, è uno dei pilastri fondamentali per la longevità insieme ad altri fattori come nascere con geni favorevoli, fare esercizio fisico, dormire abbastanza e prevenire le malattie, tenendo presente che la giusta alimentazione, da sola, non basta.

La longevità è il risultato di molti fattori, che nel loro insieme costituiscono il nostro «stile di vita», espressione tanto ben conosciuta quanto sottovalutata nella sua reale portata. È questa l’unica variabile su cui possiamo davvero intervenire per vivere più a lungo. È vero infatti che i nostri geni (più o meno favorevoli) sono quelli che abbiamo ereditato alla nascita, però possiamo condizionare (in meglio) la loro «espressione», proprio cambiando le nostre abitudini (e qui parliamo dell’alimentazione). Le ultime ricerche scientifiche sottolineano che a dare «più vita agli anni» si comincia da bambini, ma adottare una dieta sana cambia in meglio le cose anche quando lo si faccia da adulti, persino da anziani.

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allora, per arrivare a spegnere più candeline possibile (ancora in forma)? Il regime alimentare deve essere personalizzato, ma alcuni punti chiave sono universali e la loro applicazione non richiede studio, fatica, calcoli delle calorie o sacrifici, solo un pizzico di volontà per cambiare.

La prima evidenza scientifica? Una diretta associazione longevità e restrizione calorica, che però non significa digiuno, più o meno intermittente (i cui benefici — lo si sta scoprendo — sono simili a quelli di una comune dieta ipocalorica), ma mangiare meno, alzandosi dal tavolo con un po’ di appetito.

La seconda pietra miliare (i cui benefici ricevono continue conferme) è la dieta mere, diterranea come la praticavano i nostri antenati, un regime alimentare che «batte» regolarmente le varie proposte alimentari via via di moda, soprattutto perché i cibi su cui si fonda sono noti per abbassare molto i rischi per le tre principali malattie legate all’età (cancro, patologie cardiovascolari e neurodegenerative).

I suoi ingredienti vincenti sono quelli che (purtroppo) ci siamo abituati a trascurare: i cibi vegetali, quindi frutta e verdura, ma anche legumi (da preferire come principale fonte di proteine, insieme al pesce azzurro); condimento a base di olio di oliva (anziché a base di grassi di origine animale); cereali (pane, pasta, riso) nelle formulazioni integrali. Tutti ricchi di fibre, che migliorano la nostra salute fisica ma anche quella cognitiva, grazie al microbiota intestinale e al cosiddetto asse intestino-cervello. Il mangiare meno dovrebbe essere, infine, coniugato con la drastica limitazione di alcol, cibi ultra processati, zuccheri aggiunti, grassi di origine animale.

È un po’ come tornare alle origini: un tempo i dolci si mangiavano poche volte l’anno, la carne rossa raramente e si viveva dei prodotti dell’orto (specie legumi). I nostri bisnonni non erano così longevi, ma questo perché non avevano dalla loro parte le moderne conoscenze mediche e il benessere contemporaneo che ha assicurato alla maggior parte della popolazione (nei Paesi Sviluppati) una grande disponibilità di alimenti tra cui scegliere (ma quelli più salutari costano di più).

Article Name:Mangiare poco per vivere a lungo

Publication:Corriere della Sera

Section:Cronache

Author:di Silvia Turin

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