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Le Soste, l’italia si racconta a tavola «Gli chef come artisti e pittori»


Milano, alla Triennale premi e ospiti. A Bombana il riconoscimento di Cook

  • Corriere della Sera

  • 20 Jan 2026

  • Di Alessandra Dal Monte e Gabriele Principato

Una cena di gala per celebrare la «cucina internazionale italiana», fra premi e grandi ospiti. Fondata 44 anni fa dal maestro Gualtiero Marchesi per riunire i migliori ristoranti italiani e dare loro una vetrina libera e autonoma, l’associazione Le Soste ha celebrato ieri sera alla Triennale di Milano il suo evento annuale che riunisce associati e partner, considerato ormai un appuntamento simbolo dell’alta ristorazione italiana e un momento d’incontro tra cucina, cultura, istituzioni e creatività contemporanea. «Il tema scelto per il 2026 è la Cucina internazionale italiana», raccontano il presidente e il vicepresidente del sodalizio, lo chef Davide Oldani e Antonio Santini, padre indiscusso del servizio di sala italiano. «L’idea è nata dalla visione della cucina intesa come viaggio, come dialogo tra tradizioni e culture, come espressione viva di un sapere che oggi gode di un riconoscimento sempre più ampio nel panorama culturale globale». Nel corso della serata è stata inoltre celebrata la partecipazione di Alain Ducasse, lo chef più stellato al mondo, associato de Le Soste da oltre trent’anni. A firmare il menu della cena di gala gli chef pluripremiati Davide Oldani, Mauro Uliassi, Michel Troisgros, Yannick Alléno e Umberto Bombana.

All’appuntamento sono intervenuti anche il presidente della Triennale Stefano Boeri e il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha sottolineato il valore strategico della cucina italiana come espressione identitaria del Paese e come patrimonio culturale condiviso. «I cuochi sono pittori, artisti. E dietro di loro c’è una filiera importantissima: insieme, il prodotto e la cucina diventano racconto», ha detto il ministro. Nel corso dell’evento sono stati assegnati i premi Le Soste — Città di Milano, patrocinati dal Comune e conferiti a personalità che si sono distinte per aver rafforzato il legame tra la città lombarda e le eccellenze del sistema gastronomico e creativo, consegnato dalla vice sindaco Anna Scavuzzo: «Milano è una città che come la cucina unisce creatività e cultura. Le Soste sono per noi un orgoglio, tanto che nel 2024 abbiamo conferito all’associazione l’ambrogino d’oro». I premi sono andati a: Lino Stoppani, presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe), a Guido Barilla in rappresentanza della famiglia, leader del settore agroalimentare in Italia e nel mondo, e a Giuliano Sangiorgi, artista e cantautore.

Consegnati anche i premi «Le Soste», dedicati a figure che incarnano l’eccellenza, la passione e il rigore del mondo della ristorazione italiana. A riceverli sono stati: Valeria Piccini (Premio alla Formazione), Antonia Klugmann (Premio Franco Ziliani all’innovazione), Lukas Gerges (Premio Colombani al Miglior Sommelier), Manuel Tempesta (Premio all’ospitalità di Sala), Giancarlo Perbellini (Premio Cuoco dell’anno) e Umberto Bombana (Premio La Sosta). Quest’ultimo chef, che con il suo lavoro ha portato l’alta cucina italiana ai massimi livelli a Hong Kong, ha ricevuto anche il Premio Cook, assegnato per la prima volta dal magazine del Corriere della Sera in collaborazione con il sodalizio, con l’intento di fare luce su quelle figure capaci di incidere in modo profondo sulla storia della cucina contemporanea e nato per celebrare la stretta collaborazione fra il quotidiano di via Solferino e l’associazione fondata da Marchesi.

Article Name:Le Soste, l’italia si racconta a tavola «Gli chef come artisti e pittori»

Publication:Corriere della Sera

Section:Cronache

Author:Di Alessandra Dal Monte e Gabriele Principato

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