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La cucina italiana è patrimonio culturale dell’umanità


  • Corriere della Sera

  • 11 Dec 2025

  • Di Virginia Piccolillo e Gabriele Principato


La cucina italiana è patrimonio dell’unesco. A New Delhi il comitato intergovernativo ha detto sì. E si tratta di una prima volta storica. Finora erano stati riconosciuti piatti singoli, mai una tradizione nazionale. Premiato l’intero «sistema culturale» dello stare a tavola.

«Siamo riusciti in qualcosa che per la prima volta unisce l’italia. Il Parlamento ha accolto la notizia della cucina italiana inserita nei patrimoni culturali immateriali dell’unesco con un applauso, il capo dello Stato si è compiaciuto e tutta la filiera agroalimentare è entusiasta». Esulta il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, mentre il Colosseo si illumina di luce tricolore con la scritta: «La cucina italiana, la prima al mondo».

Un riconoscimento arrivato ieri, a New Delhi, con una motivazione più profonda di quella che aveva già premiato l’arte della pizza o la ricerca del tartufo. La nostra gastronomia include, è sostenibile, tutela la biodiversità e riduce gli sprechi. Ma soprattutto, fa notare il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha curato assieme a Lollobrigida il dossier, è un «patrimonio vivente fatto di pratiche, ritualità, rispetto della stagionalità e trasmissione di saperi tra generazioni». Una gratificazione che ha inorgoglito la premier Giorgia Meloni: «È un impulso al sistema Italia e dimostra che quando l’italia crede in sé stessa non ha rivali». E tutto l’esecutivo festeggia. A cominciare dai vicepremier. Antonio Tajani, presente alla ventesima sessione del Comitato intergovernativo Unesco: «Ogni ricetta racconta i territori, è innovazione e uno straordinario volano di crescita e prosperità». E Matteo

Gesti

Un insieme vivente di saperi trama ndati tra generazioni ” Dobbiamo Salvaguardia essere custodi e promotori di questa eccellenza imitata ovunque

Radici Famiglie, produttori, ristoratori: questa è la festa di tutti noi Salvini: «Alla faccia di chi vuole metterci cibo da laboratorio e insetti nei piatti: viva le nostre tradizioni».

Parla di «riconoscimento storico» che «racconta una Nazione che ha saputo custodire i propri saperi e trasformarli in un’eccellenza condivisa e amata nel mondo» il presidente del Senato Ignazio La Russa. D’accordo anche Matteo Renzi: «Una bellissima notizia». E nel mondo della cucina gli chef Chicco Cerea («sarà un volano per il comparto alimentare»), Niko Romito («Ora più che mai servono formazione, filiere e comunicazione autentica»), Michelangelo Mammoliti («è un orgoglio per noi chef»), Gian

carlo Perbellini («porterà beneficio a tutto il settore»), Heinz Beck («nessun Paese ha da raccontare come l’italia in cucina»), Moreno Cedroni («è un riconoscimento corale») e Pino Cuttaia («un patrimonio, fatto di contaminazioni, che appartiene a tutto il Mediterraneo»).

L’idea della candidatura era nata nel 2019 da una proposta di Maddalena Fossati de La Cucina Italiana. E aveva trovato una spinta ulteriore quando a Pompei venne scoperto un mosaico che ritraeva uno «spadellamento» antico, divenuto il simbolo della campagna. Ma ora cosa cambia? Il ministro Lollobrigida non ha dubbi: «Servirà a far da scudo all’aggressione commerciale delle imitazioni dell’italian sounding».

Ieri celebrazioni in tutta Italia. A Milano è stato illuminato con il tricolore il Castello Sforzesco. A Roma una serata artistica al Parco della Musica ha coinvolto, tra gli altri, l’attrice Claudia Gerini, i bambini del Coro Antoniano e di Caivano, che insieme ad Al Bano hanno interpretato «Vai Italia», brano scritto da Mogol e inno della candidatura. Prima del concerto dell’orchestra junior dell’accademia Nazionale di Santa Cecilia che, con un programma che ha spaziato da Rossini a Verdi, ha chiuso le celebrazioni.

Ieri il sì a New Delhi La premier Giorgia Meloni: «Siamo i primi a ottenere questo grande risultato» I festeggiamenti a Roma

Article Name:La cucina italiana è patrimonio culturale dell’umanità

Publication:Corriere della Sera

Section:Primo Piano

Author:Di Virginia Piccolillo e Gabriele Principato

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