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CAFFÈ VERGNANO LA NOSTRA TAZZINA SEMPRE PIÙ GLOBALE


«L’instabilità è una nuova normalità con cui dobbiamo convivere. Proteggere l’identità del made in Italy», dice l’ad Carolina. I ricavi del gruppo, partecipato per il 30% da Coca-cola Hbc, sono in leggera crescita (124,7 milioni nel 2024). Obiettivo expor

  • L'Economia

  • 2 Feb 2026

  • Di ANDREA SALVADORI

Il settore del caffè si trova ad affrontare una fase di profonda trasformazione, segnata da tensioni sui consumi, instabilità sui prezzi delle materie prime, aumento dei costi energetici e logistici, incertezze geopolitiche e nuove dinamiche commerciali a livello internazionale. «Di fronte a questa situazione, credo sia arrivato il momento di cambiare prospettiva. Non viviamo eventi straordinari o temporanei: questa è la nuova normalità con cui dobbiamo imparare a convivere. La risposta non può essere una rincorda

La storia inizia nel 1882, quando Domenico, nonno degli attuali proprietari, aprì a Chieri una drogheria che poi si specializzò

sa al ribasso né una gestione di corto respiro. Per un’azienda del caffè significa investire nella qualità, rafforzare le relazioni di filiera, costruire rapporti di lungo periodo con i Paesi di origine e accettare che la sostenibilità ambientale, sociale ed economica non sia un costo, ma una condizione necessaria per restare sul mercato nel tempo».

A parlare è Carolina Vergnano, amministratore delegato di Caffè Vergnano, alla guida di una delle più antiche torrefazioni italiane insieme a Enrico e Pietro, quinta generazione della famiglia.

La specificità

«Il caffè non è una commodity qualsiasi: è un prodotto identitario che racconta territori, competenze e cultura. In particolare, l’espresso italiano rappresenta un patrimonio culturale e produttivo da proteggere, la cui tutela potrebbe seguire modelli simili a quelli dei prodotti tipici italiani, così da preservarne l’identità nazionale. Tutelarne il valore significa proteggere un intero ecosistema fatto di agricoltori, torrefattori, baristi e consumatori».

Il gruppo ha scelto di accelerare il suo percorso di sviluppo puntando su crescita internazionale, investimenti industriali e posizionamento premium. «Siamo la settima azienin Italia del settore per dimensione. La nostra ambizione è continuare a espanderci, in casa e nel mondo. Come? Consolidando il nostro posizionamento nella fascia alta del mercato. I risultati, ne siamo certi, arriveranno».

La storia di Caffè Vergnano inizia nel 1882, quando Domenico Vergnano, nonno degli attuali proprietari, aprì a Chieri, in Piemonte, una drogheria che si specializzò successivamente nella torrefazione e vendita del caffè. Negli anni Trenta, il gruppo acquisì una piantagione di caffè in Kenya e si dotò dei primi magazzini in Italia; negli anni Settanta, con l’avvio dello stabilimento di Santena, iniziò a ritagliarsi un ruolo di rilievo nel mercato italiano.

Dal 2021, la strategia di internazionalizzazione si basa sulla partnership con Coca-cola Hellenic Bottling Company, che detiene il 30% del capitale e gestisce la distribuzione esclusiva nei mercati esteri dove è presente. «Grazie a questa collaborazione, oggi operiamo in 20 mercati, che diventeranno 21 nel 2026 con l’ingresso in Moldavia». Il brand è distribuito in circa 90 Paesi, con una posizione significativa negli Stati Uniti, in Germania, Polonia, Grecia e Francia. «In quest’ultimo mercato, dove gestiamo una filiale diretta, è in corso un piano di consolidamento. Nel breve periodo, non prevediamo l’apertura di nuove filiali: la priorità è valorizzare al massimo le presenze già consolidate». Alla base della strategia vi è anche un modello di business equilibrato. «Oggi il fatturato è distribuito in modo omogeneo tra Horeca Italia, Grande Distribuzione e mercati esteri, ciascuno con un peso di circa un terzo del totale. Questo equilibrio ci permette di compensare i rallentamenti di alcuni canali o Paesi con la crescita di altri. È un mix che vogliamo mantenere anche in futuro».

La crescita internazionale passa anche attraverso le Accademie della torrefazione, dedicate alla formazione dei baristi, presenti in tutti i Paesi in cui il gruppo opera, e lo sviluppo della catena di coffee shop Caffè Vergnano 1882, «concepiti per offrire un’esperienza autentica del caffè italiano in ambienti coerenti con l’identità valoriale dell’azienda». Un ulteriore sostegno alla visibilità del marchio arriverà dalla partecipazione a Milano Cortina 2026 come official coffee, un progetto reso possibile grazie all’accordo di distribuzione con Coca-cola HBC e al supporto di The Coca-cola Company, sponsor dei Giochi. «L’obiettivo è valorizzare la cultura del caffè italiano davanti a un pubblico internazionale e rafforzare il posizionamento globale del marchio. Attualmente meno del 40% del fatturato è generato all’estero. L’obiettivo è raggiungere il 50% nei prossimi cinque anni, mantenendo al contempo la solidità del mercato italiano».

Negli ultimi anni, l’azienda ha registrato una crescita significativa sia dei volumi sia del giro d’affari: il

2025 si è chiuso con un fatturato in lieve aumento rispetto ai circa 124,7 milioni di euro del 2024 (contro gli 87 milioni di euro del 2021). «Il nostro obiettivo iniziale era difendere i volumi in una fase complessa; invece siamo riusciti a crescere leggermente». Guardando avanti, l’azienda conferma una linea di continuità. «Non abbiamo piani di acquisizioni o operazioni straordinarie. La priorità è far crescere il marchio Vergnano e valorizzare la partnership con Coca-cola HBC. Preferiamo fare poche cose, ma farle bene».

Non ci sono piani di acquisizione: l’idea è far crescere il marchio valorizzando accordi esistenti

La produzione è localizzata in Piemonte, con due stabilimenti a Santena e un polo inaugurato nel 2022 a Valfenera. Una parte significativa degli investimenti è destinata al continuo rinnovamento dello stabilimento di Santena, con interventi recenti che hanno riguardato la sostituzione della linea cialde, l’introduzione di una nuova linea per il caffè in grani e l’implementazione di una linea capsule di prossima entrata in funzione.

A Valfenera, l’azienda ha realizzato il proprio magazzino per il caffè crudo, una scelta strategica per garantire il controllo completo della qualità della materia prima. L’attenzione alla sostenibilità è un’altra priorità: l’azienda ha sviluppato capsule compostabili compatibili, processi di riciclo e riduzione degli sprechi, oltre a diverse iniziative per il recupero dei rifiuti.

Progetti sociali

«Il progetto sociale Women in Coffee, avviato nel 2018, sostiene piccole realtà di donne coltivatrici di caffè e promuove l’avvio di nuove imprese femminili nel settore Horeca», conclude Vergnano. «In questo mondo, oltre il 50% degli occupati sono donne, ma meno del 30% delle aziende hanno una leadership femminile».

Article Name:CAFFÈ VERGNANO LA NOSTRA TAZZINA SEMPRE PIÙ GLOBALE

Publication:L'Economia

Section:FINANZA& IMPRESE

Author:Di ANDREA SALVADORI

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