Adopted: la cucina italiana
- Walter Pittini
- 15 feb
- Tempo di lettura: 3 min

È PATRIMONIO DELL’UMANITÀ
Vanity Fair (Italy)
17 Dec 2025
di MADDALENA FOSSATI MADDALENA FOSSATI, direttrice della Cucina Italiana e presidente del Comitato Promotore Candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Unesco.
L’ATTESA E GLI APPLAUSI A Nuova Delhi: da sinistra, Maddalena Fossati, Liborio Stellino, rappresentante permanente presso l’unesco, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e Mariassunta Peci, direttrice Affari europei e internazionali del ministero della Cultura.
Quando vedere la scritta adopted significa felicità. La cucina italiana è patrimonio immateriale dell’unesco, l’organizzazione culturale delle Nazioni Unite più importante al mondo. Cinque anni di lavoro, dal giugno 2020 al dicembre 2025: è la dimensione temporale in cui è avvenuto tutto. Il lancio di un’iniziativa forte e controversa. Ora vi scrivo da Nuova Delhi, dove è avvenuta la proclamazione. Siamo al Red Fort, in sala ci sono circa 170 dei 185 Paesi firmatari, 65 dossier da votare e un palco con il comitato valutatore. Grandi schermi, delegazioni sedute ai loro tavoli, e ci sono io in qualità di presidente del Comitato Promotore Candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Unesco. Ogni presentazione avviene così: il Mister Chair, Vishal V. Sharma, legge la valutazione e, dopo qualche riflessione – e se non ci sono impedimenti – pronuncia la parola magica: adopted. La vedi comparire sullo schermo mentre viene scritta in rosso sul dossier. Segue il battito del martelletto: è fatta. Ci danno il palco per parlare: cinque minuti al Paese protagonista del momento. « Italy hai the floor ». Dopo anni di intensa attività, le corse a mille conferenze, i discorsi agli scettici, l’impegno per convincere i dubbiosi e dribblare i cattivi, oggi sono qui, e mentre vedo comparire la scritta mi vengono le lacrime agli occhi. Pier Luigi Petrillo, seduto dietro di me e autore del dossier, nonché unico italiano a presiedere un comitato valutatore dell’unesco, mi stringe il braccio, saltiamo in piedi appena arriva all’ultima «d»: Adopted. L’ambasciatore Unesco Liborio Stellino inizia a leggere i ringraziamenti, il ministro degli Esteri Antonio Tajani mi guarda perplesso per la mia reazione quasi calcistica. Stefania Virone, bravissima web editor de La Cucina Italiana, filma il filmabile. Io apro una diretta live. Immagino l’italia gioire per qualcosa di grande. Immagino le cucine con i tanti e le tante cuoche che fanno fatica tutti i giorni, e anche le lacrime. Quando abbiamo iniziato questo cammino, nell’estate 2020, chiedendo a sei grandi chef di firmare altrettanti numeri de
La Cucina Italiana, la rivista nata nel 1929 a Milano, non sapevamo dove saremmo approdati. Era stato come partire per un viaggio non scorgendo bene la riva. Provare a fare qualcosa di rischioso, ma di grande. Il primo fu Massimo Bottura, patron dell’osteria Francescana conosciuto in tutto il mondo. Poi Davide Oldani, con la sua capacità di dialogare con il territorio. Antonia Klugmann, italiana al confine con la Slovenia. Niko Romito con la sua indicibile purezza, e la forza propulsiva campana di Antonino Cannavacciuolo. C’era il covid ed era tutto difficile. Avevamo coinvolto l’artista francese JR, i nostri Maurizio Cattelan e Maurizio Galimberti, il regista Luca Guadagnino. Un progetto splendido, diventato realtà un po’ alla volta. Con Silvia Sassone, titolare dell’agenzia di comunicazione strategica Spoon Group, Massimo Montanari, professore emerito dell’università di Bologna e massimo esperto di storia della cucina, il professor Petrillo, Laila Tentoni, presidente di Fondazione Casa Artusi, e Paolo Petroni, presidente dell’accademia Italiana della cucina. Che gruppo! Abbiamo scritto un dossier che parlava del famoso elefante nella stanza: è grande, c’è, ma nessuno lo vede, ovvero il valore della cucina. È identità, storia, passato, futuro, cultura, rituale. È noi, sì, perché la cucina italiana siamo noi. Il governo italiano ha presentato il dossier ufficiale e oggi siamo qui. L’unesco ci ha riconosciuto un valore che si rifletterà in tanti altri aspetti delle nostre vite, perché oggi la cucina italiana è un patrimonio dell’umanità. Viva la cucina italiana, perché la cucina italiana siamo proprio noi.
Article Name:Adopted: la cucina italiana
Publication:Vanity Fair (Italy)
Section:Si Parla Di
Author:di MADDALENA FOSSATI MADDALENA FOSSATI, direttrice della Cucina Italiana e presidente del Comitato Promotore Candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Unesco.
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