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Pasta alla milanese: perché è siciliana?

Aggiornamento: 28 ago 2025

Una ricetta estiva piena di sapore che si fa con pochi ingredienti. E che, soprattutto, ha una storia molto singolare, con un nome che può ingannare.

Pasta alla milanese

Se avete poco tempo per cucina provate la pasta alla milanese. Anzi, 'a milanisa, nel modo del dialetto siciliano. Perché questo primo piatto non ha (quasi) nulla a che fare con Milano: è un piatto del Sud, anche di chi al Meridione non ci vive più.


È un primo dai sapori molto estivi, facile da fare e pieno di carattere. Non deve essere un caso, perciò, che proprio in questo periodo si torni a parlare di quanto sia buono e di quanto valga la pena provarlo. Del resto basta poco anche perché la pasta alla milanese si fa con ingredienti che abbiamo tutti in casa: spaghetti (il formato più utilizzato), pomodoro, sardine sott'olio o sotto sale (ma anche le alici vanno benissimo), e un po' di uvetta e pinoli prima della “muddica atturrata” che non può mancare sui primi piatti isolani.


Qual è la differenza tra la pasta alla milanese e la pasta con le sarde

Se leggendo gli ingredienti degli spaghetti alla milanese vi torna in mente la pasta con le sarde non è un caso: non sono niente altro che una versione semplificata e più economica, in cui il pomodoro sostituisce lo zafferano dando un colore molto simile al piatto, e il pesce sott'olio o sotto sale sostituisce le sarde fresche (che, poi, volendo potete anche utilizzare).

Perché si chiama pasta alla milanese?

Tra le versioni più accreditate sull'origine della pasta alla milanese c'è quella che racconta che sia nata per fare di necessità virtù. Secondo questa narrazione il merito dell'invenzione della pasta alla milanese si deve ai siciliani emigrati al Nord che, in mancanza di sarde fresche che in Sicilia invece abbondano, avrebbero inventato un'alternativa altrettanto valida con quelle sott'olio.


C'è anche chi ritiene che si chiami così grazie a una signora licatese che nel Novecento emigrò a Milano. Dato che al ritorno in paese tutti la chiamavamo “a milanisa”, e che preparava spesso questa pasta, c'è chi crede sia stata lei a darle il nome. Se la pasta alla milanese non fosse diffusa ben oltre Licata, probabilmente i sostenitori di questa versione avrebbero ragione. Ma, dato che così non è, i dubbi sulla veridicità di questa storia sono tanti. Così come ci sono tanti dubbi sul fatto che la pasta alla milanese debba il suo nome ai Normanni, chiamati anche “lombardi” o “milanesi”, ai quali si legherebbe l'arrivo in Sicilia delle tecniche di conservazione del pesce che per molto tempo hanno fatto la fortuna di tante aziende dell'isola.

Insomma, resta più accreditata la versione meno arzigogolata della storia, cioè la prima, insieme a un'altra, altrettanto verosimile, e in fondo complementare, per cui gli spaghetti alla milanese (e in generale la pasta alla milanese) sarebbero una variante della “pasta chi sardi a mari”, fatta con le alici sott'olio al posto delle sarde fresche e gli stessi ingredienti dell'originale pasta con le sarde (quindi anche con lo zafferano che negli spaghetti “a milanisa” viene sostituito dal pomodoro). Qualunque sia la sua origine, è un'ottima pasta da provare, e da aggiungere al lungo elenco di ricette di primi piatti facili e veloci da rispolverare ogni volta che si ha voglia di qualcosa di buono.




INFORMAZIONI


Tempo: 50 min


Prodotto: 4 porzioni




INGREDIENTI

320 g spaghetti


5 o 6 filetti di acciughe o sardine sott'olio


300 g finocchietto selvatico (o un cucchiaino in polvere se non avete quello fresco)


150 g pangrattato o pane raffermo grattugiato


½ cipolla


2 bicchieri di passata di pomodoro


1 cucchiaio colmo pinoli


1 cucchiaio colmo uvetta


olio extravergine d'oliva


sale qb




PROCEDIMENTO

  1. Mettete la pentola dell'acqua sul fuoco.

  2. Mondate il finocchietto ricavando solo la parte tenera.

  3. Lessatelo in acqua salata per circa dieci minuti. Scolatelo e conservate l'acqua nella pentola (servirà per gli spaghetti).

  4. Ammollate l'uvetta nell'acqua.

  5. Tritate la cipolla e fatela soffriggere con le alici, quindi aggiungete l'uvetta scolata e strizzata e i pinoli. Fate insaporire un paio di minuti.

  6. Aggiungete la passata di pomodoro (o il concentrato allungandolo con acqua), il finocchietto sbollentato e sminuzzato (o quello in polvere) e lasciate cuocere.

  7. In un'altra padella, fate scaldare l'olio, versate il pangrattato e fatelo tostare mescolando continuamente. Quindi mettetelo da parte.

  8. Nel frattempo fate cuocere gli spaghetti.

  9. Scolate gli spaghetti, versateli nella padella con il sugo, impiattate e servite con una spolverata di “muddica atturrata”.


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