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Puglia, regina dell’olio Evo

In questi cinque lustri, ogni volta che raccontavo la storia dell’olio in Italia, attraverso i corsi, le degustazioni o gli assaggi con la nostra accademia Maestrod’olio, non c’era una partecipante che mi dicesse esattamente i numeri della nostra olivicoltura.

regina dell’olio Evo

Nell’immaginario comune e anche un po’ romantico, la Toscana e l’Umbria, rimangono sempre le regioni, che sembra abbiano una distesa infinita di oliveti. Ma insieme, queste due regioni, possono a malapena raggiungere il 6% della produzione nazionale. È la Puglia la regina del nostro paese, con una media del 50%, fino ad arrivare in certe annate al 60% della produzione di olio extravergine di oliva. Oltre 170 milioni di litri creati nei circa 340.000 ettari a disposizione, che ahimè in questi ultimi anni la Xylella fastidiosa, ha seccato soprattutto nel Salento.


Sempre più produttori, acquistano un proprio frantoio, per loro o per lavorare le olive conto terzi; a oggi si contano poco meno di 800 frantoi a disposizione lungo tutto il territorio regionale. Il fatturato medio della vendita di questo oro verde è di quasi un miliardo di euro l’anno e questo straordinario risultato è ottenibile grazie al fatto che esistono cinque Dop e un’Igp regionale, che certifica e protegge l’olio pugliese dalle imitazioni che spesso arrivano dai paesi del bacino del Mediterraneo.


Avrei una gran voglia di raccontarvi la storia dell’olio e dell’olivo in Puglia, ma penso che non basterebbero due riviste per esporre tutta la meravigliosa vita di questa pianta che, in alcune zone di questa terra, diventa talmente maestosa, imponente e sacra, che ci si commuove solo guardandola. Sono entrato anni fa dentro cortecce di alberi ancora floridi, che raccontavano oltre mezzo milione di giorni, passati a farsi scolpire dal vento e dal suono del mare.


Questa magnifica regione ha un potenziale enorme, che ancora non riesce a pieno a sfruttare. Per fare un paragone al femminile, è una bellissima donna, che va in giro con uno scafandro per paura di non piacere. Se solo la metà dei produttori di olio di qualità investisse in raccolta, frantoio e conservazione dell’olio, avrebbe un prodotto che non svenderebbe più a pochi euro alle aziende imbottigliatrici, ma potrebbe vendere in Italia e nel mondo alla giusta remunerazione, quella che merita e più si confà alla fatica e alla storia che raccontano questi fortunati contadini.


Oggi sono felice di avere tanti amici dell’olio pugliese, che hanno recepito il messaggio e lavorano con grandissima dedizione e passione. Non li ho potuto inserire tutti, ma continuerò a farlo, perché ognuno di loro se lo merita. Non mollate mai, noi comunicatori, saremo sempre al vostro fianco.



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