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Imprese

Quattro miliardi di euro per chi investe sul futuro.


COMMERCIALISTA

6 novembre 2025


Parliamo di un pacchetto di interventi che punta a sostenere gli investimenti delle imprese, per stimolare la crescita economica e incentivare comportamenti virtuosi.

La cifra sul tavolo è di ben quattro miliardi di euro stanziati per maggiorare il costo di acquisizione dei beni materiali, favorendo così un ammortamento fiscale più vantaggioso per chi investe in tecnologie, impianti e attrezzature.


Imposte sui redditi e investimenti green

Considerando le imposte sui redditi, le imprese che acquistano beni strumentali nuovi potranno beneficiare della maggiorazione del costo di acquisizione per calcolare ammortamenti e canoni di leasing nella misura del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro, e del 50% per investimenti che vadano oltre 10 milioni di euro e fino alla cifra di 20 milioni di euro.

Nel caso di investimenti “green” il beneficio diventerebbe ancora più sostanzioso: si applica nella misura del 220% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 140% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e del 90% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.


Buoni pasto elettronici, ZES e ZLS

La soglia esentasse dei buoni pasto elettronici per i dipendenti passa da 8 a 10 euro. Saranno presenti nel triennio il credito d’imposta per le imprese ubicate nelle zone economiche speciali (ZES) e, nella misura di 100 milioni di euro nel triennio 2026/2028, per le zone logistiche semplificate (ZLS).

È prorogato al 31 dicembre 2026 il blocco della “plastic tax” e della “sugar tax”, rinviando ancora l’entrata in vigore di queste imposte contestate da molte imprese manifatturiere e del food & beverage. Viene rifinanziata anche la misura agevolativa della “Nuova Sabatini”.


Attuazione dell’IRES premiale

Grande attesa anche per la piena attuazione dell’IRES premiale, prevista dalla Legge Delega Fiscale (L. 111/2023) e anticipata dal decreto ministeriale dell’8 agosto 2025. Tramite questa misure, le imprese che non distribuiscono utili, ma reinvestono almeno il 30% degli stessi in nuovi beni o assunzioni, potranno vedersi applicata un’aliquota IRES ridotta dal 24% al 20%; un’opportunità concreta per le aziende che puntano sulla crescita interna e la creazione di occupazione.

Secondo il Ministero si tratta di “premialità legata al reddito e al reinvestimento dell’utile”, con l’obiettivo di rafforzare la solidità delle imprese italiane in ottica strutturale e non assistenziale.

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