Via libera: fisco, correttivo ter e Testo Unico Iva.
- Walter Pittini

- 8 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Le novità per imprese e professionisti. All’esame del consiglio dei ministri del 14 luglio il decreto su Irpef e Ires e la raccolta della normativa sull’Imposta sul valore aggiunto. I dettagli.

Interessi moratori con il criterio di competenza, errori contabili con i contorni sulla rilevanza definiti, restyling formali alla disciplina della tassazione digitale limitata alla global minimum tax senza modifiche per la web tax, ulteriore avvicinamento tra valori contabili e valori fiscali.
Sono questi alcuni dei temi per i tecnici tributari che terranno banco nel terzo correttivo della riforma fiscale atteso all’esame del consiglio dei ministri originariamente previsto per l’8 luglio ma poi rinviato al 14 luglio 2025 . Il provvedimento sarà in buona compagnia perché è atteso il via libera prima dell’estate di un testo unico di peso, non fosse altro per la stratificazione normativa, quello dell’Iva.
Il consiglio dei ministri nella prossima riunione, esaminerà, per il primo via libera, il decreto legislativo correttivo sulla disciplina Ires e Irpef, Il decreto sarà il diciottesimo in approvazione. Attualmente sono sedici i decreti delegati, tra cui due correttivi, che hanno completato il loro iter, e sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale.
Il decreto legislativo sui tributi locali è quindi il diciassettesimo, in attesa che le commissioni finanze di camera e senato diano il loro parere al governo per poi fare un secondo passaggio per l’approvazione definitiva in consiglio dei ministri.
Sul fronte testi unici la riforma fiscale ne ha previsti nove di cui cinque sono stati già approvati, quattro dei quali pronti per diventare strumento legislativo tributario e uno, attinente l’imposta di registro e gli altri tributi minori, in attesa del via libera definitivo.
Quindi con l’approvazione del testo unico Iva c’è un ideale giro di boa nel percorso di approvazione il cui punto di approdo finale è quello del codice tributario. Per far incastrare tutti questi tasselli di recente è stato dato il via libera anche alla proroga del termine di attuazione del processo di riforma fiscale. Il legislatore avrà mani libere fino a fine 2026.
In particolare, per quanto riguarda il reddito di impresa, nel decreto correttivo, si fissa un principio per gli interessi moratori che dovranno essere registrati con il criterio di competenza e non più, come finora avviene, con quello di cassa.


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