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Dichiarazioni dei redditi, aggiornamenti software in ritardo per il 2025

Aggiornamento: 16 giu 2025

Disallineamento tra i prodotti per gli studi professionali e i rilasci dell’Agenzia delle entrate. Cosa può succedere ora.

dichiarazione dei redditi

Rilascio della versione definitiva dei software dichiarativi condizionato da una serie di interventi necessari, relativi, in particolare, alla determinazione del reddito effettivo dei contribuenti (rigo RN1 del modello) e del calcolo degli acconti (Irpef/Ires) del 2025, in tal caso per i contribuenti che hanno anche aderito al concordato preventivo biennale (Cpb) e che utilizzano il metodo storico di determinazione.


Questo ciò che l’Associazione italiana dei produttori di software (AssoSoftware) rileva nel comunicato dello scorso 20 maggio ai fini del celere rilascio tempestivo dei programmi aggiornati e necessari per la compilazione delle prossime dichiarazioni dei redditi e per la determinazione dei versamenti dovuti.


L’associazione, prima di tutto, rileva che gli adeguamenti del software sono necessari, per non dire fondamentali, giacché gli interventi sui calcoli e sulla gestione dei modelli, in particolare per i soggetti che aderiscono al patto con il Fisco (Cpb) non trovano riscontro sulle fonti ufficiali, in particolare sui modelli, sulle istruzioni e nemmeno sulle specifiche tecniche.


La complicata rideterminazione degli acconti in caso di concordato

Per la rideterminazione degli acconti dovuti in caso di adesione al concordato preventivo biennale, poi, è necessario ricordare che i valori concordati con il Fisco non corrispondono necessariamente a quelli che saranno effettivamente utilizzati e tassati nel 2024 e, quindi, l’associazione rileva, a maggior ragione, la necessità di definire le modalità di calcolo dell’acconto Irpef/Ires per il 2025 con il metodo storico, in presenza di accordo, da determinarsi sull’imposta 2024.


Preliminarmente, si evidenzia che pochi giorni fa è stata messa a disposizione la versione aggiornata delle istruzioni del modello Redditi PF 2025 con la conferma che l’acconto Irpef 2025 non deve essere sempre ricalcolato ma solo in determinati casi, tra cui quello in cui il contribuente ha optato, nel modello dichiarativo dell’anno precedente (Redditi PF 2024), per l’adesione al concordato preventivo per il biennio 2024/2025.


La nuova versione delle istruzioni, innanzitutto, conferma che l’accordo deve essere determinato con le modalità conosciute, potendo scegliere, alternativamente, se applicare il metodo storico o il metodo previsionale, con la conseguenza che nel primo caso si rende necessario procedere con il ricalcolo soltanto in presenza di determinati casi.


L’art. 20 del dlgs 13/2024, che ha istituito l’istituto del concordato preventivo, stabilisce, inoltre, che l'acconto delle imposte relative ai periodi oggetto di accordo con il Fisco deve essere calcolato secondo le regole ordinarie ma tenendo conto, però, dei redditi concordati, con l’ulteriore aggravio che, per il primo periodo d'imposta di adesione al concordato, se l'acconto è determinato con il metodo storico, risulta dovuta una maggiorazione, determinata nella misura pari al 10% della differenza, se positiva, tra il reddito concordato e quello di impresa o di lavoro autonomo dichiarato per il periodo precedente, rettificato secondo le regole di determinazione proprie del concordato preventivo, ai sensi degli articoli 15 (reddito di lavoro autonomo) e 16 (reddito d’impresa) del medesimo dlgs 13/2024.


Se, al contrario, l'acconto è determinato sulla base del criterio previsionale, la seconda rata deve essere calcolata come differenza tra l'acconto complessivamente dovuto in base al reddito concordato e quanto versato con la prima rata calcolata secondo le regole ordinarie.


Si evidenzia ulteriormente che, in linea generale, nel caso in cui il contribuente abbia aderito, nel modello Redditi PF 2024, al concordato preventivo per il biennio 2024/2025, l’acconto Irpef (o Ires) deve essere calcolato tenendo conto del reddito concordato per l’anno 2025 (se si tratta di redditi PF si deve far riferimento, di fatto, al rigo “P07” del quando P allegato al modello Redditi PF 2024).


Quindi, stante il richiamo al solo primo periodo d’imposta di adesione al concordato (per il primo biennio ci si riferisce al 2024) per l’applicazione dell’eventuale maggiorazione, nel caso in cui il contribuente applichi il metodo storico, l’associazione evidenzia l’assenza di ulteriori e precise indicazioni per la determinazione dell’acconto per il secondo anno del biennio (quindi, per il 2025).


Comunicazione e aggiornamenti futuri: l'importanza dell'anticipazione

Dal comunicato emerge, però, che le novità intervenute saranno rese ufficiali dall’Agenzia delle entrare nei prossimi giorni con la conseguenza che l’associazione ritiene utile avvisare i propri utenti del temporaneo disallineamento che comporta un ritardo nella messa a disposizione degli aggiornamenti dei programmi.




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