Decreto acconti Irpef, arriva il via libera del Senato. Ecco quali sono le novità
- Walter Pittini

- 11 giu 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 16 giu 2025
Per l’approvazione definitiva manca solo il via libera della Camera entro il 22 giugno.

Il correttivo fiscale sulle aliquote Irpef è stato licenziato dal Senato. Adesso manca solo il via libera della Camera entro il 22 giugno per l’approvazione definitiva.
Il decreto prevede, solo per l’anno 2024, nuove aliquote e nuovi scaglioni Irpef previsti dalla legge di bilancio 2025 e l’innalzamento a 1.955 euro della detrazione prevista per i redditi di lavoro dipendente. Inoltre si modifica la soglia di no tax area prevista dalla normativa vigente per i redditi di lavoro dipendente si amplia fino a 8.500 euro, diventando quindi pari a quella già vigente per i redditi da pensione.
Il viceministro Mef Maurizio Leo ha ricordato che «l’intervento si è reso necessario per correggere un difetto di coordinamento tra il decreto legislativo del 2023, attuativo della delega fiscale, che prevedeva per il solo 2024 la riduzione delle aliquote Irpef da 4 a 3 e la legge di bilancio 2025 che ha reso strutturale la predetta riduzione di aliquote».
Quindi gli acconti dovranno ora essere calcolati usando le nuove aliquote e detrazioni in vigore, i contributi che saranno toccati da queste novità sono circa 2,2 milioni, principalmente lavoratori autonomi o soggetti con redditi non da lavoro dipendente o pensione.
Riordino delle detrazioni
Le legge di bilancio prevede che dal 1 gennaio 2025, per i soggetti con reddito superiore a 75.000 euro, vengono fissati alcuni limiti per la fruizione delle detrazioni, mediante un meccanismo di calcolo fondato su due parametri: il reddito complessivo e il numero di figli fiscalmente a carico. In sostanza, si prevede una riduzione progressiva, all'aumentare del reddito, dell'ammontare massimo degli oneri e delle spese detraibili, accompagnata da una maggiore tutela per le famiglie numerose o con figli con disabilita' accertata. Per evitare che l'incremento della detrazione escluda dal 'bonus 100 euro' viene previsto un correttivo: chi guadagna fino a 20 mila euro riceverà una somma aggiuntiva che non concorre alla formazione del reddito.
No tax area
Come chiarito dal Governo nella relazione illustrativa, per effetto della modifica in legge di bilancio 2025, la soglia di no tax area per i redditi di lavoro dipendente si amplia fino a 8.500 euro, diventando quindi pari a quella già vigente per i redditi da pensione. Si ricorda, infatti, che nel sistema tributario vigente, l’applicazione delle diverse detrazioni per lavoro dipendente o pensione o da lavoro autonomo, decrescenti al crescere del reddito, produce delle fasce di reddito esenti da tassazione.
L’Upb sul fiscal drag
L’l'Ufficio Parlamentare di Bilancio stima che nel passaggio dal regime fiscale del 2022 a quello 2025, con l'accorpamento a tre aliquote, il maggiore prelievo associato a 2 punti percentuali di inflazione è stato «più alto di circa 370 milioni (+13 per cento)». In un contesto in cui la dinamica retributiva, annota il Rapporto, «è già risultata insufficiente a compensare l'inflazione, l'intensificazione del prelievo fiscale derivante dall'interazione tra quest'ultima e la progressività dell'imposta rischia di erodere in misura considerevole gli incrementi nominali delle retribuzioni, con potenziali ricadute negative sui consumi e sulla domanda interna». Insomma, l'accorpamento delle aliquote Irpef, per l'Upb «se, da un lato, da maggiore stabilità al sistema», dall'altro aumenta «la sensibilità dell'imposta personale sul reddito all'inflazione soprattutto per i lavoratori dipendenti».
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