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Vitale Barberis Canonico. la lana controcorrente


I piani di sviluppo di Vbc raccontati da Francesco, ultima generazione alla guida del gruppo L’84% della produzione in 90 Paesi, ricavi a 137 milioni I cimeli dell’anno 1663

  • L'Economia

  • 26 Jan 2026

  • Di ISIDORO TROVATO

Oggi Vitale Barberis Canonico, con oltre 363 anni di storia, è probabilmente il lanificio più antico del mondo, uno dei più prestigiosi marchi del tessile made in Italy. Basta visitare lo stabilimento di Pratrivero per comprendere qualcosa di questa lunga storia aziendale: nove livelli che si estendono in verticale e si adeguano a profili delle colline del biellese, la capitale del tessile italiano. Percorrendo quei nove piani si esplora un lanificio a ciclo completo che realizza tutte le fasi della lavorazione della lana più di duecento passaggi effettuati adottando un alto livello di automazione con l’utilizzo di macchinari tecnologicamente all’avanguardia.

«Il prodotto made in Italy sa ancora sedurre il mondo a patto che non si deroghi sulla qualità — avverte Francesco Vitale Barberis Canonico, componente della triade di cugini, nuova generazione di famiglia che adesso guida il gruppo —. Oggi si parla tanto di crisi del lusso, ma il settore dei tessuti e degli abiti su misura non segna nessuna flessione, anzi cresce. Siamo consapevoli che l’abito tailor made, con un tessuto di grande qualità e una lavorazione tutta italiana rappresenti un’esperienza sempre più richiesta. Scegliere il tessuto, il modello e affidarsi a un sarto per un abito su misura significa acquistare qualità concreta e duratura nel tempo, si tratta di un lusso solido che si accompagna a un’esperienza di fascia alta paragonabile a una coccola, a un viaggio, a un piacere da ricordare. Per questo il nostro settore ha fatto segnare un altro anno molto positivo con delle ottime prospettive anche per il 2026».

La tendenza

La Vitale Barberis ha chiuso il 2025 con 137 milioni di fatturato, l’azienda ha fatto della politica dell’export uno dei principali punti di forza: oggi vende in ogni continente esportando oltre l’84% della produzione in 90 Paesi. «Cresce il su misura praticamente su tutti i mercati — ribadisce Vitale Barberis Canonico — il nostro export ha tradizioni radicate in Francia, Gran Bretagna, Giappone, ma lievita costantemente anche negli Usa dove il business non avverte nessun contraccolpo delle turbolenze geopolitiche internazionali. Inoltre cresciamo anche in Medio Oriente con delle potenzialità di sviluppo davvero importanti per il prossimo futuro».

I mercati internazionali stanno premiando la qualità della materia prima e l’artigianalità della lavorazione, un binomio su cui Vbc punta da tempo. «Con una tradizione di secoli nella lavorazione della lana — ricorda il direttore marketing — il lanificio produce i migliori tessuti tradizionali di lana per uomo: 4 milioni di chili all’anno pari a 11.000 chili lavorati al giorno. Nei nostri magazzini, del tutto automatizzati, i robot movimentano 7 milioni di metri di tessuto, una lunghezza che consentirebbe di colmare la distanza da Londra a New York. Si tratta in prevalenza di lane saxon merinos, dunque le più pregiate dell’australia».

Il primo documento relativo all’attività laniera della famiglia è del 1663: nell’archivio storico di Trivero si conserva il «quinternetto delle taglie» in cui sono riportati i versamenti per le tasse dovute da tutti i capifamiglia al Duca di Savoia e al feudatario del luogo. In questi tre secoli e mezzo l’azienda piemontese ha investito su ricerca e sviluppo, fattori ancora oggi determinanti per trovare il consenso dei consumatori. «L’innovazione è sempre stata la leva di competitività nella produzione e nelle materie prime. Per esempio, l’azienda ha ricevuto un premio, organizzato dall’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro di Bilbao. Una sala di tessitura laniera è un ambiente spesso difficile a causa dell’elevato inquinamento acustico che provoca danni all’apparato uditivo e implica per gli operai il rischio di infortuni. Grazie all’installazione di particolari cappe antirumore, progettate nell’89 da mio zio Alberto Vitale Barberis Canonico, la nostra sala di tessitura di Pratrivero è l’unica al mondo in cui l’inquinamento acustico medio è stato abbattuto. Poi abbiamo istituito il Vitale Barberis Canonico Wool Excellence Award, il primo premio che intende promuovere la qualità della materia prima ottenuta attraverso pratiche sostenibili. Abbiamo scelto di non premiare una singola balla di materia prima, bensì di prestare attenzione all’intera produzione annuale di una fattoria».

Gli obiettivi

La nuova generazione ha preso in mano la gestione dell’azienda, guidandola nel ventunesimo secolo: Alessandro, Francesco e Lucia sono oggi al timone di questo storico Lanificio, con quali obiettivi? «Tanti — sorride Francesco — l’equilibrio tra innovazione e tradizione resta la nostra priorità. Il simbolo di questa commistione tra passato e futuro è il nostro archivio storico che contiene oltre 2000 volumi che partono dal 1846 e coprono tutti i decenni fino al 2009. Nella collezione troviamo campionari e le raccolte di tessuti di tendenza provenienti da Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Scozia, Germania. Quell’archivio contiene storia, creatività, rispetto del passato ma anche ispirazione per il futuro. Quella è la direzione verso cui ci muoviamo. Per riuscirci stiamo accentuando la ricerca di nuovi talenti. L’ingresso di giovani rappresenta la nostra garanzia per il futuro, lo scorso anno abbiamo assunto 46 persone a tempo indeterminato e oggi il nostro organico sfiora la 500 unità».

Article Name:Vitale Barberis Canonico. la lana controcorrente

Publication:L'Economia

Section:FINANZA & IMPRESE

Author:Di ISIDORO TROVATO

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