«Una sola passerella l’anno (ma fatta davvero bene)»
«Una sola passerella l’anno (ma fatta davvero bene)»
Corriere della Sera
2 Feb 2026
dalla nostra inviata a Aspen Paola Pollo
Per arrivarci bisogna attraversare la montagna di notte, su sentieri innevati, avvolti nel silenzio del bosco. È così che oltre 350 ospiti in motoslitta, avvolti in cappe di color cioccolato, raggiungono meravigliati una radura in Colorado a quota 3 mila dove Moncler Grenoble sceglie di presentare la collezione autunno/inverno 2026. Sotto il cielo stellato e la luna piena, i pioppi bianchi — simbolo di Aspen e di uno degli ecosistemi più puri al mondo — diventano quinte naturali della sfilata. Alberi che evocano un’idea di equilibrio e armonia e da cui, non a caso, si ricavano anche i fiori di Bach: un richiamo sottile al legame profondo tra uomo e ambiente.
La passerella prende forma tra neve intatta e fasci di luce notturna, accompagnata dalla colonna sonora di C’era una volta in America, che amplifica l’atmosfera cinematografica della serata. In scena, un immaginario che guarda all’america degli anni Cinquanta e Sessanta, quando Aspen diventò il luogo simbolo dello sci per gli americani: cappelli da cowboy che emergono dalla neve, gonnelloni ampi ispirati alle sciatrici dell’epoca, silhouette rétro che dialogano con materiali ad alte prestazioni: una collezione dai grandi contenuti. Imbacuccati&felici, nel silenzio ovattato, seguono la sfilata volti noti del cinema, dello sport e della moda: Kevin Costner, leggendario protagonista di Balla coi lupi, Orlando Bloom, Adrien Brody, Alessandra Ambrosio, Emily Ratajkowski, Maria Sharapova, Tessa Thompson, Jenny e Aubrey Plaza e altri. In molti raccontano come sia proprio nella natura che ritrovano equilibrio e misura. «Io che sono un uomo di città — dice Alessandro Borghi — me ne scappo appena posso volentieri». E c’è Bianca Balti in grande forma, che racconta del suo Capodanno proprio qui, in Colorado. La scelta del luogo non è casuale. Remo Ruffini ricorda che nel 2008 Moncler ha aperto ad Aspen il suo primo negozio negli Stati Uniti e anche l’ultimo inaugurato giovedì. Un luogo che oggi assume un valore simbolico nel percorso iniziato tra le montagne europee (St. Moritz e Courchevel) e approdato oltreoceano: «Un giro del mondo fatto per stare vicino a culture diverse e scoprire nuovi consumatori». Prossima tappa? Indizi? «La mia passione è lo sci e ci sono tanti posti incredibili da esplorare: Giappone… Nord Europa». Da questa vicinanza nasce la ricerca che anima la collezione: «Abbiamo lavorato su Aspen e sugli anni Cinquanta e Sessanta, quando è diventata la meta dello sci negli States. Uno stile molto americano, già contaminato dall’europa e i primi look tecnici». Un doppio binario che resta centrale nel progetto: cultura&innovazione.
I paesaggi del Colorado diventano così trama e texture: la foglia del pioppo si imprime su trapuntature, jacquard e ricami ad alta frequenza. Shearling morbidi, maglieria raffinata e suggestioni western convivono con tessuti tecnici pensati per l’alta quota. Il grande lavoro sui materiali ritrova il loden, reinterpretato in chiave ski. «Sciare con stile — sintetizza Ruffini — in qualsiasi situazione: il nostro performance-style».
Una macchina imponente, costruita in due anni di lavoro e con il coinvolgimento di oltre cento collaboratori arrivati qui: «Non facciamo otto sfilate all’anno ma una e cerchiamo di farla bene». Anche in una fase che Ruffini definisce di new normal («non penso a termini come crisi») dopo il grande boom post Covid, l’obiettivo resta quello di continuare a lavorare con visione. Nessun pentimento per non aver scelto le Alpi alla vigilia dei Giochi? «Ma noi ci siamo con la nazionale brasiliana e con Lucas (Pinheiro ndr) il nostro campione: ci piace essere a quel livello tecnico — osserva Ruffini — ma in punta di piedi. La logica delle sponsorizzazioni non ci appartiene, preferiamo parlare a un consumatore attento».
Il finale è su Heroes di David Bowie e gli ospiti salgono su giganteschi gatti delle nevi che li portano all’after-party in stile ranch.
Ruffini presenta Moncler Grenoble fra le nevi del Colorado. «Il mio giro del mondo alla ricerca di nuovi consumatori»
Article Name:«Una sola passerella l’anno (ma fatta davvero bene)»
Publication:Corriere della Sera
Section:Cronache Moda
Author:dalla nostra inviata a Aspen Paola Pollo
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