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Rafforzamento per determinare l’imponibile fiscale

La scheda n. 2 allegata al provvedimento delle Entrate del 7 agosto scorso approfondisce anche l’impatto fiscale dei canoni periodici percepiti a fronte della concessione in favore di terzi di un diritto di superficie a titolo temporaneo. Sciolto il nodo sul trattamento contabile per i soggetti Oic adopter (si veda l’articolo), ai fini della determinazione dell’imponibile fiscale si applica il principio di derivazione rafforzata di cui all’articolo 83, comma 1-bis, del Tuir, in base al quale per i soggetti che redigono il bilancio in conformità alle disposizioni del Codice civile – diversi dalle micro-imprese di cui all’articolo 2435-ter che non hanno optato per la redazione del bilancio in forma ordinaria – valgono, anche in deroga alle disposizioni del Tuir, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti dai princìpi contabili.


In tale ambito si applicano anche ai soggetti Oic (salvo le micro-imprese che redigono il bilancio in forma “semplificata”), «in quanto compatibili», le disposizioni attuative già dettate per i soggetti Ias/Ifrs con i decreti ministeriali 48/2009 e 8 giugno 2011, come successivamente modificati dal Dm 3 agosto 2017.


Per quanto riguarda il tema specifico qui trattato, risulta di interesse la disposizione di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto 3 agosto 2017, la quale estende ai soggetti Oic adopter la deroga alle disposizioni dell’articolo 109, commi 1 e 2, del Tuir che, nell’assunzione dei costi e dei ricavi, pongono prevalentemente riferimento alle condizioni di certezza e determinabilità dei componenti reddituali (comma 1), alle risultanze negoziali e all’acquisizione/passaggio della proprietà dei beni (comma 2).


Alla luce di questo quadro normativo, la scheda n. 2 afferma che, per effetto del principio di derivazione rafforzata, il trattamento ai fini Ires del corrispettivo conseguito per la costituzione del diritto di superficie a tempo determinato, contabilizzato secondo la maturazione contrattuale, concorre alla formazione del reddito d’impresa della società come ricavo (e non come plusvalenza), così come imputato in bilancio.


Peraltro, tale soluzione circa la rilevanza fiscale dei canoni periodici alla stregua di ricavi di esercizio era già stata affermata dalla risoluzione 37/E/2018 per quanto riguarda i soggetti in derivazione rafforzata. Veniva così superato il precedente orientamento della risoluzione 112/E/2009, secondo la quale la costituzione del diritto di superficie, in quanto riferita a un diritto reale, avrebbe determinato in ogni caso una plusvalenza, da tassare quindi interamente nell’esercizio in cui è stipulato l’atto (articolo 109, comma 2, lettera a), Tuir), oppure in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi nel caso in cui i beni oggetto del diritto fossero stati posseduti da non meno di tre anni (articolo 86, comma 4, Tuir)



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