Partite Iva, nuova rottamazione e flat tax fino a 100 mila euro
- Walter Pittini

- 20 set 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Le proposte sul Fisco in manovra. I risvolti per la spesa e gli interessi.
Alla fine, anche quest’anno, la manovra di finanza pubblica ruoterà intorno al fisco.
Una partita giocata nella maggioranza da partiti con sensibilità e priorità diverse, con l’obiettivo di alleggerire le tasse, ognuno con un occhio al proprio elettorato di riferimento. Ma, come sempre, bisognerà fare i conti con le risorse scarse, anche se le entrate stanno andando bene e i giudizi delle agenzie di rating hanno riflessi positivi sulla spesa per interessi. Ieri notte era atteso il verdetto dell’agenzia Fitch, che, come S&P lo scorso aprile, potrebbe alzare il rating sull’italia da BBB a BBB+. Buone notizie, dunque, anche se il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, ha già ricordato che per la manovra 2026 c’è una priorità nuova: l’aumento delle spese per la difesa, che sottrarrà fondi ad altri capitoli. Ma anche sulle entrate bisognerà fare delle scelte.
Il taglio dell’irpef
Sul tavolo dell’economia si è depositato un menù con troppe portate alla voce taglio delle tasse, alcune in conflitto tra loro. Il viceministro dell’economia, Maurizio Leo, di Fratelli d’Italia, che ha la delega per la riforma del Fisco, ha detto che vorrebbe abbassare le tasse per il ceto medio tagliando la seconda aliquota dell’irpef dal 35 al 33%, possibilmente alzando il relativo scaglione di reddito da 28-50 mila euro a 28-60 mila. Senza quest’aumento l’operazione costerebbe 3 miliardi anziché 5. Il costo per le casse pubbliche potrebbe essere abbassato ancora intervenendo, come l’anno scorso, con una franchigia che annulli il beneficio per chi guadagna più di 50 o 60 mila euro o rimodulando, come anticipato dallo stesso Giorgetti, le detrazioni sui carichi familiari, proseguendo anche qui sulla strada intrapresa un anno fa col taglio degli sgravi oltre 75 mila euro di imponibile crescente al salire del reddito e al diminuire del numero di figli.
Le coperture
Sul fronte delle coperture, le risorse dovrebbero arrivare soprattutto dal concordato preventivo biennale per le partite Iva. Proprio ieri l’agenzia delle entrate ha definito con un provvedimento le modalità per esercitare il ravvedimento speciale (sanatoria fiscale sulle annualità dal 2019 al 2023) per i soggetti Isa che aderiscono al concordato per il 2025-26: l’opzione per il ravvedimento va esercita versando, tra il primo gennaio e il marzo 2026, la prima rata o l’intero importo.
Partite Iva
Ad esporsi di più, sul fronte delle risorse, è il vicepresidente del Consiglio e leader della Lega, Matteo Salvini, mettendo nel mirino gli extraprofitti delle banche, sui quali, dice, lo Stato dovrebbe prelevare 3 miliardi. Proposta respinta, però, oltre che dalle banche, dall’altro vicepresidente del Consiglio, e leader di Forza Italia, Antonio Tajani. Ma del resto la Lega ha bisogno di alzare la provvista delle coperture perché ha un piano molto ambizioso sul fronte fiscale, a favore in particolare delle partite Iva, per le quali il Carroccio vorrebbe aumentare la flat tax del 15% fino a 100 mila euro di ricavi (dagli 85 mila attuali) e aprire una nuova rottamazione (sarebbe la quinta) delle cartelle esattoriali. Sul tavolo, anche la proposta di estendere la flat tax ai redditi incrementali dei lavoratori dipendenti, cioè solo sulla parte di imponibile in più dichiarata rispetto all’anno prima.
Casa, imprese e lavoro
Al di là delle usuali schermaglie politiche, ci sono diversi capitoli sui quali sono in corso gli approfondimenti del governo: oltre alle risorse in più per la difesa; l’eventuale conferma della detrazione del 50% sulle spese di ristrutturazione edilizia, che altrimenti scenderebbe dal 2026 al 36%; il potenziamento dell’ires premiale per le imprese, mentre la Confindustria chiede un piano per l’industria da 8 miliardi; gli sgravi sul lavoro, con diverse ipotesi allo studio: dalla detassazione delle tredicesime a quella degli straordinari e dei premi di produttività.
Bisognerà però attendere lunedì prossimo, quando l’istat diffonderà l’aggiornamento dei conti economici del 2024, per avere un’idea di come si chiuderà anche il 2025 e degli spazi di finanza pubblica per il 2025. Poi il 2 ottobre il governo approverà il Documento di economia e finanza con le stime aggiornate su Pil, deficit, debito, fabbisogno e spesa netta.



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