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L’Fmi smorza l’effetto dazi. Powell apre ad altri tagli


COMMERCIALISTA

15 ottobre 2025


L’economia globale cresce, è resiliente, ma comunque sale lentamente. Per ora i dazi Usa hanno avuto un modesto impatto ma questo non significa che il quadro non possa aggravarsi. Infatti il Fondo Monetario Internazionale precisa che l’ultimo outlook non considera le ultime tensioni commerciali tra States e Cina, ma si anticipa che portano «a uno scenario alternativo di crescita al ribasso».


Finora, si prevede che l’economia mondiale chiuderà quest’anno con una crescita del 3,2%, 0,2 punti in più rispetto alle previsioni di luglio, e un trend simile nel 2026 (+3,1%).

«Lo shock commerciale è stato, in una certa misura, inferiore alle aspettative, grazie in particolare ai singoli accordi commerciali e alle esenzioni» ha spiegato Pierre-Olivier Gourinchas, il capo economista del Fondo Mondiale Internazionale, ma anche perché i partner commerciali degli Usa "si sono astenuti dall'adottare misure di ritorsione". L’istituto di Washington ha confermato che i dazi contribuiranno al rallentamento della prima potenza economica mondiale, che dovrebbe comunque chiudere l’anno con una crescita del 2 % (+0,1 punti rispetto a luglio) e un valore simile nel 2026 (2,1%). Per quel che riguarda l’Eurozona, il discorso cambia, anche per l’entità della crescita: l’anno dovrebbe chiudersi meglio di quanto previsto (+1,2% contro +1% di luglio), ma è emblematico il rallentamento nel 2026 (+1,1%). Scarso - sotto all’1% - il contributo delle principali economie dell’area: +0,2% nel 2025 e +0,9% nel 2026 per la Germania, +0,7 e + 0,9% per la Francia e +0,5 e +0,8% per l’Italia. Molto meglio la Spagna, anche se con un trend decrescente: +2,9% quest’anno e +2% l’anno prossimo. Sempre ieri ha parlato il numero uno della Fed, Jerome Powell che è passato dalla parte del presidente Trump. «I dati indicano che i dazi stanno mettendo pressione sui prezzi e la frenata dell’occupazione mostra che c'è bisogno di altri tagli ai tassi di interesse».

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