I dazi frenano già ora gli scambi ma il vero peso ci sarà nel 2026
- Walter Pittini

- 18 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min
L’Organizzazione mondiale del commercio cambia le previsioni: il rallentamento sarà contenuto quest’anno e forse il prossimo. L’import fatto per anticipare le nuove tariffe degli USA adesso permette di limitare i danni.
COMMERCIALISTA
13 ottobre 2025
Gli scambi globali stanno rallentando nell’anno in corso, ma sarà l’anno prossimo a portare il peso di un’ampia frenata. È quanto indica l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC, la sigla in inglese è WTO), che ha pubblicato nei giorni scorsi le sue nuove previsioni. I commerci mondiali stavano già procedendo a velocità moderata, a causa del rallentamento della crescita economica internazionale, ma la botta viene ora dai dazi varati dal presidente USA Trump. Tra aprile e agosto di quest’anno Trump ha lanciato raffiche di dazi, interrotte da parziali retromarce e rinvii. In attesa dei dazi, molte importazioni negli Stati Uniti sono state anticipate, sostenendo così i volumi del 2025. Ma secondo l’OMC ciò sta solo rimandando la gelata, che con ogni probabilità ci sarà nel 2026.
Le cifre
L’Organizzazione mondiale del commercio, che ha sede a Ginevra, nel suo Global Trade Outlook fornisce dati e previsioni sul volume degli scambi globali di merci. Quest’anno questo volume dovrebbe crescere del 2,4%, mentre l’anno prossimo la crescita non dovrebbe andare oltre un contenuto 0,5%. Nell’agosto scorso l’OMC aveva previsto uno 0,9% per quest’anno e un 1,8% per il prossimo. Questo mese c’è stata quindi un’inversione nello schema delle previsioni dell’Organizzazione, con un 2025 a danno limitato e un 2026 invece ora a danno ampio. E questo appunto per via, in sostanza, dell’effetto ritardato dei dazi americani targati Trump.
Occorre ricordare che gli scambi mondiali di merci vengono da anni di scossoni, al termine dei quali però una tendenza alla ripresa si era sempre manifestata. Ora però c’è la complicazione del nuovo protezionismo USA. Nel 2020, anno dello scoppio della pandemia, il volume degli scambi di merci era sceso del 5,3% sull’anno precedente; nel 2021 c’era stato però un forte rimbalzo, pari al 9%. Nel 2022 la crescita dei commerci si era attestata al 2,2% e nel 2023 si erano fatti sentire maggiormente gli effetti dei conflitti bellici e dell’inflazione, con un -0,9%. Nel 2024, tuttavia, c’era stata una buona risalita, con un 2,8%. Se le cose andranno come l’OMC prevede, nel 2025 il rallentamento non sarà grande, mentre nel 2026 la frenata sarà più che consistente.
Le aree
La disaggregazione delle previsioni per aree geografiche conferma che il freno è innescato soprattutto dai dazi statunitensi. Il Nord America, dove gli USA sono preponderanti, per le merci dovrebbe registrare nell’import un calo del 4,9% quest’anno e del 5,8% il prossimo; nell’export la flessione nordamericana dovrebbe essere del 3,1% quest’anno e dell’1% il prossimo. L’Europa dovrebbe pure rallentare, senza però scendere sino al territorio negativo; nell’import il Vecchio continente dovrebbe salire del 2,4% nel 2025 e dello 0,8% nel 2026, nell’export rispettivamente dello 0,7% e del 2%. L’Asia dovrebbe essere un traino nell’import, con una crescita del 5,7% nel 2025 e del 2,7% nel 2026; nell’export il continente asiatico dovrebbe salire quest’anno del 5,3% e poi però stagnare l’anno prossimo.
L’OMC pubblica anche dati e previsioni sul volume dei commerci di servizi. Pur non essendo colpiti direttamente dai dazi, i servizi comunque risentono in una certa misura anch’essi dell’aumento dei dazi e dell’incremento del protezionismo più in generale. Minori scambi di merci influiscono negativamente ad esempio su trasporti e logistica, così come i prezzi maggiori dovuti ai dazi pesano sui consumi quotidiani di vari beni e sui movimenti legati al turismo. Secondo l’OMC il volume mondiale dell’export di servizi era salito del 6,8% sia nel 2023 sia nel 2024; nel 2025 dovrebbe invece salire non più del 4,6% e nel 2026 dovrebbe ulteriormente rallentare, con un aumento del 4,4%. Per aree geografiche, i rallentamenti maggiori sul versante dei commerci di servizi quest’anno e il prossimo dovrebbero venire dal Nord America e dall’Asia, mentre l’Europa dovrebbe registrare rallentamenti più contenuti.
La classifica
L’Organizzazione mondiale del commercio fornisce come sempre pure la classifica dei maggiori importatori ed esportatori, con valori come di consueto in dollari USA e in questo caso con riferimento all’anno 2024. I trenta Paesi presi in considerazione nella classifica dell’OMC rappresentano nel loro complesso l’83% circa degli scambi mondiali. Guardando al versante merci, si può vedere come tra gli importatori gli Stati Uniti siano al primo posto, seguiti da Cina, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi; l’Italia è 12., la Svizzera è 21. Per quel che riguarda invece il lato degli esportatori di merci, al primo posto nella classifica c’è la Cina, seguita da Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Giappone; l’Italia è 7., la Svizzera 17.



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