Controlli sui forfettari
- Walter Pittini

- 1 ago 2025
- Tempo di lettura: 3 min
L'Agenzia delle entrate avvia verifiche sui conti correnti dei forfettari. Sotto esame 4.000 soggetti per compensi oltre soglia. Obiettivo: recupero tasse ordinarie per il 2022.

Per i forfettari in arrivo controlli sui conti correnti, carte prepagate e patrimonio per l’incrocio tra bonifici e fatture. In lista nera 4.000 soggetti ad elevato rischio fiscale e che potenzialmente hanno indebitamente fruito del regime agevolato in presenza di compensi oltre la soglia consentita.
Il metodo di controllo messo in atto dall’Agenzia delle entrate con direttive agli uffici, fa parte di un più vasto progetto di verifiche incrociate con i conti correnti per cui nel 2025 il 10% dell’attività ordinaria di controllo sostanziale è condotta con l’utilizzo di informazioni di natura finanziaria.
Il campione sottoposto a verifica.
Sono quelle partite Iva forfettarie che, per l’anno di imposta 2021 hanno ricevuto pagamenti in misura maggiore (di importo notevole) della soglia limite all’epoca fissata a 65000 euro per restare o accedere nel regime agevolativo nel 2022.
L’elevato profilo di rischio dei contribuenti segnalati è confermato dalla presenza anche nel 2022 di flussi finanziari di ammontare rilevante.
L’elenco, attualmente sotto la lente dell’Agenzia delle entrate è composto da circa 4.000 contribuenti, per i quali secondo gli obiettivi del Fisco sarà possibile, previa verifica dell’effettivo superamento del limite dei compensi/ricavi per l’annualità 2021, procedere al recupero a tassazione ordinaria, ai fini II.DD. e IVA, dei compensi/ricavi conseguiti nell’anno d’imposta 2022, indebitamente assoggettati ad imposta sostitutiva tramite l’applicazione dei coefficienti di redditività.
I criteri di selezione dei contribuenti a rischio
Per la selezione delle posizioni è interessante rilevare il criterio seguito dall’Agenzia che, scandagliando le informazioni più recenti disponibili nell’Archivio dei rapporti ed utilizzando anche l’applicativo denominato “Ve.R.A. – Verifica Risparmio accumulato”, ha inserito nella lista soltanto le posizioni che, alla data del 31 dicembre 2024, presentavano disponibilità liquide superiori a 15.000 euro, oltre ad eventuali altre consistenze patrimoniali, rappresentate da titoli, fondi di investimento, prodotti assicurativi. Una ragione che sembrerebbe legata alla prospettiva di capacità patrimoniale del contribuente per ottenere il versamento del dovuto che però solleva qualche perplessità in merito a soggetti che potrebbero, omettendo fondi, liquidità e patrimoni presentare livelli di rischio ancora più elevati.
Caratteristiche della selezione e indicazioni operative.
Il criterio selettivo utilizzato è volto a verificare la presenza, nel corso dell’anno 2021, di flussi finanziari attivi sui conti correnti, sui libretti di risparmio postali e sulle carte ricaricabili e prepagate – intestati unicamente al contribuente – per importi complessivamente superiori a 90.000 euro, circostanza sintomatica dell’indebita fruizione del regime forfetario (o di vantaggio) nel periodo di imposta 2022.
Al fine di rafforzare il criterio di rischio e aumentare la proficuità dei controlli, sono state incluse nella lista soltanto le posizioni che presentano elevati flussi finanziari attivi, per importi superiori a 80.000 euro, anche con riferimento al 2022.
In tal modo, secondo l’amministrazione si limita la possibilità che l’elevato ammontare dei flussi finanziari riscontrato nell’anno 2021 sia imputabile ad eventi di natura straordinaria (quali, ad esempio, una vincita al lotto o il riscatto di una polizza assicurativa); dall’altro, viene assicurata un’elevata proficuità dei controlli, in quanto l’eventuale ripresa a tassazione ordinaria dei compensi/ricavi effettivamente conseguiti nell’anno d’imposta 2022, nonché dell’IVA dovuta, potrebbe riguardare basi imponibili potenzialmente rilevanti.
Come l'Agenzia delle Entrate verifica i superamenti
Il primo step del controllo sarà quello di verificare l’effettivo superamento della soglia massima di ricavi conseguiti o compensi percepiti nell’anno 2021, così da accertare l’avvenuta decadenza dal regime agevolato nel periodo di imposta successivo. Se la condizione è verificata l’amministrazione procederà a richiedere il versamento delle tasse ordinarie ai fini delle II.DD. e dell’IVA, i compensi o i ricavi dichiarati per il 2022, tenendo conto dei costi deducibili e dell’IVA detraibile.
Nell’ambito di ciascuna istruttoria, l’Ufficio, infine, potrà valutare – dopo aver verificato l’avvenuta fuoriuscita dal regime forfetario (o agevolato) per l’anno 2021, attraverso la ricostruzione degli effettivi compensi e ricavi conseguiti – l’opportunità di procedere anche all’eventuale recupero della maggiore imposta sostitutiva per tale annualità (non potendo, in ogni caso, disconoscere il regime agevolato in corso d’anno).
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