Biennio 2025/26, limiti al reddito in aumento per chi è già affidabile
- Walter Pittini

- 27 giu 2025
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Tre misure per i contribuenti Isa con punteggio pari o superiore a otto. L’obiettivo è agevolare i contribuenti virtuosi.

L’articolo 14 del Dlgs 81/2025 prevede che per i soggetti Isa con un punteggio pari o superiore a otto, la proposta di reddito concordato elaborata dall’agenzia delle Entrate può eccedere solo entro determinati limiti il corrispondente reddito dichiarato dal contribuente nel periodo d’imposta antecedente a quello cui si riferisce la proposta.
In altre parole, il reddito concordato per entrambi i periodi d’imposta concordati, ossia per le singole annualità 2025 e 2026, non potrà superare una determinata percentuale del reddito dichiarato per il periodo d’imposta 2024, qualora tale ultimo reddito abbia guadagnato un posizionamento ai fini Isa almeno pari o superiore a otto.
Sono interessati alle nuove regole tutti i soggetti Isa potenzialmente concordatari, sia imprese sia lavoratori autonomi.
Il reddito 2024 andrà assunto senza tenere conto dei componenti economici esclusi dal calcolo del reddito concordato (articoli 15 e 16, Dlgs 13/2024) ossia plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze (attive o passive), perdite su crediti e utili/perdite di partecipazione, nonché, come da ultimo previsto, anche la maggiorazione del costo del lavoro spettante.
La nuova disposizione prevede tre distinti limiti di eccedenza massima che trovano applicazione in corrispondenza dei livelli di affidabilità fiscale Isa più alti relativi al periodo d’imposta precedente a quello cui si riferisce la proposta:
10% in caso di affidabilità pari a dieci;
15% in caso di affidabilità compresa tra nove e dieci;
25% in caso di affidabilità superiore a otto ma inferiore a nove.
Le stesse soglie si applicano anche avendo riguardo alla proposta di concordato rilevante ai fini dell’Irap. Tuttavia, se la proposta concordataria elaborata dal software risulta comunque inferiore ai «valori di riferimento settoriali» (una sorta di reddito minimo tarato sulla media di riferimento della spesa di lavoro dipendente), le limitazioni percentuali sopra citate non trovano applicazione.
I valori di riferimento sono ricavabili dalla Nota metodologica (allegato 1.B) prevista dal decreto del Mef del 28 aprile con il quale è stata approvata la metodologia di elaborazione della proposta di concordato preventivo per il biennio 2025/2026.
Sotto il profilo operativo, la norma negli intenti del legislatore dovrebbe andare nella direzione di poter potenzialmente agevolare i contribuenti virtuosi diminuendo l’ammontare della proposta concordataria.
Dalle analisi dei primi risultati, la norma sembrerebbe agevolare i contribuenti con un reddito contenuto (basso) e un voto Isa virtuoso. In questi casi le percentuali (che vanno dal 10 al 25%) dovrebbero avere un impatto contenuto in termini di aumento ed essere più facilmente assorbili dal contribuente con una spinta importante verso l’adesione.
Inoltre, sembrerebbe emergere il fatto che, per i soggetti pienamente virtuosi (con un punteggio Isa pari a 10), l’utilità della soglia del 10% venga assorbita dal fatto che in questi casi molto spesso le proposte d’incremento di reddito concordato, rispetto a quello dell’annualità di riferimento, sono già molto modeste. In alcuni casi, soprattutto per il mondo del lavoro autonomo, potrebbero essere addirittura in calo.
Le posizioni di coloro che invece sono di poco collocati sopra l’otto saranno da valutare con più attenzione. Inoltre, stante il fatto che la proposta di concordato è calcolata per il 50% nel primo anno e per intero nel secondo, le maggiori differenze a favore del contribuente, per effetto delle nuove soglie, si manifesteranno nel 2026 per chi accetterà la proposta 2025/2026.
Anche se la disposizione non lo dice, diamo per scontato che il nuovo meccanismo sarà applicabile anche a quanti raggiungeranno la virtuosità Isa (punteggio superiore all’otto) per effetto dell’adeguamento in dichiarazione.
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