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Stellantis si mette in mostra con nove brand a Bruxelles


Più proposte concrete e meno ideologia. Assieme ai costruttori europei sempre più importante la presenza di marchi orientali

  • Il Foglio Quotidiano

  • 27 Jan 2026

  • DI ALFONSO RIZZO

Isaloni

sono morti. Evviva i saloni! Dopo la scomparsa di Ginevra – l’esposizione di auto più rappresentativa in Europa – e il rimescolamento dei calendari, l’autosalon di Brussels è stato il primo appuntamento fieristico dell’anno per gli amanti delle quattro e due ruote, in parziale sovrapposizione con il Detroit Auto Show americano (1425 gennaio).

Checché se ne dica, le fiere rappresentano sempre un’opportunità interessante per espositori e visitatori, ma entro certi limiti. Quando i costi degli spazi e degli allestimenti sono ragionevoli e c’è un ritorno tangibile per tutti, allora il gioco vale la candela. Il trucco? Al salone di Brussels le macchine e le moto esposte si possono acquistare, o almeno si può firmare un preliminare di vendita da finalizzare poi in concessionaria. La fiera diventa così un grande concessionario multimarca in cui figurano (quasi) tutti i brand con i prodotti disponibili subito o entro qualche mese. Non mancano neanche fuoriserie per sognare e prototipi per sbirciare nel futuro della mobilità, come la Citroën ELO che prefigura una monovolume modulare e versatile.

Presenti anche una decina di novità mondiali, come la Kia Ev2 che segna l’ingresso del costruttore coreano nel segmento B-bev. In mostra per la prima volta anche le versioni Gt di Ev3, Ev4 ed Ev5. Esposte anche le monovolume Fiat Qubo L e Hyundai Staria Ev, le Suv elettriche compatte Mazda CX6e e Mercedes Glb, l’aggiornamento stilistico di Opel Astra e Peugeot 408, oltre all’alfa Romeo Giulia Luna Rossa, serie speciale da 10 esemplari già venduti. Si possono vedere (e toccare) anche altri 16 modelli in anteprima europea e una cinquantina per la prima volta in Belgio. L’autosalon è stato anche il palcoscenico dell’elezione dell’auto dell’anno: vince Mercedes CLA berlina 100% elettrica da 792 km di autonomia che arriverà anche in versione mild hybrid a 48V. Una vittoria importante per la Stella che non si affermava dal 1974, anche viste le altre sei finaliste più “popolari”.

Assieme ai costruttori europei, con Stellantis protagonista che ha schierato ben nove brand ad occupare il principale dei cinque padiglioni della mostra, la presenza di marchi provenienti da Oriente è sempre più nutrita. Byb, Omoda&jaecoo, Zeekr, Xpeng, Forthing, Kgm, Livan e chi più ne ha più ne metta. Alcuni di questi approderanno anche in Italia: un motivo in più per farsi un giro a Brussels.

Il primo salone del 2026 racconta una mobilità più concreta che ideologica: l’elettrico resta la stella, ma affiancato da ibridi sempre più sofisticati e, in alcuni segmenti, da termici evoluti. Il messaggio è chiaro: la transizione sarà multipla e graduale, con l’idrogeno che torna sul tavolo come opzione di medio periodo. Sul fronte tech, l’auto diventa software: connettività continua, assistenti AI e ADAS di livello 2 sempre più diffusi. Ma il nodo resta l’ecosistema: ricarica ultra-rapida e interoperabilità devono correre insieme alla crescita del parco EV. In città avanzano compatte e veicoli da ultimo miglio, mentre il salone riporta in scena anche le due ruote, segno di un approccio davvero multimodale. Infine, cambia il mercato: pubblico attento al prezzo e sempre più aperto ai nuovi marchi, soprattutto cinesi, che spingono su tecnologia e value for money. Sullo sfondo, regolamenti comunitari e cittadini orientano le scelte: quasi zero emissioni al 2035, ma con pragmatismo industriale.

Article Name:Stellantis si mette in mostra con nove brand a Bruxelles

Publication:Il Foglio Quotidiano

Section:TENDENZE

Author:DI ALFONSO RIZZO

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