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Super Amalfi Due anime in una Ferrari

Super Amalfi Due anime in una Ferrari

  • Corriere della Sera

  • 12 Jan 2026

  • Gabriele Villa

FARO (PORTOGALLO) Come raccontare una nuova Ferrari, la nuova Ferrari Amalfi? Raccontandone due. Due che convivono in una. Due anime, per chiarirci, non due vetture. Due anime che si intrecciano, si susseguono, e, soprattutto, si fanno scegliere da chi si mette alla guida. È il filtro magico, di una mai sperimentata seduzione, messo a punto dalla Casa del Cavallino per stemperare la paura. O, meglio, quella sorta di timore reverenziale di cimentarsi, per la prima volta, con una Ferrari, ma, al tempo stesso, altro ingrediente della pozione, regalando quella robusta dose di adrenalina a chi, ferrarista da sempre, la pretende.

E come si può continuare a raccontare la nuova Amalfi? Da come frena e da quanto è innovativo il sistema brakeby-wire, del controllore «Abs Evo» che ti mette tranquillo su tutti i fondi stradali. Bisogna provarlo questo sistema e, per farlo, bisogna, per esempio, far piovere tanto, come siamo riusciti a far piovere noi, per tre giorni consecutivi, mettendoci alla guida della Amalfi a Faro, in Algarve, dove la probabilità di pioggia non supera mai il 15 per cento. Ma non sono state certo le strade inzuppate e il muro d’acqua, che abbiamo incontrato a fermarci.

Siamo stati solo costretti a posizionare il Manettino (il famoso Manettino Ferrari) sulla posizione «Wet» e a rimanerci spesso ma, al primo rettilineo via, la vera, inimitabile, voce del Cavallino è saltata fuori scegliendo la posizione «Sport». Che significa emozione che sale a ogni metro perché, a ogni metro, mette il suo sigillo il motore V8 turbo da 640 cavalli con tecnologie derivate dalla pista e sound inconfondibile, che, tradotte in numeri significano: da 0-100 chilometri all’ora in 3,3 secondi, da 0-200 chilometri all’ora in 9 secondi.

Ovviamente il cardiofrequenzimetro non è di serie e neanche figura fra gli optional, ma i battiti del cuore può capitare che sfiorino i 100 al minuto. L’apice di quei battiti dura un attimo e non c’è da preoccuparsi: chiamasi adrenalina Ferrari.

D’altra parte, per continuare a trasmigrare, da un’anima all’altra dell’amalfi (prezzo di partenza 240 mila euro), a rassicurare chi è al volante c’è anche la nuova ala mobile posteriore, integrata nella coda che garantisce stabilità in ogni condizione di guida e in tutte le posizioni del Manettino. È proprio l’ala (del resto, che cosa fa un’ala di mestiere?) che ti mette al riparo quando vuoi essere rassicurato o ti incoraggia a osare di più, proponendo tre configurazioni: «Low Drag (LD)», «Medium Down Force (MD)» e «High Down Force (HD)», in base a velocità e accelerazioni. In rettilineo, l’ala resta in posizione «LD» o «MD» per minimizzare la resistenza, mentre nelle fasi di guida più dinamiche, come curve ad alta velocità o frenate intense, si attiva la configurazione «HD». La gestione dell’ala mobile è interamente automatica con l’aggiunta del «lift» anteriore, utilizzabile sino a 35 chilometri all’ora, che consente di superare agevolmente ostacoli urbani sollevando la vettura fino a 40 millimetri.

L’abitacolo propone un doppio cockpit e un nuovo volante con pulsanti fisici e il ritorno dello «storico» tasto rosso di accensione. I sedili sono dotati di dieci sacche d’aria per la funzione di massaggio, offrono cinque programmi e tre livelli di intensità, con ventilazione per seduta e schienale, mentre la configurazione 2+ consente di sfruttare quelli posteriori per aumentare la fruibilità della vettura: si possono sistemare borse o far sedere i bambini per accompagnarli a scuola o in gita. Considerato che un bambino che viaggia su una Ferrari tutti i giorni, dovrebbe figurare, a nostro avviso, nella categoria «bambini che non si devono lamentare». Mai.

Article Name:Super Amalfi Due anime in una Ferrari

Publication:Corriere della Sera

Section:Motori

Author:Gabriele Villa

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