top of page

Intelligenza artificiale, il Parlamento detta le regole

Il Senato ha approvato la legge quadro: dai reati all’equo compenso, dal copyright alla lotta ai contenuti fake, ecco tutte le novità in arrivo.

Intelligenza artificiale

Reati aggravati dall’uso dell’Intelligenza artificiale (IA); equo compenso dei professionisti adeguato all’uso dell’IA; copyright per le opere create con l’IA; lotta ai contenuti fake realizzati con i robot; AgID e ACN individuate autorità di vigilanza; fissata a 14 anni la maggiore età per l’IA: sono queste alcune delle novità della legge quadro sull’IA, approvata definitivamente il 17/9/2025 in serata dal Senato.


La legge, inoltre, mette le basi, con una delega ad hoc al governo, per armonizzare l’ordinamento italiano al regolamento Ue sull’IA n. 2024/1689 (AI Act); sdogana l’uso dell’IA nella ricerca medica, nelle prestazioni sanitarie e nel fascicolo sanitario elettronico (rinviando i dettagli a decreti attuativi); incarica l’esecutivo di scrivere decreti legislativi recanti norme sull’addestramento delle IA oltre che sulle sanzioni amministrative, penali e risarcimento dei danni. La legge, inoltre, avvia la strategia nazionale per l’IA e stanzia 1 miliardo in partecipazioni pubbliche in società innovative.


La legge in esame riepiloga i principi generali per l’uso dell’IA nei diversi settori dal lavoro, alle professioni, dalla giustizia alla pubblica amministrazione.


La legge quadro sull’IA in pillole

AgID e ACN designate autorità di settore

Equo compenso dei professionisti modulato all’uso di IA

IA per prestazioni sanitarie e per il FSE

Avviata la Strategia nazionale per l’IA

1 miliardo per le start up

Copyright per le opere create con l’IA

Maggiore età per l’IA fissata a 14 anni

Tre deleghe legislative per addestramento dell’IA, sanzioni e armonizzazione alle norme UE

Reati aggravati dall’uso dell’Intelligenza artificiale (IA)

Lotta ai contenuti fake realizzati con i robot

Competenza del tribunale sulle liti relative al funzionamento dell’IA


L'equo compenso per i professionisti

Per i professionisti, inoltre, si profila all’orizzonte un adeguamento dell’equo compenso in relazione all’uso dei sistemi di IA nello svolgimento dell’attività.

Va, comunque, sottolineato che la legge quadro giunge un po’ in ritardo rispetto al cronoprogramma del regolamento UE sull’IA, di cui sono già applicabili le disposizioni sulle IA assolutamente vietate (dal 2/2/2025), e (dal 2/8/2025) quelle sui modelli di IA per finalità general e quelle sulle sanzioni. Il momento è, comunque, cruciale, visto che il 2/8/2026 diventerà efficace la quasi totalità dell’AI Act, tra cui le norme sui sistemi di IA ad alto rischio (tranne quelli componenti di sicurezza di prodotti). Tutto, dunque, dovrà essere pronto per il 2/8/2026. Peraltro, il termine per l’esercizio delle citate deleghe, che devono completare l’adeguamento all’AI Act, fissato dalla legge è posteriore al 2/8/2026, con il rischio per l’Italia di mancare all’appuntamento fissato dall’UE.


Le sanzioni penali per l'uso improprio dell'IA

Quanto alle disposizioni che entrano in vigore subito, vanno segnalate quelle relative alle sanzioni penali.

Innanzi tutto, viene stabilita una aggravante comune connessa alla commissione di reati con uso di IA, quando il robot sia un mezzo insidioso oppure un ostacolo alla difesa o porti all’aggravamento delle conseguenze del reato. Questa nuova circostanza aggravante si applica a tutti i reati previsti dal codice penale e dalle leggi penali speciali. Tutto l’ordinamento penale è interessato, dunque, dall’uso delle intelligenze artificiali.

La legge quadro inserisce, poi, due circostanze aggravanti specifiche in campo economico e, in particolare, per i reati di aggiotaggio e di manipolazione del mercato finanziario.

Sempre in materia di sanzioni penali, ma stavolta con riferimento a una nuova fattispecie, la legge quadro prevede il reato di illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale: si tratta di un’arma di contrasto contro gli abusi nella realizzazione di contenuti di qualunque tipo, in cui l’IA gioca il ruolo di esecutore tecnologico.

Viene chiarito che il reato di plagio, previsto dalla legge sul diritto d’autore, trova applicazione anche con riferimento alla condotta realizzata mediante l’IA.


L'IA e il diritto d'autore

L’argomento del diritto d’autore viene trattato dalla legge in commento, con modifiche alla legge 633/1941, anche a proposito della definizione di opera protetta: viene, infatti, stabilito il principio per cui anche le opere create con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale sono protette dal diritto d’autore, a condizione che la loro creazione derivi del lavoro intellettuale dell’autore. Viene inoltre consentita la riproduzione e l’estrazione da opere o da altri materiali contenuti in rete o in banche di dati cui si ha legittimamente accesso, effettuata tramite l’utilizzo di modelli e sistemi di intelligenza artificiale, compresi quelli generativi.


riproduzione riservata

Commenti


bottom of page