Investire con azioni record e allarme sul debito
- Walter Pittini
- 30 ago 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Tech, utility, pharma e industriali in Europa tra i settori preferiti, obbligazioni a breve termine in Eurozona e oro ancora appetibile.

Lo scenario economico e politico è avverso ai mercati finanziari. Eppure, gli indici azionari sono ai massimi storici o pluriennali e pure le obbligazioni hanno registrato abbondanti flussi in entrata.
Qualche seduta fa il Ftse Mib di Piazza Affari è riuscito a sorpassare i 43mila punti, un livello che non raggiungeva dal 2007.
Francoforte, Parigi e Londra hanno appena aggiornato i record assoluti. Oltreoceano, poi, la propulsione non si arresta: il Nasdaq continua a superarsi, grazie alla spinta dell’intelligenza artificiale; l’indice più allargato di Wall Street, l’S&P500, segue a ruota, sebbene con meno slancio, e anche le società del Dow Jones Industrial, quelle più legate all’attività industriale, sono nei pressi dei picchi più elevati di sempre. Infine, in questo agosto hanno raggiunto nuove vette pure le Borse di Tokyo e di Shanghai, le più osservate tra quelle asiatiche (e la Piazza cinese è pure il perno delle emergenti).
I segnali
Gli investitori professionali, tuttavia, non sono spaventati dalla corsa delle Borse. Sebbene avvertano i risparmiatori dei possibili dietrofront. Del resto, il Vix, una misura della volatilità delle azioni statunitensi, è sceso e segnala una tranquillità di fondo dei mercati. Il segnale è positivo, ma è anche un indicatore di rischio allo stesso tempo, perché una eccessiva compiacenza al rischio può tradursi in forti perdite in caso di ribassi.
L’euforia si registra soprattutto a New York. Il rapporto tra prezzi e utili delle azioni globali scende parecchio (quindi la quotazione delle azioni è più conveniente rispetto agli utili prodotti dalle società) se si escludono dal calcolo i titoli statunitensi. Secondo l’Associazione degli investitori americani individuali (Aaii) infatti, il Pe globale è pari a 22,5 volte, mentre quello che non comprende le azioni Usa è a 15 volte. Gli indicatori sulla percentuale di ottimisti e di pessimisti, invece, oscilla più frequentemente: a inizio luglio i rialzisti erano il 45% del totale degli investitori (il top è stato al 52% nel luglio 2024), mentre il 21 agosto scorso erano scesi al 34 per cento.
Secondo il team di gestione di Pharus, il fatto che il mercato si trovi sui massimi non implica automaticamente un’imminente correzione, né si possono escludere altri rialzi. Tuttavia, man mano che il contesto si fa più euforico è opportuno aumentare progressivamente il livello di cautela.
Dazi e conti aziendali
Nelle ultime settimane l’impatto dei dazi sui mercati azionari è diminuito notevolmente, anche perché, finora, i conti delle società quotate non ne hanno risentito molto. Karin Kunrath, responsabile degli investimenti di Raiffeisen Capital Management, precisa che le attese sui profitti del secondo trimestre sono state superate - però erano state rettificate al ribasso - e restano positive. Kunrath aggiunge poi che l’eccesso di esposizione (ipercomprato) al mercato azionario ha scontato in breve tempo molto ottimismo nei prezzi e rende più probabile una fase di maggiore volatilità.
Strategie
Gli esperti di Ubs raccomandano di non entrare a piè pari nel mercato, ma di selezionare quei settori o segmenti o titoli che non abbiano valutazioni già troppo elevate, soprattutto nel comparto tecnologico e nel ramo dell’intelligenza artificiale. Certamente, un dollaro più debole (ha perso oltre il 10% contro euro da inizio anno) è favorevole alle azioni Usa. Tra i settori con più potenzialità, Ubs indica, oltre al tech, il farmaceutico, le utilities e i finanziari. In Europa, gli industriali. In Asia, la tecnologia cinese, le azioni di Singapore e di Mumbai.
Bond e allarme debito
Negli altri articoli di queste pagine alcuni gestori suggeriscono le strategie di investimento. Per la parte obbligazionaria dei portafogli, la scelta ricade si incrociano più fattori. L’allarme del Primi Ministro francese Bayrou sul sovraindebitamento ha spiazzato i mercati e ha fatto scendere i prezzi dei titoli di debito in tutta l’Eurozona. È, tuttavia, il tema dell’inflazione e del livello dei tassi di interesse adeguato a contenere le fiammate dei prezzi, da non escludere con il persistere delle guerre e con l’entrata in vigore dei dazi.
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