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Banca Popolare di Sondrio entra nel mondo BPER

Aggiornamento: 28 ago 2025

Le rassicurazioni di Papa dopo la chiusura dell’ops: “Costruiremo un modello nuovo valorizzando persone e territori”. Primi confronti operativi già avviati dopo i colloqui con Pedranzini e Molla.

BPER

Estrarre il meglio delle due banche per creare un modello nuovo che possa servire al massimo i sei milioni di clienti del gruppo. È con questa immagine che Gianni Franco Papa, amministratore delegato di Bper, commenta l’acquisizione della Banca Popolare di Sondrio, conclusa lo scorso 25 luglio con un’adesione superiore all’80% del capitale. “Un risultato non scontato – ha dichiarato – che dimostra quanto il mercato, sia retail che istituzionale, abbia compreso a fondo il valore strategico, finanziario e industriale della nostra proposta”.


L’operazione da oltre 5 miliardi di euro, lanciata lo scorso 6 febbraio, segna l’ingresso ufficiale della Popolare di Sondrio nel gruppo Bper, dando vita a una realtà con più di 2000 filiali, quasi sei milioni di clienti e circa 400 miliardi di euro di masse gestite. “Una banca a dimensione nazionale – ha detto Papa – ma profondamente territoriale, capace di costruire relazioni solide e durature con famiglie, imprese e comunità locali”.


L’integrazione operativa: tappe e metodo

Papa conferma l’apertura dei “cantieri” per la fusione: “Ci sono già stati i primi incontri tra colleghi di Bper e di Sondrio. Vogliamo integrare modelli di servizio, competenze, processi. La nostra esperienza negli ultimi 5 anni in operazioni simili – dalle più piccole Carife e Unipol Banca, alle più grandi con le filiali di UBI piuttosto che Carige – ci aiuterà a creare un modello unico ed efficiente, arrecando il minimo disagio ai clienti”.


Il prossimo passo sarà l’assemblea straordinaria della Popolare, prevista a metà settembre, per l'approvazione della fusione. “Sarà il consiglio di amministrazione di BPS, al momento ancora una società quotata a sé stante, a convocare l'assemblea. Poi, considerando le scadenze a cavallo della fine dell'anno, prevediamo di concludere il processo di fusione entro la fine del primo trimestre o l’inizio del secondo trimestre del 2026”, prosegue Papa.


Nessun ridimensionamento in Valtellina

Idee chiare anche sulla presenza in Valtellina dell'istituto di piazza Garibaldi. “Non abbiamo investito 5 miliardi per svuotare la Popolare di Sondrio. Ribadisco e confermo che in Valtellina rimarrà il logo storico. Non abbiamo mai avuto nostre filiali nella zona. Popolare di Sondrio è nata qui, ha un forte legame con il territorio e i clienti sono affezionati al marchio. Non lo cambieremo”.


La scelta di mantenere i marchi storici, sottolinea Papa, è parte della strategia di Bper: “Lo abbiamo fatto anche in Sardegna, in Liguria, in Toscana. È un costo per noi, perché le campagne commerciali nazionali sono tutte Bper, ma lo facciamo perché crediamo nella forza identitaria di questi marchi”.


Sulle filiali, Papa è altrettanto chiaro: “L’Antitrust ha richiesto la vendita di sei sportelli su oltre 2000: cinque sono nostri, solo uno è di Sondrio. A dimostrazione che non c’è alcun intento punitivo o di riduzione verso la Popolare. In alcune grandi città valuteremo filiale per filiale quale mantenere, pensando sempre a clienti e colleghi”.


Occupazione e continuità

Anche sul piano occupazionale, Papa rassicura: “Vorrei ribaltare lo storytelling che c’è stato in questi mesi. Non succederà nulla di quanto paventato. I colleghi della Sondrio sono già parte della grande famiglia Bper. Le uniche uscite saranno su base volontaria, come già avvenuto in tutte le nostre precedenti operazioni: si è sempre trattato di prepensionamenti o pensionamenti”.


Confermata anche la presenza operativa in Valtellina: “Manterremo un presidio importante a Sondrio, con una direzione territoriale che avrà anche poteri creditizi. Vogliamo che siano i colleghi che conoscono il territorio a continuare a servire famiglie e imprese locali”.


Ai clienti, spiega Papa, cambierà solo l’Iban: “È l’unica modifica tecnica. Per il resto, tutto resterà com’è. Le filiali non chiuderanno, i colleghi resteranno al loro posto. Anzi, miglioreremo l’offerta: metteremo a disposizione servizi digitali avanzati, oggi tra i migliori in Europa, oltre a servizi specializzati nel corporate, nel private banking e nel wealth management”.


Un’integrazione fondata sul rispetto

Il metodo seguito da Bper è stato improntato alla collaborazione: “Tutte le interlocuzioni sono state condivise con l’amministratore delegato Mario Alberto Pedranzini. Prima di contattare i colleghi, abbiamo chiesto a lui e al presidente Molla di informarli. È una questione di rispetto, che per noi è fondamentale”.


Papa conclude con un messaggio diretto al territorio: “Sappiamo che ogni fusione è complessa, ma abbiamo già affrontato con successo situazioni simili. Nessuno sarà lasciato indietro. Per noi la Valtellina è importante e continueremo a operare con lo stesso impegno di sempre, rafforzati dalle nuove opportunità che questa operazione ha reso possibili”.



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