top of page

Mediobanca e Stellantis

Aggiornamento: 28 ago 2025

Tra le tante partite di risiko giocate nei primi sette mesi dell’anno emerge la grande vittoria del Banco Bpm di Giuseppe Castagna e la sconfitta di Unicredit.

Mediobanca e Stellantis

Anche se la Borsa, facendo toccare i 100 miliardi di capitalizzazione alla banca di Piazza Gae Aulenti, non è sembrata così impressionata. L’offerta pubblica di scambio lanciata da Andrea Orcel sul Banco Bpm con un premio dello 0,5 per cento sui prezzi di Borsa è costantemente rimasta a sconto sui valori di Piazza Affari e si è conclusa con un giorno di anticipo e lo 0,52 per cento di azioni consegnate. Un risultato deludente spiegabile con due elementi. Da un lato, la forza del radicamento del Banco Bpm, con i territori d’elezione della banca che hanno sostenuto in ogni modo il percorso tracciato da Castagna. Dall’altro, forse un errore di valutazione da parte di Unicredit, che probabilmente contava in un colpo a sorpresa che non è riuscito. È inoltre opportuno ricordare, a corredo della vicenda, il discutibile intervento del governo che ha sventolato il golden power in un match tra banche italianissime, ma è indubbio che il risultato finale (0,52%) deve indurre a qualche riflessione in Unicredit.


Obiettivo Germania

Conclusa la prima partita, adesso cosa succede? Entrambe le protagoniste sono destinate a cambiare il loro profilo. Lo dice il mercato, la Bce, gli azionisti. Unicredit al momento sembra non voler parlare dell’italia, che rappresentava una delle richieste formulate a Orcel dal consiglio di amministrazione al momento della nomina: riequilibrare a favore della Penisola il peso dei vari mercati in cui opera il gruppo. Orcel ha straordinariamente rivitalizzato il corso dell’azione, con performance eccellenti, ha pagato elevati dividenti e fatto felici molti azionisti che hanno visto moltiplicarsi il valore dei loro investimenti, ma industrialmente, prima con Mps e ora con Banco Bpm, ha mancato il colpo. Cosa farà ora? Da più parti si suggerisce la possibilità di un bis: una nuova offerta sul Banco Bpm, con presupposti diversi. È una possibilità, ma Orcel recentemente non ne ha parlato. Ha lasciato invece intendere che entro fine 2025 ritoccherà la quota nella tedesca Commerzbank, avvicinandosi al 30 per cento. Anche lì la partita è molto delicata e i rapporti con l’esecutivo di Berlino particolarmente tesi. Così, dopo aver investito 376 milioni di euro nell’aion Bank e in Vodeno, ora cercherà di ampliare il business online sul mercato polacco grazie a queste acquisizioni, così come farà in Grecia con Alpha Bank. Troppo poco però per riempire lo spazio da qui a fine anno e saziare l’appetito di un manager come Orcel. Così molto più interessante sarà capire cosa farà della quota del 5 per cento in Generali, che ha già iniziato a limare e dell’1,9 per cento detenuto in Mediobanca. Unicredit può giocare un ruolo nel risiko italiano, ma deve soprattutto costruirsi un percorso di possibile crescita, che necessita di qualche alleato.


Doppio scudetto

Castagna invece festeggia. Due mesi indimenticabili. Il 23 maggio il quarto inatteso scudetto del suo Napoli, il 22 luglio la ritirata di Unicredit dall’ops sul suo Banco Bpm. Ma al di là dei personali successi, Castagna incassa il riconoscimento di un metodo di lavoro, l’interazione con i territori in cui la banca opera e la presenza nel gruppo delle fabbriche prodotto, un dettaglio che consente oggi di ricondurre a commissioni la metà dei ricavi totali del gruppo, ovvero la miglior garanzia per ridurre il futuro impatto di un taglio dei tassi, ovvero degli interessi.


I numeri parlano chiaramente a favore di Castagna: negli ultimi cinque anni ha erogato mutui per 15 miliardi e prestiti alle imprese per cento miliardi, mentre il total shareholder return ha toccato il mille per cento. E adesso? Intanto, il titolo resta lì in alto, attorno a quota 11 euro anche dopo il ritiro di Unicredit, mentre era legittimo attendersi un ritracciamento. Poi si archiviano gli outlook positivi delle tre principali agenzie di rating e, in attesa dei risultati della semestrale, che verranno resi noti domani, martedì 5 agosto, si guarda alle partite altrui, immaginando il futuro. Il Banco Bpm ha il 9 per cento di Mps, che sta muovendo su Mediobanca. Ed è questa una possibile via di crescita. Non l’unica. Castagna lo ha detto chiaramente: cerca una alleanza cha faccia fare un salto dimensionale al gruppo, nel rispetto delle caratteristiche della banca. Quindi un partner fortemente radicato nei territori come Mps, oppure Bper, che fu popolare proprio come la Milano e la Verona, da cui otto anni fa nacque il Banco Bpm. Ma ci sono anche i francesi del Crédit Agricole, primi azionisti della banca milanese con oltre il 20 per cento del capitale che, al di là del passaporto, hanno profonde radici nel credito cooperativo d’oltralpe. Quale direzione prenderà Castagna è presto per dirsi. Se ne parlerà alla luce dell’esito della partita più importante tra quelle in gioco, l’ops del Monte dei Paschi su Mediobanca. Sarà su quel risultato che si innesteranno le mosse di tutti gli altri protagonisti. Di certo, nessuno potrà più permettersi di perdere tempo. Soprattutto perché un grande player come Unicredit ha molta voglia di rifarsi.



Riproduzione riservata

Subscribe to our newsletter

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


GRAZIE PER AVERCI SEGUITO

bottom of page