Influencer: aspetti fiscali
- Walter Pittini

- 13 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
L’attività dell’influencer, da fenomeno sociale, è divenuto ormai una vera attività economica, e come tale richiede una gestione fiscale consapevole e pianificata. L’elemento chiave è l’inquadramento corretto del reddito e la distinzione tra prestazioni occasionali e attività organizzata, nonché la gestione internazionale dei flussi derivanti dalle piattaforme digitali.
COMMERCIALISTA
13 novembre 2025
Un’impostazione corretta sin dall’inizio consente di evitare contestazioni, ottimizzare la tassazione e valorizzare la propria attività creativa anche dal punto di vista fiscale.
Il periodo che attraversiamo ha prodotto una tipologia di attività i cui protagonisti vengono chiamati “influencer”, ossia persone che si dedicano ad un’attività svolta tramite le piattaforme digitali, nell’ambito delle quali vengono effettuate una serie di prestazioni che variano dalla sponsorizzazione diretta di prodotti alla mera produzione di video.
E’ chiaro che l’attività di sponsorizzazione fa emergere problematiche fiscali mai considerate, fino a pochissimi anni fa, da tali personaggi.
Nel valutare l’obbligatorietà o meno dell’obbligo di apertura della partita Iva è necessario (come sempre) verificare se l’attività è esercitata in modo abituale oppure occasionale.
Attività di influencer: i principali aspetti fiscali
Sappiamo bene che l’occasionalità sia riferita non già alla nota soglia dei 5.000 euro (che ha rilevanza solo ai fini previdenziali), ma alla frequenza di tale attività.
La sporadicità di tale attività è sicuramente l’elemento principale perché si possa parlare di prestazione occasionale, ed è proprio su tale caratteristica che molti “giocano” (spesso abusando) per evitare l’apertura della posizione Iva.
Se invece la prestazione resa non rispetta presenta il carattere della abitualità – con conseguente obbligo di apertura di una partita Iva – occorre domandarsi se l’attività svolta possa essere considerata attività d’impresa o di lavoro autonomo.
Si parlerà di attività di impresa laddove sia preponderante l’organizzazione rispetto alla propria attività; diversamente, si rientrerà nel lavoro autonomo.
Riguardo alle caratteristiche che possono portare a parlare di impresa, non possiamo non notare come l’elemento dei beni strumentali sia poco rappresentativo: basti pensare che per svolgere l’attività oggi non serve altro che un cellulare, un “treppiedi” che lo regga, e un microfono. Si tratta insomma di una variabile obsoleta, della quale non si può tenere conto per definire la tipologia del reddito conseguito.
Influencer e IVA
Ai fini Iva, poiché la piattaforma committente quasi sempre procede a predisporre direttamente la fattura (cartacea) in nome e per conto dell’influencer, egli deve limitarsi ad assolvere l’esterometro (inviando allo SDI nei successivi 12 giorni un file XML valorizzato col campo “codice destinatario” con le classiche sette “X”). E’ evidente che il committente va informato dell’avvenuta apertura della posizione Iva, modificando il profilo all’interno delle piattaforme online aggiungendo il proprio numero di partita Iva.
Nel caso in cui il compenso svolto per il committente sia rappresentato da un bene, occorrerà rifarsi alla disciplina iva delle operazioni permutative.
Le mance all’influencer
Inoltre, si noti come la fattispecie delle “tips” o di qualsiasi donazione fatta all’influencer, sarà assoggettata a imposizione irpef (data la recente introduzione del principio di onnicomprensività del reddito professionale, principio già in vigore per il caso dell’attività di impresa), mentre dovrà essere esclusa da iva per mancanza dell’elemento della sinallagmaticità.
I versamenti INPS
I contributi previdenziali vanno poi versati alla Gestione separata INPS (se l’attività è inquadrata come professionale), o alla Gestione IVS (se l’attività è inquadrata come d’impresa).
Per una gestione ottimale (e soprattutto non contestabile) dell’attività, si consiglia di tenere un contratto scritto per ogni collaborazione, anche breve, nel quale tra l’altro venga specificata la natura del corrispettivo (denaro, beni, viaggi).
Conclusioni
In conclusione, l’attività dell’influencer, nata per gioco, rappresenta oggi uno dei casi più emblematici della trasformazione economica e sociale prodotta dal digitale. Chi sceglie di operarvi non può più considerarlo un semplice passatempo, ma deve essere consapevole che la produzione di contenuti e la collaborazione con brand costituiscono, a tutti gli effetti, un’attività economica organizzata e, come tale, soggetta a regole precise. La corretta apertura della partita Iva, la gestione trasparente dei rapporti contrattuali e il rispetto degli obblighi fiscali e previdenziali forse saranno visti come un ostacolo, ma in verità sono il necessario presupposto per dare credibilità a un mestiere nuovo, che in quanto tale va riconosciuto e trattato con la stessa dignità delle professioni tradizionali. Un modo, insomma, con cui l’influencer potrà affermarsi non come figura improvvisata, ma come un vero professionista della comunicazione digitale.



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