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Fisco, riduzione al 35% per il bonus sugli investimenti in innovazione


La misura nel decreto approvato venerdì. Rinviata l’imposta sui mini-pacchi

  • Corriere della Sera

  • 29 Mar 2026

  • Claudia Voltattorni

ROMA Venerdì il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto fiscale con un pacchetto di misure «urgenti» destinate alle imprese, alcune delle quali contenute nell’ultima legge di Bilancio su cui il governo ha fatto ritocchi o dietrofront. Si tratta di un provvedimento, ha spiegato il viceministro dell’economia Maurizio Leo, «che va nella direzione di sostenere il sistema produttivo, offrendo alle imprese strumenti più efficaci per adattarsi alle nuove norme fiscali». Tra le norme più importanti ecco dunque l’imperammortamento esteso anche agli investimenti in beni strumentali prodotti in Paesi extra europei, beneficio che la legge di Bilancio limitava invece solo all’europa.

Si torna al passato poi con la tassazione sui dividendi incassati e sulle plusvalenze realizzate da cessioni da partecipazioni (Pex): con decorrenza dal primo gennaio 2026, vengono ripristinate le regole vigenti al 2025 con il regime di esclusione per i dividendi nella misura del 95% delle società. Una scelta, dice Leo, «per evitare comportamenti elusivi ed ulteriori complicazioni nel sistema». Esulta Forza

Italia che, durante l’esame della manovra economica, aveva molto criticato la misura: «Ci eravamo battuti per eliminare quelle penalizzazioni — dice Maurizio Casasco, responsabile economico di FI — questo decreto dimostra che avevamo ragione».

Rinviata poi al primo luglio 2026 anche la tassa di 2 euro sui minipacchi (fino a 150 euro) in arrivo da Paesi extra Ue, ma è solo «un rinvio tecnico per consentire il completamento dell’adeguamento dei sistemi informatici dell’agenzia delle dogane e dei monopoli», spiega una nota del governo. Il tempo servirà però anche ad adeguarsi alle decisioni dell’ue sulla stessa tassa annunciate tempo fa.

Ma il decreto torna anche sul credito d’imposta per Transizione 5.0. Il beneficio fiscale destinato alle aziende che fanno investimenti in innovazione era molto atteso e lo scorso novembre oltre 7 mila progetti erano finiti in lista d’attesa per la fine dei fondi a disposizione. Allora il governo aveva promesso nuove risorse nel 2026 per coprire quei costi. Ma il decreto appena approvato riduce il credito solo al 35% di quanto richiesto

(tagliandolo quindi del 65%) e limita gli investimenti ammessi: solo beni strumentali e non collegati all’efficientamento energetico come i pannelli fotovoltaici, all’epoca invece sollecitati. Nella nota a fine riunione, il Consiglio dei ministri specifica che «il governo ha intenzione di avviare nei prossimi giorni un tavolo di confronto con le categorie produttive interessate» per «valutare eventuali risorse aggiuntive che si rendano disponibili».

Non serve a placare l’ira degli imprenditori presi del tutto alla sprovvista. E Confindustria con un duro comunicato parla di «fiducia profondamente minata nei confronti delle istituzioni», «imprese pesantemente penalizzate» e decisione che «lede il principio del legittimo affidamento». Ma al ministero delle Imprese viene «espressa soddisfazione» per le risorse per le imprese che nel triennio 2026-2028 «salgono a 10 miliardi di euro». Definitivo il dem Francesco Boccia: «Il decreto fiscale è l’ennesima toppa a una lunga serie di errori».

Article Name:Fisco, riduzione al 35% per il bonus sugli investimenti in innovazione

Publication:Corriere della Sera

Section:Primo Piano | Le Misure

Author:Claudia Voltattorni

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