Deutsche cresce la banca delle imprese
- Walter Pittini
- 10 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
L’istituto tedesco avvia il reclutamento di professionisti del wealth management per la divisione Entrepreneurs Italy.
BANCHIERE
10 novembre 2025
La cessione dell’hellas Verona a Presidio Investors. Lo shopping della messicana Allgaier de Puebla da parte di Proma. L’acquisizione del 100% delle azioni di Ragno da parte di Germabros. La riorganizzazione del gruppo Illy. Calcio, automotive, abbigliamento, alimentare: il minimo comun denominatore di queste operazioni tutte italiane paradossalmente è a Francoforte e risponde a Deutsche Bank. O meglio, a «Bank for Entrepresione neurs Italy», la divisione che al proprio interno conta sì il Corporate Mid-cap, ma anche la componente di gestione del risparmio (wealth management e private banking). «Nasce da un’idea comune a molte banche: andare dagli imprenditori, sedersi davanti a loro ed esserci nei momenti ordinari e straordinari dell‘azienda operativa, della holding e nella gestione della ricchezza accantonata nel tempo», spiega Claudio Detti, che della Bank for Entrepreneurs è responsabile per il nostro Paese. La forza di questa trasversalità risiede in un unico conto economico in grado di consentire flessibilità nelle risposte alle svariate necessità aziendali e della proprietà.
A tutto tondo
«Se l’impresa ha un’esigenza strategica di investimento o straordinaria come un’acquisizione, noi offriamo la finanza necessaria e un team di corporate advisory per guidarla. Se vuole gestire eventuali risorse, anche derivanti da operazioni di cessione da noi supportate, forniamo banker in grado di pensare a soluzioni di investimento. A contraddistinguerci è la mentalità da merchant bank, oltre che da banca tradizionale». La «Banca degli imprenditori» oggi conta 30 miliardi circa tra asset in gestione, custodia e finanziamenti. Le persone che vi lavorano sono 250 tra Wealth Management (oltre 80); Private Banking (circa 80); Business Banking (circa 50); Advisory & Channels Management (circa 30); a tutti questi si aggiungono 80 persone tra i team di Leveraged and Structured Lending, Corporate Advisory e Investment Solutions & CIO Italy. Un’altra ottantina di persone affiancano i banker nella gestione operativa e nell’assistenza della clientela.
Con un business così articolato ed eclettico, non stupisce che Deutsche Bank «abbia messo nel mirino quelle aziende che, per dimensioni, costituiscono l’ossatura dell’economia in Italia, che rappresenta il secondo mercato Ue per il gruppo dopo la Germania», osserva Roberto Parazzini, chief country officer dell’istituto tedesco per la Penisola. «Accanto ai servizi di Corporate & Investment Banking e di Asset Management destinati a grandi aziende e clienti istituzionali, guardiamo alla clientela affluent con le nostre filiali sul territorio, manteniamo un focus importante sul credito al consumo e concentriamo l’espansione sulla banca degli imprenditori, motivo per cui cerchiamo attivamente ulteriori soddisfazioni con l’ingresso di professionisti dal mercato». Ecco perché a settembre è partita la campagna di assunzioni: per la banca degli imprenditori Deutsche Bank cerca banchieri senior abituati a parlare con imprenditori, in grado di intercettare necessità non solo di gestione di asset, ma anche di azienda e con una forma mentis particolare, non solo basata sull’amministrazione del risparmio. «Il nostro è un business di relazione, che mette al centro il cliente. Il mestiere non è industrializzabile, forse è più faticoso, ma dà più soddisfazioni», dice Detti. «Siamo a un punto di maturità dove dobbiamo aumentare la quota di mercato e abbiamo bisogno di colleghi che si aggiungano». Il gruppo di Francoforte ha deciso di investire in modo deciso in questo progetto, nato sei anni fa e che negli ultimi due anni ha subito un’accelerazione: «È un segnale al Paese, viene riconosciuta l’importanza e il peso di un’economia che fa dell’imprenditore, e delle pmi, la sua spina dorsale», conferma Parazzini.


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