GLC EQ anticipa il futuro della Mercedes A bordo ora sale l’intelligenza artificiale
- Walter Pittini
- 30 set 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 8 dic 2025
Il debutto. La terza generazione del best seller della casa tedesca si basa piattaforma inedita che sarà usata sulla prossima Classe C Batterie di nuova concezione per offrire autonomia di oltre 700 km, alimentazione a 800 volt e architetture digitali all’avanguardia.
OSARE
30 settembre 2025
A cura della redazione

Mercedes reinventa il suv GLC che diventa elettrico e, nello stesso tempo, manifesto delle innovazioni con cui il marchio scrive un nuovo capitolo della sua storia. La prima generazione elettrica della Mercedes più venduta non deriva da quella con motori a combustione interna ma, indubbiamente, influenzerà pesantemente il loro rinnovamento, previsto entro un paio di anni a livello stilistico. L’obiettivo è originare una gamma composta da versioni con diversi sistemi propulsivi, ma accomunate da molte tecnologie. In particolare, quelle elettroniche e digitali. Una strada che sarà seguita anche per gli altri modelli. Insomma, le Mercedes del futuro a prescindere dal powertrain non avranno identità differenti.
La nuova GLC EQ sarà commercializzata a partire dalla prossima primavera contrapponendosi sia al suv iX3 a batteria capostipite della Neue Klasse della Bmw sia ad Audi Q6 e-tron e Porsche Macan, nonché ai suv dei brand cinesi che hanno l’ambizione di inserirsi nel settore premium.
La capostipite delle future Mercedes interpreta questo ruolo con una silhouette non lontana da quella della GLC attuale, ma anche con dimensioni superiori. In particolare, con la lunghezza che arriva a 4,84 metri. Inoltre, trasmette l’inizio di una nuova era della Mercedes proiettando nel futuro l’iconica mascherina. Quest’ultima, si rinnova perdendo l’inutile grigliatura per un modello full electric diventando un elemento stilistico e di comunicazione con l’esterno. In particolare, nella configurazione opzionale che integra 942 led.
Lo stile che perde le spigolosità delle GLC attuali è definito da superfici morbide e trasmette la personalità da suv con i muscolosi passaruota poggia sulla debuttante piattaforma MB.EA, che sarà utilizzata anche dalla futura classe C elettrica. È in grado di gestire potenze fino a 670 cavalli, incorpora un’avanzatissima architettura elettronica e digitale ed è adatta sia alle versioni monomotore a due ruote motrici sia a quelle bimotore con la trazione integrale. Proprio come la versione 400 4Matic con cui la GLC a batteria che ha sfilato al salone di Monaco spinta da un powertrain con 489 cavalli abbinato a un cambio a due rapporti, che entrano in campo in base alle condizioni di marcia e alla configurazione vettura per ottimizzare le veloci accelerazioni, l’efficienza nel traffico o alle alte velocità. L’architettura elettrica a 800 Volt incorpora una batteria al litio ad alta densità della generazione che ha debuttato con la CLA full electric, promette autonomie fino a 713 chilometri e con ricariche in corrente continua a 330 kW permette ripristini per percorrere 300 chilometri in 10 minuti.
La rivoluzione tecnologica si diffonde nell’abitacolo influenzandone la presentazione e la funzionalità. Infatti, l’ambiente si stacca completamente da quelli delle attuali Mercedes grazie all’evoluzione del sistema Mbux, ora con sistema operativo MB.OS sviluppato in casa, in casa e integrato nella piattaforma MB.EA. Spicca l’Hyperscreen, che riveste la parte frontale dell’intera plancia. Lungo più di 99 centimetri e con una diagonale di 39,1” unisce senza soluzione di continuità in un solo display gli schermi del cruscotto digitale, del sistema multimediale e quello davanti al passeggero.
Il sistema che integra l’intelligenza artificiale con supporto Microsoft e Google consente di gestire tutte le funzioni vettura. Inoltre, il maxi-display può essere configurato in modo da generare scenografie luminose, che determinano differenti atmosfere interne.
L’arredamento si sviluppa in maniera piuttosto classica ma anche proponendo un’inedita interpretazione del tunnel centrale perché è quasi flottante e, volendo, anche con materiali certificati vegani al posto di quelli tradizionali.
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