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Ovs, la sfida made in Italy ai big Zara e H&M «Ora puntiamo sulla nautica»

Il ceo Beraldo: l’interesse per Kasanova? Ci stiamo lavorando.

nautica

Il gruppo veneto di abbigliamento Ovs, che conta oltre 2.220 e 800 dipendenti, ha chiuso il primo semestre dell’anno con vendite nette in crescita di oltre il 4%, rispetto ai primi sei mesi 2024, raggiungendo i 793 milioni di euro. Il margine commerciale rettificato supera il 60% sulle vendite, in costante crescita, mentre l’ebitda rettificato raggiunge i 102 milioni (+14,3%).

Risultati che sono «i migliori di sempre» si legge in una nota della società. È vero — conferma l’amministratore delegato, Stefano Beraldo — ma in realtà dovrebbero sempre esserlo: si dovrebbe fare ogni volta meglio del risultato precedente».


Cosa le ha dato più soddisfazione?

«Vedere che il percorso avviato negli anni ha trovato riconoscimento. Non solo per quello che era il nostro punto di forza del passato, cioè il bambino, ma anche per la moda femminile, sempre a prezzi accessibili, ma con una qualità stilistica molto superiore rispetto a dieci anni fa. Questo ci avvicina “ai più bravi” e ci rende unici».


Quale è stata la strategia?

«Offrire ai clienti storici la garanzia di trovare ancora l’ovs di sempre — prezzi accessibili, affidabilità, sicurezza — abbinata però alla capacità di attrarre nuovi clienti, abituati a marchi di fascia più alta. In un momento in cui il ceto medio e medio-alto ha meno potere d’acquisto, Ovs si è riposizionata verso l’alto diventando un punto di incontro perfetto».

Infatti, il periodo non è dei migliori…

«Il mercato italiano dell’abbigliamento ha registrato un calo di circa l’1% e si muove in funzione della perdita d’acquisto delle persone: anni di inflazione non compensata dall’incremento dei salari hanno messo in difficoltà le classi già fragili. Una situazione che ha fatto spazio a player che puntano a prezzi bassissimi. Anche le fasce intermedie hanno iniziato a soffrire. Noi abbiamo seguito un’altra strada senza perdere la forza su prezzi accessibili: trattare i nostri marchi come brand veri e propri. Piombo è un esempio: dieci anni fa era noto solo agli addetti ai lavori, oggi ha identità propria, comunicazione dedicata e corner esclusivi nei negozi. Offriamo proposte chiare e differenziate per stili di vita diversi, ciascuna con una propria identità e storia». Nei numeri, cosa significa? «Il semestre è cresciuto del 4%, con agosto a doppia cifra (+10-12% rispetto al 2024).


In questo semestre c’è anche il consolidamento di Goldenpoint.

«Sì, ma tengo a precisare che il semestre è stato ottimo indipendentemente da Goldenpoint. L’acquisizione è entrata nei conti solo a luglio. Ha aggiunto un 2,2% di fatturato al gruppo, ma tutti i marchi sono andati bene: Ovs in testa, Upim ha confermato la crescita straordinaria dell’anno scorso (di oltre il 7%), Stefanel è cresciuta molto e il beauty ha registrato performance eccellenti».


I risultati, invece, delle linee sportive, dopo il lancio di Altavia per lo sci?

«Crescono bene. Saremo coinvolti questo weekend a Milano con Wanderlust, una kermesse di due giorni dedicata allo yoga. Abbiamo progetti anche nella nautica: dal prossimo anno lanceremo una proposta che abbina performance e tempo libero. Saremo poi più presenti per la Coppa America».

Ovs è specializzata nell’acquisizione di aziende in difficoltà. Nel tempo, ha integrato marchi storici come Upim, Croff, Stefanel, Golden Lady e Les Copains.


Come vanno le trattative per Kasanova?

«Ci stiamo lavorando…».


Progetti all’estero?

«Prosegue lo sviluppo internazionale. A ottobre aprirà il primo store con una superficie di oltre 800 m² a New Delhi, all’interno del Pacific Mall Tagore Garden. Il secondo è previsto nella primavera del 2026 a Mumbai».


E altri obiettivi futuri?

«Noi non diamo numeri (gli analisti stimano circa 1,7 miliardi di ricavi e un margine Ebitda di 210 milioni, ndr). L’anno si chiuderà bene, nonostante il mercato difficile. Sono particolarmente soddisfatto di Les Copains: è la seconda marca più importante nei nostri negozi e ha superato le attese, crescendo senza togliere spazio a Piombo».

”Sono particolarmente soddisfatto di Les Copains: è la seconda marca più importante nei nostri negozi ” Offriamo proposte chiare e differenziate per stili di vita diversi, ciascuna con una propria identità e storia.

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