Manuale di sopravvivenza
- Walter Pittini
- 1 ott 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Un allestimento unico, quattro colori, prestazioni da sportiva. Omoda 9 Super Hybrid reinventa la semplicità del lusso automobilistico.

Omoda 9 SH è il paradosso del lusso contemporaneo: oltre 500 cavalli, silenzio elettrico e 1.100 km di autonomia
C’È UN PARADOSSO nell’omoda 9 Super Hybrid: costa 51.900 euro, cifra che oggi si colloca a metà tra l’auto per famiglie e il Suv premium da manager. Niente giungla di optional, no pacchetti cromatici, zero configuratori da notte insonne: un allestimento unico, due colori per gli interni, quattro per la carrozzeria, sette anni di garanzia fino a 150.000 km. È come se il marchio cinese avesse deciso di mettere in scacco la liturgia del lusso europeo: tu vuoi tanto? Ti do tutto, ma senza possibilità di smarrirti.
Sotto la pelle, il Super Hybrid adotta un motore 1.5 turbo a ciclo Miller che lavora insieme a tre unità elettriche, due davanti e una dietro, e a un cambio automatico a tre rapporti. La batteria da 34,5 kwh consente fino a 145 km di marcia elettrica certificata WLTP, ma soprattutto permette a chi guida di fingere, almeno in città, di essere approdato al futuro zero emissioni senza rinunciare al brivido della benzina. L’autonomia complessiva supera i 1.100 km. Il bello, però, è il modo in cui il sistema orchestra le sue identità multiple: con la batteria piena si viaggia quasi sempre in elettrico. Quando serve, il motore termico non spinge soltanto, ma si traveste da generatore e ricarica la batteria. In autostrada, il sistema parallelo tra elettrico e benzina si fa spinta corale, oltre 500 cavalli, e lo 0-100 in 4,9 secondi diventa una nota a piè di pagina. È un’auto che non sceglie se essere elettrica, termica o ibrida: le è concesso di essere tutte insieme.
Lì dentro, trovi sospensioni magnetiche che si regolano mille volte al secondo, interni in pelle Nappa, audio Sony da 14 speaker, head-up display in realtà aumentata, perfino una funzione massaggio. È un lusso senza sfumature, che non chiede di essere compreso ma solo abitato. L’omoda 9 è la dimostrazione che oggi l’asticella del premium si misura più sulla capacità di semplificare che sulla complessità da vendere a caro prezzo.


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