NEUE KLASSE, IL FUTURO RIDISEGNATO DA BMW
- Walter Pittini
- 3 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min
La nuova ix3 è il manifesto della nuova filosofia della casa di Monaco Rappresenta un balzo stilistico e tecnologico notevole Arriva fino a 805 km di autonomia. Debutta il Panoramic idrive.
MILIARDARIO
30 settembre 2025
Qualche anno fa, con Adrian van Hooydonk si rifletteva sull’evoluzione del design Bmw.
Lui aveva da poco assunto il ruolo di boss del design del gruppo bavarese, dopo l’esperienza californiana a capo del controllato laboratorio creativo Designworks USA e, soprattutto, dopo le stagioni con Chris Bangle alla guida. Erano i ‘2000, anni d’oro e di sperimentazione. In quell’occasione, nel nostro breve incontro, mi confermò quanto l’evoluzione estetica del marchio passasse anche dall’inclinazione del “muso” delle vetture con l’elica bianco-blu. Era proteso in avanti sulle velocissime Bmw anni Settanta e Ottanta, per esempio sulle strepitose 2002 tii e 635 csi; poi verticale sulla 850 (anni Novanta), inclinato all’indietro in funzione aerodinamica nei Duemila, fino al ritorno al centro, in posizione verticale, come sugli attuali modelli monolitici XM. Figlio del proprio tempo, si potrebbe aprire un intero capitolo sull’impatto che il design ha sulla vita quotidiana: è forma e funzione, ma anche testimone della società, dei suoi usi e dei suoi consumi. Non stupisce quindi che il doppio rene, oggi torni a puntare l’asfalto come nei ‘70, con immutata voglia di divorarlo, velocemente. Solo che ora lo fa nel silenzio del primo modello 100% elettrico che segna una nuova era evolutiva, tracciando l’archetipo di quella classe di vetture che rappresentano la sfida del marchio al futuro della mobilità. L’auto in oggetto è la nuova, inedita, ix3. Si tratta di una rilettura poetica dell’eredità Bmw in chiave futurista.
Presentata al Salone Internazionale dell’auto di Monaco, getta un ponte tra un passato di audacia industriale e futuro elettrificato. Di più: strizza l’occhio a nuovi e vecchi bisogni di uomini e città, in più guarda al domani forte di una svolta ingegneristica corposa. In questa “Neue Klasse”, come dicono i tedeschi, la tecnologia incontra la visione storica e l’identità Bmw che, insieme, dialogano con la metamorfosi sociale che impone quei nuovi paradigmi di mobilità cui faticosamente ci stiamo abituando. Le dimensioni ci parlano di un’auto pensata per la collettività: 4,78 metri di lunghezza, 1,89 di larghezza, 1,63 d’altezza e un passo di 2,89 metri, a beneficio dell’abitabilità e dell’esperienza condivisa. Accessibilità e comfort sono incrementati dalla nuova disposizione degli interni, dove la classica strumentazione scompare a favore del Bmw Panoramic idrive. Ovvero, una fascia luminosa e interattiva che trasforma l’intero parabrezza in un hub digitale diffuso. Il bagagliaio, di 520 litri, accoglie i bisogni di una famiglia e il necessario per i weekend fuori porta, mentre un vano anteriore aggiuntivo (da 58 litri) guarda già alle prossime esigenze di flessibilità.
A questo punto, vale la pena ricordare che la famiglia Neue Klasse originale – i cui modelli sono stati realizzati fra il 1962 e il 1972 – fu il mezzo di riscatto sociale e industriale di una Germania divisa fra Est e Ovest, uscita a pezzi dai deliri di grandezza sfociati nella guerra mondiale. Anni difficili, in cui però in giro per l’europa c’era un’intera classe media vogliosa di salire al volante di auto che non erano solo motori, ma veri e propri status di partecipazione al boom economico che non premiava più soltanto gli happy few. Una memoria ben precisa da non disperdere, anzi. Ecco perché la prima Neue Klasse dei giorni nostri rilegge con il design della ix3 gli stilemi iconici — linee essenziali, la griglia doppio rene, la maestosità del corpo vettura — tramutati in linguaggio contemporaneo attraverso una silhouette minimalista, superfici regolari e dettagli luminosi in luogo delle vecchie cromature.
Questa ix3 non è però “solo” il manifesto tangibile della nuova filosofia Bmw, rappresenta soprattutto un balzo tecnico e tecnologico notevole. La piattaforma è pensata per la massima versatilità, con una versione dual motor – doppio motore elettrico, trazione integrale – da 469 CV e 645 Nm, capace di accelerazione 0-100 km/h in 4,9 secondi e velocità massima di 210 km/h. Un powertrain che, con 800V e ricarica ultrafast fino a 400 kw è capace di 370 km di autonomia in appena 10 minuti e lascia intendere un’autonomia che può arrivare a 805 km. Un buon viatico per scongiurare l’ansia del viaggio e riconciliare la libertà del movimento con la responsabilità ambientale.
Ovviamente, un ruolo dominante spetta all’elettronica di bordo.
Orchestrata dal “superbrain” Heart of Joy, cambia le regole dell’esperienza stradale; intanto manda in pensione il sistema operativo 9, che aveva appena un anno di vita. Poi, la gestione perfezionata delle dinamiche di guida, ora associa display a realtà aumentata, funzioni di streaming e gaming, a personalizzazione profonda per ogni tipologia di viaggio. Percorsi che non si esauriscono una volta tornati coi piedi per terra, perché Bmw strizza l’occhio al bene comune e scommette su una filiera produttiva sostenibile: il 30% delle plastiche proviene da rifiuti marini riciclati, l’alluminio strutturale contiene fino all’80% di materiale secondario, i tessuti degli interni sono ricavati da pet riciclato. Ne risulta una riduzione del 34% dell’impronta di CO2 lungo l’intero ciclo vitale dell’auto, oltre a un Suv che si fa, finalmente, veicolo consapevole di una civiltà in transizione.
In fondo, l’intera storia di Bmw è un lungo viaggio fra contrasti armonizzati: sportività e sicurezza, lusso e disciplina, cosmopolitismo e razionalismo tedesco. Una tradizione rinnovata nella classicità delle proporzioni miscelata a dettagli digitali, con la forza del marchio piegata a una nuova idea di “responsabilità”: mantenere intatta la promessa del piacere di guida, aiutando l’inquinamento a scomparire in silenzio sotto ai piedi dei passeggeri.



Commenti