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L’eleganza di un orologio

Aggiornamento: 3 ott 2025

La Maison Roger Dubuis celebra il trentesimo anniversario con l’excalibur Spider Flyback Chronograph: un capolavoro in oro rosa e carbonio, prodotto in soli 88 esemplari.


Roger Dubuis è uno di quei brand indipendenti (a partire dal 2008 è entrato nell’orbita del Gruppo Richemont) che, da metà degli anni Novanta in poi, ha contribuito ad alimentare una svolta epocale nel compassato universo dell’alta orologeria, con una proposta che ha saputo abbinare un’estetica innovativa a una ricerca tecnica d’avanguardia, oltre che a una buona dose di tecnologia mai avulsa dai secolari principi della meccanica più accreditata.


Roger Dubuis, maestro orologiaio (scomparso nel 2017), nel 1995 ha configurato un brand la cui immagine fosse basata sull’eterna funzionalità del tourbillon e sulla dinamica dell’indicazione bi-retrograda, elementi ai quali si è poi aggiunto un savoir-faire d’eccezione anche sul fronte cronografico.


Ecco quindi che, in occasione dei 30 anni della Casa, un esemplare celebrativo è stato l’excalibur Spider Flyback Chronograph, lanciato in agosto. Si tratta di un cronografo che accoglie l’originale architettura meccanica del modello concettuale Monovortex Split Seconds Chronograph (2023), tassello importante dell’iper orologeria, termine riassuntivo della filosofia del marchio.


Poi è arrivata la versione flyback in carbonio, questa volta su cassa in oro rosa, scheletrata anche nella distintiva triplice ansa, da 45 mm (17,13 mm di altezza) con componenti in titanio DLC nero (pulsanti ergonomici e scheletrati), impermeabile fino a 100 metri, in serie limitata a 88 pezzi. Il quadrante è a vista, con ponti e leve geometrici, scheletrati e bruniti o rivestiti in oro rosa, incorniciati dalla flangia nera della minuteria e dalla scala tachimetrica con doppia rientranza, su cui spicca il numero 88, portafortuna di Roger Dubuis. Sul quadrante troviamo tutti i contenuti del calibro automatico di manifattura: Poinçon de Genève, 16 finiture, rotore a vista a cinque bracci ispirato ai cerchi di una supercar, a partire dai due bariletti (al 12), garanzia di 72 ore d’autonomia. La lettura dei dettagli prosegue al 9, con il bilanciere a regolazione inerziale inclinato di 12° e lo scappamento in silicio; al 6, con la ruota a colonne per lo smistamento crono (innesto a frizione verticale) e la finestrella della «cripto-data»(numero traforato su fondo chiaro). Per concludere, al 3, su di un arco fisso di 120°, su cui sono applicate le unità, scorrono i numeri delle decine (0, 1 e 2), posti su tre sfere satellitari a movimento parabolico.

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