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Bonifici. Arriva la verifica istantanea del beneficiario

MILIARDARIO

27 settembre 2025


Qualcuno la definisce il vero big bang nei servizi di pagamento. E in effetti in Europa la data del 9 ottobre 2025 segnerà una data storica perché, dando seguito agli obblighi del Regolamento Ue 2024/886 (Ipr) e le modifiche apportate al Regolamento Ue 260/2012, i bonifici istantanei entreranno a pieno regime nell’area euro. Ma soprattutto entra in vigore l’obbligo per banche e Psp (prestatori di servizi di pagamento) di offrire il servizio di “Verification of Payee” (VoP), meglio noto come verifica del beneficiario.


Questo servizio riguarderà ogni tipo di bonifico, sia quello istantaneo sia quello ordinario. Proprio in questi giorni gli istituti di credito stanno per inviare gli avvisi per informare la clientela. L’istantaneo ha la caratteristica di essere eseguito in pochi secondi (10 al massimo) ed è utile e vantaggioso quando si deve procedere con un pagamento urgente, ma è decisamente più rischioso per chi lo effettua. L’errore può costare caro perché non è consentito l’annullamento nell’arco delle 24 ore come per il bonifico ordinario. Ecco perché il cliente deve muoversi con cautela e controllare sempre che tutte le informazioni siano corrette: se il pagamento non va a buon fine il danno ricade su di lui.


Il cliente che utilizza con una certa regolarità il bonifico istantaneo come primo passo può modificare i limiti di importo previsti per ogni rapporto, fissando un tetto massimo giornaliero o per singola transazione.


Un linguaggio comune

Secondo lo schema sviluppato dall’Epc (European Payment Council), saranno censiti oltre 3.000 operatori che avranno modo di dialogare con un linguaggio comune in tempo reale, in modo da consentire in una manciata di secondi la verifica immediata di dati sensibili e all’occorrenza essere tra loro interoperabili.


Se sul fronte dei bonifici istantanei qualche assaggio l’abbiamo già avuto, visto che dal 9 gennaio scorso è possibile effettuarli al medesimo costo dei bonifici ordinari (le banche italiane sono state tra le prime a mettere a disposizione questa operatività), su quello della verifica del beneficiario il terreno è ancora vergine.


Come ricordano più operatori del mondo bancario, una chiamata di questa portata a livello europeo tra Paesi diversi non c’è mai stata, soprattutto per l’impatto destinato ad avere sulla clientela. Milioni e milioni di utenti dall’Italia alla Svezia, dal Portogallo alla Grecia e gli altri Paesi all’interno dell’area Sepa (Area unica dei pagamenti in euro) saranno chiamati a fare tesoro e ad essere più consapevoli delle proprie scelte quando riceveranno gli alert dalla propria banca o dall’istituto che hanno scelto per l’invio di denaro rapido.


La verifica del beneficiario è volta a fornire un controllo aggiuntivo prima dell’autorizzazione del bonifico, minimizzando i rischi di errore, frode e invio di fondi a destinatari non corretti. Con l’aumento delle truffe tutto il sistema dei pagamenti da tempo ha posto la sicurezza al primo posto. È dunque diventato prioritario da un lato garantire maggiore trasparenza, sicurezza e affidabilità per consolidare la fiducia dei cittadini e delle imprese nell’utilizzo dei pagamenti istantanei; dall’altro, vista la grande complessità richiesta per il funzionamento della verifica del beneficiario, è indispensabile un continuo investimento tecnologico da parte degli operatori coinvolti, impegnati nella ricerca di soluzioni tecnologiche performanti e a prova di futuro. Da qui è auspicabile l’implementazione della Psd3 e Psr, atti normativi destinati all’ecosistema dei pagamenti digitali nel mercato interno dove stanno arrivando anche i bonifici tramite QR code.


Costi

Che il bonifico istantaneo abbia la strada segnata è legato anche al fattore costi. Da tempo la via del digitale non solo è quella più facilmente fruibile dall’utente ma anche quella preferita. Perché grazie ai servizi di home banking, ognuno può procedere con i pagamenti in piena libertà senza essere obbligato a rispettare orari o luoghi fisici prestabiliti. Lo dicono poi anche i numeri: secondo l’ultima indagine condotta da Abi Lab lo smartphone è il principale strumento per fare operazioni dispositive tanto che il 72% dei bonifici oggi si fanno proprio ricorrendo ad esso.


Dal 9 gennaio scorso il costo del bonifico online e quello del bonifico istantaneo sono stati equiparati e le banche non possono dunque richiedere commissioni aggiuntive come accadeva in passato. I costi comunque variano (si veda la tabella riportata in pagina con le condizioni applicate dalla maggioranza degli operatori) tra i vari istituti. C’è chi ha azzerato le commissioni (in modo particolare le banche online come Fineco, IsyBank, Revolut e Widiba) ma c’è anche chi arriva a una certa entità come Bper all’1,75 euro e addirittura UniCredit a 2,75 euro, anche se dalla banca fanno sapere che il prezzo medio applicato nel corso del 2024 è stato di 80 centesimi.


Ma attenzione se poi per una qualche ragione il cliente non riesce a fare il bonifico online e deve recarsi allo sportello, il costo può diventare un vero salasso. Ancora una volta UniCredit è la più esosa perché le commissioni vanno da 7,25 a 8,75 euro, segue Bper con un massimo di 7,5 euro e BnpParibas con un massimo di 6,5 euro. Widiba nelle filiali di Mps fa pagare al massimo 3 euro.



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