Italia, aumento per l’immobiliare
- Walter Pittini
- 3 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Il mercato sta performando bene, meglio di altri Paesi europei, sorpassato solo da quello spagnolo che è il più gettonato al momento.
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3 ottobre 2025
A cura della redazione

Il mercato immobiliare italiano sta performando bene, per certi versi meglio del resto d’Europa. La quota di capitale globale allocata al real estate nazionale è in costante crescita, ma l’incertezza globale pesa sulle scelte di investimento, anche in Italia. Potrebbe trattarsi più di una scelta tra debito, azioni o immobili che di una scelta tra aree geografiche. Allo stesso tempo, le asset class immobiliari sono soggette a diverse valutazioni del rischio e le considerazioni geopolitiche giocano un ruolo nell’allocazione del capitale nel settore immobiliare, anche in Italia.
Bisogna analizzare questi fattori e ascoltare il punto di vista dei principali gestori patrimoniali, investitori, sviluppatori e membri delle istituzioni finanziarie nazionali e internazionali per capire la rotta dell’immobiliare italiano nei prossimi 18 mesi.
Se ne parlerà nell’edizione 2025 di “Quo Vadis Italia?”, l’evento organizzato ogni anno da Dla Piper Italia che verterà soprattutto sulle nuove tendenze nella strutturazione degli investimenti immobiliari e sul ruolo costante della sostenibilità nel processo decisionale degli investitori. «Rispetto ad altri mercati immobiliari in Europa, l’Italia sta mostrando una performance piuttosto solida - ha spiegato Olaf Schmidt, parter di Dla Piper -. Mentre Regno Unito, Germania e Francia sono più in difficoltà. Uno dei settori più dinamici è quello alberghiero. Il nostro Paese continua ad attirare turisti e la crescente competizione da parte degli investitori internazionali sta spingendo molti hotel a gestione familiare a vendere. Le opportunità di sviluppo e riposizionamento nel settore alberghiero sembrano essere pressoché infinite».
Altro settore in fermento è quello dei Data center. «L’Italia - ha aggiunto ancora Schmidt - essendo parte del Tier Two, è al centro dell’attenzione di sviluppatori, operatori e investitori internazionali, con una pipeline di progetti davvero impressionante. Anche la logistica continua a essere un polo di attrazione per il capitale. Il cambiamento demografico e culturale sta inoltre alimentando la domanda di abitazioni nelle grandi città, con un crescente interesse per il micro-living, gli studentati e il settore residenziale build-to-rent. Così oltre alle asset class tradizionali, stanno emergendo asset class innovative come il self-storage, i battery parks, il camping e gli science parks. Molti asset manager stanno puntando con successo su questi nuovi prodotti, attirando capitale istituzionale che fino a pochi anni fa avrebbe evitato queste tipologie di investimento».
«Mentre ci avviciniamo alla chiusura di un anno caratterizzato da volatilità, il sentiment degli investitori rimane cauto ma sostenuto da condizioni macroeconomiche in fase di stabilizzazione e da mercati dei capitali in miglioramento - ha affermato Adolfo Favieres, head of Southern Europe per BlackRock equity private markets real estate -. L’area dell’Europa meridionale si configura come un mercato interessante, con l’Italia in particolare trainata dal restringimento dello spread Btp-Bund e dall’aumento dei flussi di capitale estero, che ora rappresentano circa il 60% degli investimenti immobiliari totali. In generale, la domanda nel comparto logistico resta solida, alimentata dall’attività industriale, dall’espansione dell’e-commerce e da strategie di nearshoring, mentre persistono carenze strutturali nei settori residenziali alternativi, come gli studentati».
Sul fronte hotel, «quando abbiamo iniziato, l’Italia era tradizionale, con molti asset a gestione familiare e pochi brand internazionali - ha dichiarato Marloes Knippenberg, ceo di Kerten Hospitality -. Quando abbiamo preso in mano il progetto Cloud7, una soluzione era farne un cinque stelle, ma il mercato romano ne è pieno. Nel segmento lifestyle di fascia media invece c’è poca concorrenza. Ed è a quella che puntiamo, con progetti che mirano al mix use tra retail e servizi di wellness».
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