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Precompilata: 730 semplificato

25 mag
Tempo di lettura: 3 min

COMMERCIALISTA

25 Maggio 2026

Dichiarazioni. L’80% delle consultazioni è avvenuto in modalità facilitata L’utente deve inserire informazioni extra, ma ciò non esonera dai controlli.


L’anno scorso sei contribuenti su dieci hanno scelto la modalità semplificata per inviare il 730 precompilato alle Entrate. Quest’anno, nelle prime due settimane di apertura del canale online, il dato è in aumento: il 76,8% delle consultazioni è avvenuto con la visualizzazione “facilitata” che evita di entrare nei quadri e nei righi del modello.


La dichiarazione dei redditi semplificata ha il vantaggio di raggruppare le informazioni secondo categorie di senso comune, anziché secondo criteri fiscali: ad esempio, sotto la voce del menu online «Casa e altre proprietà» si trovano i fabbricati e i terreni posseduti dal contribuente, ma anche, nella sezione «Oneri-Immobili», tutte le agevolazioni che nel modello 730 “ordinario” sono sparpagliate in punti diversi (bonus sui lavori, detrazioni per gli inquilini e il mutuo e così via).


La facilitazione comporta inoltre un sistema più intuitivo quando si vogliono aggiungere o modificare redditi o agevolazioni rispetto ai dati precaricati dalle Entrate (ricordiamo che il 730 può essere accettato o integrato e inviato dallo scorso 14 maggio, mentre dal 20 si può modificare il modello Redditi, che non ha versione semplificata).


Di fatto, l’interfaccia facile del 730 permette di creare nuove voci – cliccando su «Aggiungi spesa», usando i menu a tendina e compilando i campi liberi – senza dover riportare le cifre e i codici nel modello dichiarativo. Ma in questo caso occorre inserire più informazioni accessorie rispetto a quando si interviene con la modalità ordinaria. Insomma, il Fisco guida l’utente, ma in cambio chiede più dati.


Prendiamo il caso in cui si vuole aggiungere una spesa sanitaria detraibile per una prestazione che non è stata già precaricata dalle Entrate: in modalità ordinaria è sufficiente correggere l’importo indicato alla casella E1 del modello (ad esempio aumentandolo di 100 euro); in modalità semplificata, occorre inserire il nome e la partita Iva del medico, la data del pagamento e il numero del documento di spesa.


Alcune informazioni sono obbligatorie e impediscono di procedere se non vengono selezionate o compilate; altre sono facoltative. Tra queste ultime, ad esempio, la denominazione dell’ente cui si è fatta una donazione.


Va detto anche che per alcuni oneri detraibili non viene chiesta alcuna informazione in più rispetto al modello ordinario, come nel caso delle spese per le attività sportive dei ragazzi, per le quali è sufficiente inserire la cifra pagata (senza indicare l’associazione sportiva o altro).


La scelta per l’una o l’altra formula va compiuta quando si accede al 730 in consultazione. Può essere cambiata in seguito, ripartendo da zero, ma è probabile che i maggiori accessi con la semplificata registrati nei giorni scorsi si tradurranno in un maggior numero di invii con questa modalità entro il 30 settembre (termine di trasmissione). Nel 2025, su 5,4 milioni di 730 inviati dai cittadini con il fai-da-te, più di 3,2 milioni hanno seguito la via “guidata”.


Attenzione, però: aver inserito alcune informazioni online non esonera i contribuenti dalla conservazione dei documenti relativi alle voci modificate o aggiunte. Anzi, in caso di eventuali controlli documentali, saranno i giustificativi a contare. Perciò, l’eventuale indicazione errata di alcuni dati (ad esempio, l’identificativo del mutuo che non corrisponde a quello sulla certificazione rilasciata dalla banca o la data sbagliata di pagamento di una ricevuta medica) non ha conseguenze negative per il cittadino, se dalla documentazione risulta che gli oneri detratti combaciano.



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