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Fininvest: profitti in crescita «Dividendi per 100 milioni»

Il Gruppo Fininvest «è in ottima salute. Le scelte strategiche delle società del Gruppo generano valore nonostante lo scenario economico difficilissimo».

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Danilo Pellegrino, amministratore delegato della holding della famiglia Berlusconi commenta con soddisfazione con Il Sole 24 Ore i conti. «Il nostro utile consolidato cresce a 263,5 milioni. Se poi consideriamo l’utile adjusted, si conferma un trend di crescita costante che dura da dieci anni. Mi lasci poi sottolineare che l’indebitamento ante Ifrs 16 è calato ampiamente sotto il miliardo, a 921,9 milioni. È il frutto di un percorso di rafforzamento patrimoniale e di disciplina finanziaria».


Però l’utile della cassaforte finanziaria Fininvest Spa cala dai 101 milioni del 2023 a circa tre.


Sul risultato della holding incidono sensibilmente due fattori non ricorrenti: la donazione di 60 milioni alla Fondazione Ennio Doris, con cui i figli di Silvio Berlusconi hanno onorato quella che era una volontà del padre, e la svalutazione dell’Ac Monza dopo il passaggio in B, che ha pesato per 121 milioni. Al netto di queste due componenti non ricorrenti, l’utile di quest’anno cresce di oltre il 30%.


Di qui i 100 milioni di dividendo.

Riteniamo giusto remunerare gli azionisti sulla base di quello che è l’andamento delle nostre aziende, indipendentemente da interventi one-off come l’impairment del Monza. La nostra situazione finanziaria ce lo permette.


A proposito di Monza, a che punto siete con la cessione?

Si parla di un fondo americano rappresentato da Mauro Baldissoni e di un altro collegato a Blue Crow.

Non commentiamo mai i singoli nomi. Stiamo lavorando per finalizzare un signing a stretto giro, con comunicazione ufficiale non appena trovato un accordo.


Insomma, tra la vendita e la serie B, siamo alla fine del sogno sportivo di Silvio Berlusconi?

Per il presidente Berlusconi il Monza era anzitutto passione, un progetto in cui ha creduto e che gli ha dato grandi soddisfazioni. Lui stesso aveva condiviso l’avvio del processo per individuare un partner che ne sostenesse lo sviluppo. In questi anni Fininvest ha supportato il club con risorse ingenti, quasi 300 milioni, portandolo per la prima volta in serie A. Come tutte le aziende, però, abbiamo l’obbligo di monitorare costantemente i nostri investimenti e la loro sostenibilità.


Se a Monza si vende, in Baviera si fanno acquisti: mi riferisco all’Opas di Mfe su Prosiebensat.

Oggi la televisione ha bisogno di campioni continentali: solo così si risponde alla concorrenza, non sempre leale, delle superpotenze Ott nel mercato editoriale. È il progetto paneuropeo rincorso da Silvio Berlusconi, che ora Pier Silvio è fortemente impegnato a trasformare in realtà.


E Mondadori? Ci sono operazioni in vista?

Ci sono alcuni dossier sul tavolo, ma non dimentichiamo che Mondadori ha appena completato una profonda trasformazione. Oggi è un’azienda di libri, con una presenza importante nel digitale. Questo le ha consentito anche nel 2024 di raggiungere risultati importanti e di confermare l’obiettivo del miliardo di ricavi entro il 2026.


La gallina dalle uova d’oro peri vostri dividendi si chiama però Mediolanum. Rientrerete prestoin Consiglio?

Fininvest designerà i suoi consiglieri dopo che l’attuale Consiglio arriverà a scadenza. Il 2024 è stato un anno importantissimo: la Corte di giustizia Ue ha annullato la decisione della Bce del 2016, che ci negava l’autorizzazione a detenere la nostra partecipazione del 30% nella banca. In questi anni in cui siamo stati esclusi dalla governance, Mediolanum non ha mai smesso di raggiungere risultati eccellenti, grazie alla passione e all’impegno prima di Ennio, poi di Massimo Doris, ai quali siamo molto grati.

Ieri Il Sole 24 Ore scriveva di una possibile intenzione di Mediolanum di vendere la sua quota in Mediobanca.

Non commentiamo i rumor e le indiscrezioni.


Ci sono aggiornamenti sulle trattative per Villa Certosa e gli altri immobili in vendita?

Sono asset di enorme valore, non solo economico, ma anche affettivo. Per questo ci stiamo lavorando, ma senza alcuna fretta.


E per il futuro? Lo scenario macro spaventa le imprese…

Non è certamente un periodo dei più semplici, ma mi lasci dire che amministrare un gruppo così solido, con azionisti uniti e compatti tra loro come i cinque fratelli Berlusconi, ci permette di guardare al futuro con grande fiducia e determinazione.


Avete in mente nuove acquisizioni?

Restiamo concentrati al 100% sul nostro core business, e continueremo a fare sempre meglio ciò che sappiamo fare. Del resto, come ha sottolineato più volte la presidente Marina Berlusconi, il nostro è un progetto industriale, dove la finanza è un mezzo e non un fine. Era il modo di fare impresa di Silvio Berlusconi e i suoi figli oggi lo stanno portando avanti.




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