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Banco Bpm, profitti a 1,6 miliardi

Castagna, consigliere delegato: mai parlato di acquistare la rete di Crédit Agricole in Italia.


BANCHIERE

7 novembre 2025

A cura della redazione

Bpm
Vertici L’ad di Banco Bpm Giuseppe Castagna (a sinistra) e il presidente Massimo Tononi.

«Non abbiamo mai parlato di acquistare» la rete di Crédit Agricole in Italia, così come «non siamo a conoscenza di nulla in merito a una possibile fusione. Quindi, vedremo cosa succederà». La conference call dell’ultima trimestrale di Banco Bpm offre a Giuseppe Castagna il destro per fare chiarezza con gli analisti sul risiko bancario. «Hanno anche chiesto di aumentare la loro partecipazione alla Bce (il 20%, ndr). Non hanno ancora ricevuto l’autorizzazione. Una volta ricevuta, decideranno la quota da acquisire e capiremo meglio quali potrebbero essere le possibilità di una maggiore collaborazione con loro. Finora, non c’è stato nulla e non c’è nulla in corso».


Semmai, precisa il ceo dell’ex popolare milanese, sul fronte di eventuali fusioni o acquisizioni, «non stiamo trattando alcuna operazione, ma sappiamo molto bene che ci sono alcune partecipazioni, sia nella nostra banca che in altre banche, che potrebbero generare nel corso del 2026 alcune potenziali operazioni di M&A». Piazza Meda è infatti anche socia di Mps e Banca d’Asti. L’attenzione è dunque su far viaggiare la macchina creditizia e sul rinnovo della governance di primavera, a cui il cda vuole arrivare con una sua lista in assemblea, avendo deliberato di incaricare l’head hunter Spencer Stuart della selezione dei candidati al board.


Intanto il Banco è arrivato a settembre maturando 1,66 miliardi di utile, in crescita del 17% rispetto allo stesso periodo 2024 omogeneo, cioè senza la componente straordinaria l’anno scorso della monetica di Numia che valeva 493 milioni. Il dato è in ogni caso superiore alle stime degli analisti di 1,62 miliardi di euro. La banca ha dunque già realizzato l’85% della guidance sull’utile netto 2025, confermato a circa 1,950 miliardi. Il margine di interesse cala a 2,360 miliardi (-8,7%), ma esplodono le commissioni nette: 1,826 miliardi (+18,1%). Approvato un acconto sul dividendo di 0,46 euro ad azione, che sarà pagato il 26 novembre.

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