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L’ipotesi Unicredit-Bper

L’istituto guidato da Orcel smentisce l’interesse verso il gruppo che ha appena acquisito Sondrio.


BANCHIERE

20 novembre 2025


L’interesse di Unicredit per Bper - diciamolo subito si tratta di indiscrezioni di stampa subito smentite - ma che hanno comunque riacceso d’improvviso i riflettori su un’altra ondata di risiko bancario. È così si rinfocolano nuove speculazioni su possibili operazioni di M&A nel comparto bancario italiano.


Nello specifico, secondo La Stampa, le mire di Unicredit, dopo il fallimento dell’Ops su Banco Bpm, ora si sarebbero spostate sulla banca guidata da Gianni Franco Papa, che di recente ha incassato il via libera alla fusione con la Popolare di Sondrio.


Il gruppo, sempre come spiegato dal quotidiano torinese, capitalizza circa 20 miliardi di euro come Piazza Meda, ma questa nuova operazione sarebbe più vantaggiosa per l’istituto bancario di Piazza Gae Aulenti alla luce delle sovrapposizioni territoriali ridotte al minimo (non come le tante che ci sarebbero state con il matrimonio con l’ex Popolare di Milano) potrebbero per la banca, capitanata da Andrea Orcel, di crescere nel segmento delle pmi, oltre ad aumentare la propria presenza in Emilia-Romagna e nel Veneto. Al di là delle indiscrezioni e delle poche sovrapposizioni con la banca emiliana, il mercato non ha considerato fin da subito che le nozze tra Unicredit e Bper potessero arrivare all’altare, vista anche la composizione dell’azionariato di Bper, che vede Unipol vicina al 20% del capitale. Quota cui s’aggiunge un altro 4,7% in derivati. Certo, al di là delle indiscrezioni smentite, il bocconcino Bper è particolarmente gustoso anche solo per la voglia di crescere del numero uno di Unicredit.


«Non apprezziamo le continue speculazioni e indiscrezioni che circolano e che non portano alcun beneficio alle parti menzionate. Abbiamo un ottimo rapporto con Unipol e Bper e intratteniamo regolarmente conversazioni a livello di business su numerosi argomenti, ma non vi sono discussioni in merito a una fusione tra i due gruppi e queste indiscrezioni sono del tutto infondate». Così ieri una nota di un portavoce di Unicredit che ha ribadito e riconfermato che non c’è alcun tipo di interesse da parte della banca di Piazza Gae Aulenti.


Bper a parte, ricordiamo che dopo il fallimento dell’operazione su Banco Bpm, Orcel è già molto preso su vari fronti: innanzitutto con il nodo “golden power” ancora al vaglio europeo dopo il ricorso sul caso Piazza Meda. In più c’è la scalata alla tedesca Commerzbank di cui detiene ben il 26% del capitale sociale, ma che ora pensa di arrivare fino al 29 per cento.


Tuttavia, per ora il gruppo bancario non intende richiedere una rappresentanza nel consiglio di amministrazione della banca teutonica. Quindi, anche volendo, non sembra proprio il momento ideale per aprire un altro fronte anche non semplicissimo da portare a casa. L’investimento nella seconda banca di Germania rientra nella strategia di lungo termine di Unicredit che punta a creare valore sostenibile attraverso partecipazioni selezionate in realtà solide e con potenziale di crescita. E così il “nuovo-fantomatico” capitolo Bper-Unicredit si chiude ancor prima di essere mai aperto, ma una cosa è certa: Orcel difficilmente rimarrà a lungo lontano dal tavolo da gioco del risiko, con lui di mezzo, basta poco perché i rumor ricomincino a girare.

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