top of page

100 I migliori vini e vignaioli d’Italia

Viene dall’etna (Tenuta delle Terre Nere) il vino dell’anno Al secondo posto un bianco veneto, il Soave di Pieropan La Toscana guida la classifica. Poi il Piemonte e la Sicilia.


WYNE

25 ottobre 2025

A cura della redazione

vini

L’edizione 2026 dei Migliori 100 Vini d’Italia, presentata da Jamessuckling.com e Corriere della Sera, sottolinea l’influenza crescente dell’etna come regione vinicola di livello mondiale, e la necessità, sempre più urgente, di vini italiani di alta qualità che restino accessibili. I consumatori di oggi cercano freschezza, bevibilità e carattere. Ci auguriamo che i produttori prendano a cuore questo messaggio.

I vigneti che si arrampicano sulle pendici del vulcano, fino a 750 metri, continuano a generare vini di identità inconfondibile, scolpiti da mineralità, equilibrio e tensione. Non si tratta più soltanto di una tendenza. I vini dell’etna competono ormai con i migliori del mondo, pur mantenendo un forte senso di appartenenza territoriale. Con frutto vivido, acidità tagliente e vibrante energia, rossi e bianchi sono convincenti fin dal debutto e, con meno di 80 euro a bottiglia, vantano un eccezionale rapporto qualità-prezzo.


Un esempio chiarissimo di questo potenziale è il Tenuta delle Terre Nere Etna Rosso San Lorenzo 2023, il nostro Vino dell’anno. Ottenuto da Nerello Mascalese piantato negli anni ’50, restituisce un’espressione vulcanica pura con aromi di erbe selvatiche, arancia rossa, ciliegia e cannella. In bocca è carnoso e pieno, in tensione grazie a una brillante acidità e tannini setosi. Alla media di 66 euro rappresenta uno straordinario esempio di buon rapporto qualità-prezzo.


Tutti i primi 10 vini della nostra classifica hanno un prezzo di vendita che non supera gli 80 euro. Una scelta deliberata. Negli ultimi anni, molti dei migliori vini italiani hanno raddoppiato – se non triplicato – il prezzo rispetto al periodo pre-pandemia, diventando inaccessibili per gran parte dei consumatori. Ma il vino nasce per essere stappato, condiviso e goduto. Quando una bottiglia diventa troppo costosa, perde la sua ragion d’essere.

Un altro esempio di grande rapporto qualità-prezzo è il Les Crêtes Pinot Nero Valle d’aosta Revei 2022 (35 euro). Aldo Fiordelli e io cerchiamo grandi Pinot noir in Italia da decenni, e questo vino ha dato un senso alle ricerche. Trasparente e vivido, rivela macedonia di fragole, pietre frantumate, petali di rosa essiccati e una lieve nota di raspi. Pieno ed elegante, ha potenziale d’invecchiamento, anche se per noi è da bere subito. Entrambi i vini riflettono la tendenza dello spostamento verso vigneti di maggiore altitudine. Con il cambiamento climatico che modifica le condizioni di maturazione, i siti compresi tra 650 e 800 metri diventano cruciali per preservare freschezza e struttura.


Anche i bianchi stanno guadagnando slancio. Al numero 2 della classifica troviamo il Pieropan Soave Classico La Rocca 2023, proveniente da suoli calcarei, un’anomalia in una zona tradizionalmente vulcanica. È uno dei bianchi più distintivi e costanti d’italia, con un prezzo intorno ai 50 euro.


Al numero 5 si colloca il Petrolo Trebbiano Toscana Bòggina B 2023, da vecchie vigne e vinificato integralmente con metodi borgognoni, a dimostrazione che il Trebbiano può raggiungere vette di livello mondiale. Al numero 7, c’è il Foradori Pinot Grigio Vigneti delle Dolomiti Fuoripista 2023, vinificato in anfore di terracotta da Elisabetta Foradori, signora della viticoltura alpina. Con profondità, struttura e peso sul palato, è un vino straordinario a 40 euro. E al numero 8, il Maugeri Etna Bianco Superiore mostra l’energia elettrica dei bianchi vulcanici d’altura, con un finale minerale.


Il resto della Top 10 include le grandi Docg capaci di unire tradizione e modernità: Ciacci Piccolomini d’aragona Brunello di Montalcino Pianrosso 2020 (numero 3), Marcarini Barolo Brunate 2021 (numero 4), Castello di Ama Chianti Classico Gran Selezione San Lorenzo 2022 (numero 6), e Boscarelli Vino Nobile di Montepulciano Costa Grande 2021 (numero 9). Ognuno riflette con precisione e finezza il proprio territorio. Non sorprende che, dei 100 vini in lista, 81 siano rossi, 16 bianchi, e i restanti 3 divisi tra un vino orange, un vino dolce e uno spumante. Una conferma del predominio storico dei rossi in Italia – soprattutto in Toscana e Piemonte – ma anche del crescente riconoscimento per bianchi di alta qualità e stili alternativi da regioni come Etna, Valle d’aosta e Alto Adige.


La Toscana guida ancora una volta la classifica, con 44 vini. Seguono il Piemonte (26), la Sicilia (7) e il Trentino-alto Adige (6). I migliori vini sono quindi ancora concentrati nelle regioni storiche, ma anche la crescente forza del Sud e dell’estremo Nord. Barolo e Brunello di Montalcino restano le denominazioni più forti della lista, con rispettivamente 22 e 18 vini. Ciò riflette anche le ultime annate straordinarie: la 2021 a Barolo e la 2019 per i Brunello da singolo vigneto e le Riserve. Queste denominazioni continuano a definire lo standard dei grandi rossi da invecchiamento, mentre altre regioni guadagnano rilievo. Tra i Barolo di punta figurano il Marcarini Barolo Brunate 2021, il Paolo Scavino Barolo Bussia Vigna Fantini 2021 e il Ceretto Barolo


I bianchi nella top 10 Oltre al Soave, il Trebbiano di Petrolo, il Pinot grigio di Foradori e l’etna di Maugeri Brunate 2021. Riflettono con chiarezza ed eleganza l’annata 2021. Nel Brunello spiccano il Ciacci Piccolomini d’aragona Brunello di Montalcino Pianrosso 2020, il Livio Sassetti Brunello di Montalcino Pertimali Riserva 2019 e il Castello Banfi Brunello di Montalcino Riserva Poggio All’oro 2019. Rappresentano un punto di riferimento , con ricchezza, equilibrio e identità territoriale.


Un’ultima riflessione, personale. Coltivare il mio Pinot noir in Nuova Zelanda mi ha insegnato che i grandi vini non nascono solo da grandi terroir, ma da persone che amano e si prendono cura delle loro vigne. Dopo 44 anni come critico del vino, ho toccato con mano quanta conoscenza, dedizione e intuito richieda la coltivazione di uve eccellenti. In un’epoca segnata dalla pressione climatica, questa cura conta più che mai. Aldo ed io conosciamo personalmente molti dei produttori presenti in questa lista. Tutti condividono lo stesso sentimento: una profonda dedizione alla viticoltura e all’enologia. Ciò rende speciale la nostra top 100. Li ringraziamo per la passione nel loro lavoro e per i vini che la riflettono con nitidezza.

Commenti


bottom of page