L’italia del vino
- Walter Pittini
- 29 ott 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Leader privato nazionale, il gruppo vitivinicolo argea cresce tra innovazione e radici: investe in Piemonte, sbarca negli usa e rilancia da milano con «habitat», il summit sulla sostenibilità.
WYNE
29 ottobre 2025
A cura della redazione

C’è un’Italia che non si accontenta di produrre buon vino, ma vuole raccontarlo, portarlo lontano. È l’italia di Argea, gruppo nato nel 2022 dall’incontro tra tre storiche realtà - Botter, Mondodelvino e Cantina Zaccagnini -, oggi principale player privato del settore vitivinicolo nazionale. Una costellazione di territori, persone e saperi che esporta in oltre 85 Paesi.
Tre novità del 2025 inquadrano bene la visione del gruppo: un investimento in Piemonte, un’acquisizione negli Stati Uniti e l’appuntamento milanese dedicato alla sostenibilità. A Priocca, nel Cuneese, Argea ha inaugurato una linea dedicata al Metodo Martinotti, frutto di un investimento da oltre 3,5 milioni di euro, fiore all’occhiello di uno stabilimento che produrrà oltre 40 milioni di litri.
L’operazione consolida Priocca come polo d’eccellenza per le etichette premium, in particolare Acquesi e Mosketto. Sottolinea a Panorama l’ad Massimo Romani: «In Piemonte Argea innova senza tradire le radici: è il nostro modo di onorare la tradizione italiana».
Invece a Eddystone, in Pennsylvania, Argea ha siglato l’accordo per l’acquisizione del 100 per cento di Winesu, storico importatore Usa di etichette italiane e francesi (fatturato sui 35 milioni di euro). Focus di Argea non è soltanto la crescita industriale e internazionale.
Al Radisson Hotel Collection di Milano, il gruppo ha promosso Habitat, terzo appuntamento dedicato alla sostenibilità. Si sono dati convegno protagonisti della filiera (grande distribuzione, logistica, produttori di materiali), per discutere di ecodesign, economia circolare, modelli produttivi.
Ha osservato l’ad Romani: «Le nuove generazioni chiedono autenticità e impegno, la nostra sfida è coniugare competitività e responsabilità». Per un mercato non semplice: i giovani non si avvicinano facilmente al vino, distratti da altri prodotti, quando non allontanati dai prezzi. È una questione di cultura dei consumi, dove trovano spazio pure i vini dealcolati. Argea è attiva nel segmento, con otto etichette no-alcol presentate nel 2024 al Vinitaly. Raccontano in chiave nuova la ricchezza del patrimonio viticolo italiano: dai bianchi e rossi siciliani di Barone Montalto ai Tralcetto di Zaccagnini, fino ai vini Asio Otus e alle bollicine di Gran Passione. Nel 2025 la gamma si è ampliata con Tralcetto Sparkling 0.0 e Brilla. Grazie a una tecnologia di dealcolazione avanzata, sviluppata con un partner tedesco, i vini mantengono profumi e caratteristiche organolettiche del prodotto originario.
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