Terna e l’energia intelligente
- Walter Pittini
- 23 set 2025
- Tempo di lettura: 4 min
ECCO COME, PER L’AD DELLA SOCIETÀ GIUSEPPINA DI FOGGIA, L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE RIVOLUZIONERÀ LA RETE ELETTRICA TRA INNOVAZIONE E REGOLE ETICHE.

L’Intelligenza artificiale sta cambiando il nostro modo di lavorare. È una rivoluzione tecnologica, portatrice di grandi benefici che però ha bisogno di essere regolata. Ed è su questo filo rosso che lega tecnologia e diritto che si è sviluppato l’intervento di Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna (il gruppo italiano che gestisce una rete di 75 mila chilometri e più di 900 stazioni elettriche), in occasione dell’avvio del Master in Law of Automated Systems, organizzato dall’università Bocconi in collaborazione con il King’s College di Londra. In questa intervista la top manager spiega qual è il suo punto di vista sull’argomento.
Lei ha aperto il suo intervento alla Bocconi sottolineando che il 77 per cento dei professionisti legali crede che l’ia avrà un impatto sul loro lavoro nei prossimi cinque anni, ma solo il 31 per cento la usa già. A cosa attribuisce questo divario? Tutti percepiamo che l’intelligenza artificiale cambierà radicalmente il modo di lavorare, ma sono pochi quelli che già la utilizzano. È un divario che nasce da più fattori: la mancanza di competenze, standard di riferimento non ancora consolidati, la prudenza rispetto a implicazioni etiche e legali. Questo gap è un’opportunità per costruire norme e strumenti che permettano l’uso consapevole e regolato dell’ia. È un segnale importante: stiamo vivendo una rivoluzione in cui diritto e tecnologia dovranno incontrarsi.
In che modo utilizzate oggi l’ia nella gestione della rete di trasmissione elettrica?
Terna gestisce una delle reti di trasmissione più complesse d'Europa e sta progressivamente adottando l’ia nei propri processi e operazioni. Alcuni esempi significativi: gli operatori nel Centro nazionale di controllo di Terna utilizzano, per le attività di dispacciamento dell’elettricità, algoritmi predittivi per la stima della domanda elettrica nazionale che li supportano nell’esercizio del sistema elettrico. Previsioni più affidabili significano gestione più efficiente del sistema, costi inferiori e minori emissioni. Utilizziamo l’ia anche per attività industriali legate all’incremento dell’efficienza delle infrastrutture e per migliorare il lavoro delle nostre persone.
Per il primo ambito, gli algoritmi di Ia ci consentono di ridurre fino al 60 per cento i tempi di elaborazione della grande mole di dati raccolti attraverso le ispezioni delle linee effettuate con i droni e gli elicotteri. Anche il Dynamic thermal rating, la tecnologia di sensoristica distribuita lungo le linee in alta tensione, consente di monitorare il profilo termico del conduttore e permette di incrementare la capacità di trasporto dell’energia senza costruire nuove linee: un beneficio sia economico che ambientale.
L’IA ci supporta anche nel raggiungimento dell’obiettivo di aumentare la produttività, automatizzando alcuni processi e liberando tempo da mansioni operative. In tal senso, abbiamo avviato una sperimentazione di Microsoft 365 Copilot su un campione aziendale e firmato un accordo con la big tech statunitense proprio per favorire la trasformazione digitale di Terna. Inoltre, abbiamo avviato un vasto programma di formazione continua del personale, perché il corretto utilizzo dell’ia non può prescindere da un profondo cambiamento culturale.
Se un algoritmo sbaglia una previsione, chi ne risponde? Quali sono le implicazioni legali?
Questa problematica non è esclusiva dell’intelligenza artificiale, ma vale più in generale nell’ambito dei big data analytics. Per questo, in Terna intendiamo gli algoritmi di Ia come supporto alle decisioni che vengono prese da tecnici e operatori e non in sostituzione dell’intervento umano. In questo modo, l’ia potrà supportare le diverse aree aziendali per automatizzare i processi, migliorare l’affidabilità della rete, l’efficienza operativa e la sicurezza; può inoltre supportare la pianificazione sostenibile del territorio, potenziare la cybersecurity delle infrastrutture critiche, semplificare le attività amministrative, aiutare l’analisi finanziaria e lo sviluppo delle competenze interne. Ma sempre a condizione che la responsabilità ultima delle decisioni ricada sulle persone.
Come si fa a garantire un uso etico e responsabile dell’intelligenza artificiale?
Lo sviluppo dell’ia, in particolare di quella generativa, ha fatto sorgere numerose domande riguardo al suo utilizzo etico. Si tratta di stabilire quali sono gli usi legittimi dei sistemi basati sull’ia, per assicurare che siano garantiti i valori e i principi dei diritti fondamentali dell’uomo. Occorre inoltre valutare come includere all’interno dei sistemi basati sull’ia questi principi, così che i risultati elaborati siano conformi a tali valori. È su questo terreno che etica e diritto si incontrano. Il tema della responsabilità è quindi cruciale e, per questo, intendiamo istituire un AI Ethics Board interno, composto da ingegneri, giuristi e data scientist, e lavorare a una matrice interna dei rischi allineata all’european AI Act. Vogliamo inoltre avviare audit indipendenti sui modelli più sensibili. Stiamo anche lavorando a un Manifesto dell’ia di Terna, che guidi con chiarezza le nostre scelte e la programmazione nel percorso di adozione dell’ia.
Sono tutte iniziative coerenti con la nostra idea di una transizione giusta.
Il diritto come può contribuire a una transizione giusta, in tale contesto?
Una transizione è giusta se i benefici e i costi sono equamente distribuiti. Ciò significa evitare che l’automazione crei esclusione, proteggere le comunità vulnerabili dalla povertà energetica e, come dicevo, garantire che gli algoritmi di Intelligenza artificiale siano trasparenti e conformi a standard etici. Perciò stiamo già testando strumenti di trasparenza che consentano di comprendere le logiche decisionali dei modelli. In tale contesto, i giuristi ricoprono un ruolo chiave. Saranno loro a scrivere le disposizioni normative, a definire le responsabilità, a costruire i framework regolatori. Sarà loro il compito di garantire che la tecnologia sia al servizio delle persone.
Quale è il messaggio che ha lasciato agli studenti che si preparano a diventare giuristi nell’era dell’ia?
Non saranno solo futuri professionisti legali, ma pionieri di un nuovo ambito normativo. Avranno la responsabilità di costruire le regole di una società digitale e sostenibile. Serviranno coraggio, chiarezza e integrità, poiché si troveranno a prendere decisioni senza potersi basare su precedenti consolidati, in contesti che potrebbero essere ambigui. Dovranno essere in grado di dialogare con la tecnologia, senza perdere di vista il pensiero critico, l’etica e la giustizia. Perché le reti elettriche diventano ogni giorno più intelligenti. E starà a loro scrivere le regole che le normeranno.



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