Quegli uomini pazzi per i gioielli dal ’700 a oggi
- Walter Pittini
- 21 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Quegli uomini pazzi per i gioielli dal ’700 a oggi
La mostra racconta l’evoluzione di anelli, pendenti, gemelli. E il loro rapporto con la moda. La curatrice: «Pensati per tutti, senza barriere di genere o età»
Libero
16 Jan 2026
MASSIMO DE ANGELIS
■ «Oggi molti gioielli hanno superato la suddivisione tra maschile e femminile sia in termini di forma che di dimensioni e materiali: si ampliano così gli orizzonti dello stile attraverso nuovi codici. Ornamenti moderni e contemporanei sono creati nell’intento dei designer per celebrare l’autenticità delle persone che li indossano, superando ogni convenzione, pregiudizio o trend. Sono pensati per tutti, senza barriere di genere o età».
Queste le parole di Mara Cappelletti, curatrice della mostra The Gentleman – Stile e gioielli al maschile che inaugura oggi a Palazzo Morando, visitabile gratuitamente nelle sale al primo piano fino al 27 settembre 2026. Attraverso pezzi originali, documenti d’epoca e abiti, l’esposizione invita a riflettere sul significato culturale e simbolico dell’ornamento, restituendo dignità a un ambito spesso trascurato del costume maschile.
Rappresentativi di eventi storici e sociali, gli oggetti in mostra illustrano l’evoluzione dello stile attraverso i secoli, offrendo una lettura trasversale delle trasformazioni del gusto, del ruolo sociale e della funzione simbolica del gioiello nel costruire l’identità maschile, senza dimenticare gli aspetti funzionali dello stesso.
Il gioiello da uomo, in particolare, svolge spesso una funzione pratica, oppure assurge a potente mezzo di comunicazione. Quello maschile diventa in vari casi uno strumento che dimostra l’appartenenza a una casata, a un gruppo sociale, a un movimento politico o a un’organizzazione militare.
Ogni oggetto è stato scelto, oltre che per il valore estetico, anche per la sua capacità narrativa, che si sviluppa attraverso linguaggi e tendenze attuali grazie alla presenza di oggetti iconici di griffe quali Buccellati, Bulgari, Cartier e Damiani, oltre a realtà creative artigianali. Contribuiscono alla retrospettiva alcuni prestiti in arrivo da enti prestigiosi. Il percorso espositivo si sviluppa secondo una struttura cronologica, volta a raccontare l’evoluzione del gioiello dal Settecento fino ai nostri giorni.
L'apertura è per il XVIII secolo, un’epoca in cui l’uomo europeo delle classi alte indossa con naturalezza gioielli elaborati, accessori decorativi e opulenti abiti.
Anelli, pendenti a sigillo, fibbie, non sono soltanto oggetti di lusso, ma strumenti di comunicazione sociale e simbolica. Si prosegue nel XIX secolo, segnato da un progressivo contenimento dell’esuberanza decorativa. L’ideale borghese impone un’immagine dell’uomo sobria, misurata: il gioiello resiste, ma cambia forma e significato. Compaiono oggetti discreti e funzionali, come gemelli, spille da cravatta e catene da orologio. Nel corso del Novecento, il rapporto tra uomo e ornamento attraversa fasi contrastanti.
Se da un lato la modernità spinge verso la semplificazione e dell’abbigliamento, dall’altro emergono figure maschili – artisti, intellettuali, icone della musica e del cinema – che riportano l’ornamento al centro dell’espressione individuale.
L'itinerario termina con una sezione dedicata alla contemporaneità, dove l’uomo riscopre la libertà di ornarsi senza condizionamenti.
Article Name:Quegli uomini pazzi per i gioielli dal ’700 a oggi
Publication:Libero
Section:MILANO
Author:MASSIMO DE ANGELIS
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