Bancomat lancia la stablecoin Ue
- Walter Pittini
- 5 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Il 2026 segnerà una svolta storica per Bancomat.
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A cura della redazione
Da tradizionale circuito di pagamenti («vado al Bancomat» oppure «paga col Bancomat?»), la società partecipata da Fsi e banche si prepara a diventare una piattaforma di sistema capace di coniugare sovranità tecnologica e competitività economica per trasformare i pagamenti digitali in un vero motore di sviluppo per il Paese.
Al centro di questa evoluzione ci sarà One Bancomat, un ecosistema unico nel panorama nazionale. Si tratta di un portafogli digitale (un wallet) di sistema che gli istituti di credito potranno integrare nei propri canali per offrire ai clienti un accesso universale a tutti i servizi di pagamento. Dalle transazioni Pos tramite Nfc (quando appoggiamo lo smartphone o la carta di credito e sentiamo beep), ai pagamenti P2P con numero di telefono (tipo Paypal o Satispay), fino ai pagamenti e-commerce e ai versamenti verso la Pubblica amministrazione, la piattaforma punta a legare l’esperienza dell’utente in un’unica soluzione italiana, interoperabile e conforme agli standard europei.
«Nel 2026 Bancomat opererà un importante passaggio da circuito di pagamento a vera e propria piattaforma di sistema, coprendo qualsiasi necessità di pagamento» ha spiegato l’amministratore delegato Fabrizio Burlando al Salone dei pagamenti che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano. Il progetto, ha aggiunto, consentirà anche l’integrazione dell’euro digitale al momento del suo lancio, offrendo alle banche - in particolare alle realtà di dimensioni minori - l’opportunità di accedere a infrastrutture tecnologiche avanzate senza investimenti diretti.
Ma forse il progetto più interessante è l’idea di lanciare Eur-bank, una stablecoin di sistema ancorata all’euro e regolata secondo le norme Ue. Le stablecoin sono un tipo di criptovaluta il cui valore è ancorato a un altro asset, come una moneta o magari l’oro, per mantenere un prezzo stabile. L’iniziativa di Bancomat, sviluppata in collaborazione con l’abi, mira a evitare la frammentazione delle valute digitali (cioè che ogni banca si faccia la sua stablecoin) e a creare un ponte sicuro tra il sistema bancario e la nuova economia tokenizzata. «Siamo consapevoli che il futuro della moneta è nella blockchain», ha sottolineato Burlando, «ma l’europa deve puntare su un modello regolato e condiviso». Eur-bank, lo dice il nome stesso, vuole essere la risposta europea alle stablecoin americane. Negli Usa queste monete digitali sono portate avanti da privati, che hanno l’obbligo di comprare titoli del Tesoro statunitensi da tenere come riserva. Bancomat invece ha l’obiettivo di rendere istituzionale e quindi più al riparo da shock o eventuali crac privati la stablecoin. Chissà se poi Eur-bank servirà anche per acquistare titoli di Stato italiani… Di sicuro c’è il fatto che il governo appoggia il progetto di Bancomat. Secondo il sottosegretario all’economia, Federico Freni, «il lancio di Eur-bank garantirà nuovi servizi, come pagamenti transfrontalieri più rapidi e conti di deposito più redditizi. Bancomat assume così un ruolo centrale nel disegno di un ecosistema digitale europeo fondato su fiducia, efficienza e sicurezza».

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