Villa Ardore
- Walter Pittini
- 29 ago 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Rifugio mini e di lusso nel cuore del Chianti.

Il nuovo mantra del viaggio di lusso, fissato con la privacy per comprensibili ragioni di intimità, è avere un hotel tutto per sé. Siamo passati dalla villa con il suo sapore famigliare e lo stile “local” al concetto di mini hotel a cinque stelle con servizi. La pandemia è stato un volano per questo tipo di ospitalità, perché nel tentativo di isolamento, la scelta di una casa indipendente o di una barca si sono dimostrati ideali, anche a Covid finito. È così cominciato il boom con la nascita di un’infinità di piattaforme e specialisti del settore. E per fortuna non solo i ricchi e famosi possono aspirare a una vacanza in intimità, senza condividere gli spazi con estranei sconosciuti.

In Italia, ville nobiliari, antiche fattorie e piccoli agglomerati rurali, spesso di proprietà straniera e rinnovati da brillanti architetti e designer di fama internazionale, sono sparsi ovunque, dai masi della Dolomiti alle masserie della Puglia e della Sicilia, e ovviamente nella campagna toscana, pioniera nel settore con il Chianti, dove si trova Villa Ardore. Un’antica casa colonica in pietra del XVI secolo, tra colline e vigneti di Barberino d’Elsa, di quelle che tutti sognano un giorno di comprare per ritirarsi a una vita più sana e tranquilla. E in effetti è stato un po’ così quando Christian Scali e Stephen Lewis l’hanno comprata nel 2021 per creare una casa lontano da casa (Los Angeles nel loro caso) per loro e per i loro ospiti.

Restauro conservativo in primo piano
È facile infatuarsi della campagna toscana, un po’ meno conservarne l’autenticità accontentando viaggiatori che comunque non intendono fare rinunce in vacanza. Ecco, Christian e Stephen ci sono riusciti, affidando il progetto all’architetto Massimo Pierattelli, toscano di Firenze, che non ha quasi toccato la struttura e gli interni, lasciando legno, pietra e luce protagonisti assoluti del progetto. Solo otto camere con porte in legno (e chiavistello), letti principeschi con piumini e copriletti ricamati a mano, e negli spazi comuni poltrone in cuoio, tv a scomparsa, opere di artisti con atelier a meno di 10 chilometri dalla villa e, pezzo uber alles, il meraviglioso paesaggio che ogni finestra incornicia.

L’atmosfera rurale è salva, anzi magnificata. E l’ambiente è rispettato. Ronzano le api, friniscono le cicale, il gallo canta all’alba e le galline depositano uova calde con cui si preparano le scrambled eggs della colazione. Sotto il portico, davanti a un bosco selvaggio, si pranza insieme, si fa lezione di ceramica o calligrafia (da prenotare), si gioca a carte, si chiacchiera dimenticandosi dell’orologio. I menù si scelgono e almeno una sera arriva da Poggibonsi Gianluca Bortolotta per fare la sua pizza croccante, con prosciutto di spalla e mozzarella Made in Tuscany o vegetariana con porri, asparagi, pesto. Olio e vino sono della casa, ma la cantina custodisce altre 500 etichette selezionatissime.

Tutto su misura
Villa Ardore è una full immersion nella natura, si fa foraging e si cercano i tartufi, con parentesi di puro edonismo: una nuotata in piscina, un massaggio nella piccola spa ispirata alle terme romane, un Negroni nel patio, davanti al falò. Non ci sono programmi prestabiliti, ma con l’aiuto del villa manager, paragonabile per professionalità a un general manager da grand hotel ma dedicato a 16 ospiti al massimo, si può organizzare di tutto, dai corsi di cucina alle lezioni di yoga, dai corsi di calligrafia ai tour in Fiat d’epoca tra le vigne. Tutto su misura e in esclusiva, a seconda della stagione (sì sono aperti tutto l’anno e ogni periodo ha il suo fascino).

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