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Sulla Luna, le vette o gli abissi: la casa è un laboratorio di futuro

Luoghi estremi. Sempre più soluzioni e tecnologie pionieristiche per creare moduli che diventano ecosistemi per minimizzare gli sprechi e stoccare acqua e calore in aree e climi ai limiti dell’abitabilità.

Luna

I luoghi estremi da sempre rappresentano un laboratorio di sperimentazione per l’architettura. Dalle vette alpine ai deserti, dalle regioni polari agli abissi marini, ogni ambiente che sfida i limiti dell’abitabilità umana diventa un banco di prova per soluzioni innovative che, spesso, rivoluzionano l’architettura tradizionale. Oggi questa frontiera si spinge oltre l’atmosfera terrestre, aprendo scenari inediti per il futuro dell’abitare.


La notizia è recente: l’Italia costruirà la prima casa per astronauti sulla Luna. L’accordo è stato firmato il 25 luglio tra Thales Alenia Space, JV di Thales e Leonardo, e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e prevede lo sviluppo del multi-purpose habitat , modulo lunare, con lancio previsto nel 2033 nell’ambito del programma Artemis della Nasa.


Una costruzione che dovrà affrontare sfide inedite: radiazioni cosmiche, escursioni termiche estreme, micro-meteoriti e la necessità di autosufficienza totale. Oltre ovviamente allo studio su impatti, recuperi e riduzione degli sprechi. «Immaginate di dover creare un ambiente in cui ogni singola molecola d’aria è preziosa, dove l’acqua è così importante da dover recuperare persino il sudore degli astronauti» spiega Walter Cugno di Thales Alenia Space, intervenuto sull’argomento all’ultima edizione di REbuild 2025, evento di Riva del Garda FiereCongressi che parla di innovazione nel costruito. «Nello spazio, la casa diventa un ecosistema autosufficiente che deve funzionare contando sui pochi materiali disponibili, con consumi ridotti. Con la potenza che sulla Terra usiamo per un asciugacapelli, nello spazio facciamo funzionare sistemi complessi. Se un trapano domestico consuma 1000 watt, noi perforiamo le rocce su Marte con 15 watt» e la stessa attuale Stazione Spaziale Internazionale opera con soli 110 kilowatt ora, una frazione dell’energia di una casa tradizionale.


Questa filosofia dell’efficienza estrema deve contaminare l’architettura terrestre e abituare i progettisti a considerare ogni risorsa come un bene infinitamente prezioso, da non sprecare. Un tema, questo, indagato anche dalla 19° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, che analizza dati e scenari per rendere gli spazi urbani più abitabili. Tra le sperimentazioni più significative emerge, in particolare, il progetto “Deserta Ecofolie”, una mini-abitazione prefabbricata, autonoma e concepita per consentire la vita umana nel deserto di Atacama in Cile (si veda il box a lato).


Altro campo di sperimentazione, l’ambiente marino. In questo caso, è la società britannica Deep ad aver annunciato il lancio di Sentinel, habitat progettato per consentire agli esseri umani di vivere stabilmente nelle profondità oceaniche. Il sistema, che forse sarà pronto per il 2027, comprende due tipologie di habitat: Vanguard, per tre persone a 100 metri di profondità, e Sentinel, modulare e scalabile, che può ospitare sei persone per missioni di 28 giorni a 200 metri.


Infine, parlando di tradizione, la ricerca che oggi va nello spazio o sott’acqua, da sempre ha caratterizzato le costruzioni in alta montagna. I rifugi alpini rappresentano spesso veri concentrati di innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Fra gli esempi più performanti, la Monte Rosa Hütte, situata a 2.883 metri in Svizzera, è una struttura completamente autosufficiente sul fronte energetico. Progettata per operare con pannelli solari, sistemi di raccolta dell’acqua piovana e tecnologie di riciclo, rappresenta un modello di sostenibilità che anticipa le soluzioni necessarie per l’architettura spaziale. Un altro esempio è il Bivacco Edoardo Camardella, progettato da Massimo Roj di Progetto CMR e inaugurato nel 2023 a 3.364 metri sul ghiacciaio del Rutor in Val d’Aosta. Questa micro-architettura di nove mq a terra per 4,3 metri di altezza rappresenta un concentrato hi-tech per la sopravvivenza estrema e incorpora sistemi avanzati di isolamento termico, gestione dell’energia e comunicazioni.



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