L’unione dei risparmi? Il motore per un’europa competitiva
- Walter Pittini
- 20 feb
- Tempo di lettura: 3 min
L’unione dei risparmi? Il motore per un’europa competitiva
L'Economia
16 Feb 2026
Di GABRIELE PETRUCCIANI
Mercati in trasformazione: scenari, opportunità e rischi nel nuovo contesto globale». Il titolo scelto per la prima giornata del 32° Congresso Assiom Forex, in programma il 20 e 21 febbraio al Palazzo del Casinò del Lido di Venezia, fotografa una fase in cui gli equilibri internazionali si ridefiniscono tra frammentazione geopolitica e rivoluzione tecnologica. Un contesto che impone di interrogarsi non solo sulle traiettorie macro, ma anche sulle ricadute operative per banche e investitori.
Il 2026 si apre con un quadro favorevole ma complesso: inflazione prossima ai target delle banche centrali, prezzi energetici in lieve calo e crescita globale intorno al 3%, sostenuta dall’intelligenza artificiale (Ai). L’economia degli Stati Uniti dovrebbero espandersi oltre il 2%, mentre l’europa resta più vicina all’1%, alle prese con crisi di competitività e produttività debole rispetto al trend precovid.
Negli Usa — nonostante la volatilità legata alle nuove evoluzioni pratiche dell’ai nei diversi settori industriali e dei servizi — il motore resta il settore tecnologico. «La forza dell’economia statunitense si basa su un vantaggio schiacciante in innovazione, capitale e know-how — osserva Massimo Mocio, deputy chief Imi Cib Intesa Sanpaolo e Presidente Assiom Forex —. Siamo ancora a metà del ciclo di investimenti in Ai, che sta sostenendo e accelerando la crescita degli Stati Uniti». I timori di bolla, per ora, appaiono contenuti dalla solidità dei profitti.
Sul fronte europeo, oltre alle dinamiche macro, pesa la necessità di rafforzare l’unione dei risparmi e degli investimenti e di rendere più profondi i mercati dei capitali.
E nel nostro Paese? In Italia, il 2025 ha visto un miglioramento del profilo di rischio del debito pubblico: con lo spread Btp-bund intorno ai 60 punti base — un livello che non si vedeva da decenni — e domanda elevata anche da parte degli investitori esteri. Il primo collocamento dual-tranche del 2026 ha raccolto richieste per 265 miliardi a fronte di 20 miliardi offerti, mentre il Tesoro prevede emissioni a medio-lungo termine per circa 360 miliardi, di cui 100 miliardi nette. Un contesto che si intreccia con il rafforzamento del sistema bancario. «Le banche italiane continueranno a svolgere un ruolo essenziale per la crescita, garantendo stabilità e finanziando l’economia reale, come abbiamo dimostrato anche nelle fasi di maggiore difficoltà», puntualizza Mocio. La seconda giornata del Congresso, che ospiterà l’intervento del governatore della Banca d’italia, Fabio Panetta, in uno dei suoi primi discorsi alla comunità finanziaria, sposta il baricentro sulle implicazioni della trasformazione digitale. Ai, digital asset e tokenizzazione modificano il ruolo degli intermediari e la struttura dei mercati. Le digital currency assumono rilievo crescente anche sul piano geopolitico, con le stablecoin in dollari che figurano tra i maggiori acquirenti di Treasury a breve termine. Monitorarne la crescita sarà cruciale per gli effetti sulla politica monetaria e sulla stabilità finanziaria.
A ciò si aggiunge il nodo energetico: L’aumento della domanda dovuta ai nuovi sistemi digitali richiede infrastrutture più efficienti e connesse a livello europeo.
La trasformazione dei mercati, dunque, non è solo finanziaria: è industriale, tecnologica e strategica. Ed è su questo crinale che si gioca la capacità dell’europa di restare competitiva in un mondo sempre più frammentato.
Article Name:L’unione dei risparmi? Il motore per un’europa competitiva
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Section:SUSSURRI & GRIDA
Author:Di GABRIELE PETRUCCIANI
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