Banche, stress test superato
- Walter Pittini
- 2 ago 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Resistenti a possibili shock.

Più redditizie e più capitalizzate. Quindi più resilienti agli shocks e in grado di sostenere l’economia e di finanziare imprese e famiglie con l’acuirsi dei rischi geopolitici, dei conflitti commerciali e delle guerre sui dazi, negli scenari avversi di recessione, crolli borsistici, crisi energetiche e crack immobiliari. Si presentano così, solide e profittevoli, le principali banche europee, tra le quali spiccano in buona luce le banche italiane nei risultati degli stress test 2025 pubblicati ieri dall’Eba, l’autorità bancaria europea, e dalla Bce/Ssm. Gli esiti, senza assegnazione di pagelle, in via aggregata sono emersi migliori su tutta la linea rispetto all’esercizio 2023.
Il test non prevede promossi e bocciati ma contribuisce alle valutazioni della Bce sulla solidità delle singole banche, al fine dello Srep test e per stabilire i requisiti qualitativi e quantitativi di secondo pilastro P2R e P2G. Sebbene tutte le banche dell’esercizio Eba non abbiano sforato al ribasso la soglia del capitale minimo prudenziale, 17 banche nello scenario ipotetico avverso hanno “bruciato” capitale scendendo sotto la soglia del capitale complessivo che comprende i buffer, la distribuzione dei dividendi e il pagamento di interessi su bond ibridi: è prevedibile che a queste banche la Bce chiederà più capitale di secondo pilastro nel prossimo Srep (processo di revisione e valutazione prudenziale).
Lo stress test utilizza gli stessi criteri e i due scenari di base e avverso nel triennio 2025-2027 per tutte le banche coinvolte ma è suddiviso per aree di competenza delle autorità, comprese le le autorità di controllo nazionali e l’ European Systemic Risk Board (ESRB): 64 principali banche europee (75% degli assets) si sono sottoposte allo stress test dell’Eba, delle quali 51 provenienti dall’area dell’euro (sotto Eba e Bce) e le altre (non sotto la lente Bce) da Ue ed Est Europa; 45 banche di medie dimensioni dell’area dell’euro hanno invece affrontato l’esercizio sotto la sola supervisione della Bce-Ssm. In tutto 96 banche euroarea: 83% degli assets.
I punti di forza delle banche nello stress test Eba sono migliori rispetto a quelli dell’esercizio 2023 in redditività (Roe al 10,5%)e margine d’interesse, CET1 (15,8%) e in linea per i crediti deteriorati (NPE ratio 1,9%). Questi solidi pilastri hanno consentito alle 64 banche di assorbire meglio perdite aggregate complessive (rischi totali di credito, di mercato, operativo) per 547 miliardi nello scenario avverso nei tre anni, notevolmente superiori rispetto ai 479 miliardi di perdite totali nell’esercizio 2023. Il test 2025 ha chiuso il 2027 con una patrimonializzazione migliore nello scenario avverso: CET1 al 12,1% a fine 2027, equivalente a un impatto negativo sul capitale di 370 punti base contro i 479 punti base di riduzione del capitale aggregato nell’esercizio 2023. Esito analogo e migliore nel 2025 rispetto al 2023 per i risultati Bce-Ssm sulle 96 banche nell’area dell’euro: 628 miliardi di perdite totali nello scenario avverso 2025-2027, contro i 548 miliardi dell’esercizio 2023 ma CET1 al 12% nel 2027 al CET1 al 10,4% nello scenario avverso dell’esercizio 2023.
I risultati dello stress test 2025 indicano quindi che le principali banche dell’UE sarebbero in grado di resistere a uno scenario di stress molto grave, definito a fine 2024 ma «notevolmente più grave rispetto ai recenti sviluppi macroeconomici». Lo scenario grave ipotizza impennata dell’incertezza, conflitti più aspri in Medio Oriente, aumento dei prezzi di energia e materie prime, inasprimento di tensioni commerciali e dazi: un calo cumulativo del Pil UE del 6,3% nell’arco di tre anni (2025 e 2026 in recessione grave e 2027 in stagnazione), rispetto a un calo cumulativo del 6% nell’esercizio 2023, del 3,6% nell’esercizio 2021 e del 2,7% nell’esercizio 2018.
La disoccupazione Ue nello scenario avverso 2025-2027 aumenta del 5,8%, i tassi a lungo termine salgono di 150 punti base, le quotazioni delle azioni calano nel triennio del 50%, 46% e 42% e i prezzi del settore immobiliare scendono tra il 15,7% e il 29,5%. Le perdite maggiori sono derivate dal rischio di credito ( più elevate rispetto al 2023) con particolare peso per le esposizioni nel settore immobiliare e manifatturiero. La diversificazione geografica, con impieghi in più Paesi, ha rafforzato la resilienza delle banche transfrontaliere.
L’impatto sul Cet1 dopo tre anni di scenario avverso è diversificato: tra le francesi, Bnp Paribas dal 12,9% al 9,5%, Crédit Agricole dal 17,2% all’11%, Société Générale dal 13,3% all’8,8%; fra le tedesche Commerzbank dal 15,1% al 10,5%, Deutsche Bank dal 13,8% al 10,2% mentre Landesbank Baden-Württemberg dimezza il Cet1 dal 14,7% al 6,8%. Le spagnole Bbva e Santander da quasi il 13% di Cet1 a un coefficiente di circa l’11%.
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