Novità in arrivo sul post trading
- Walter Pittini
- 29 lug 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Saranno dimezzati da due a un giorno i tempi di regolamento delle transazioni.

Prosegue il cammino per accrescere la competitività e l’efficienza del mercato dei capitali in Europa. Il 3 luglio scorso l’Industry Committee T+1 dell’Ue, ha presentato la road map con una serie di raccomandazioni per gli operatori di mercato volte a facilitare la migrazione verso un ciclo di regolamento delle transizioni dei titoli sui mercati finanziari più breve, per arrivare a dimezzarlo da due a un giorno. Alla presentazione della road map hanno partecipano anche esponenti della Bce, dell’Esma e della Direzione generale per la stabilità finanziaria (Fisma) della Commissione europea che coordinano e supervisionano i lavori.
Oggi le regole di funzionamento dei mercati finanziari prevedono che, una volta conclusa una transazione, il venditore abbia l’obbligo di consegnare i titoli venduti e l’acquirente di corrispondere la somma di denaro pattuita, alla data di regolamento prevista, che cade alcuni giorni lavorativi dopo la data in cui è stata conclusa la transazione. Attualmente la data di regolamento prevista cade due giorni lavorativi dopo la data della negoziazione, cosiddetto T+2. Dall’11 ottobre 2027, invece, dovrebbe avvenire il giorno successivo (T+1).
La novità porterà vantaggi significativi per i partecipanti al mercato, con una significativa riduzione dei rischi e la creazione di efficienze e automatismi nei cosiddetti processi di post trading - spiega Paola Deantoni, Public affairs officer di Société Générale Securities Services, che partecipa all’Industry Committee -.
Benefici tangibili come la riduzione del periodo di esposizione al rischio, con conseguente riduzione dei margini di negoziazione e ottimizzazione dell’utilizzodella liquidità. Inoltre c’è un effetto positivo indotto dal passaggio al T+1, derivante dalla spinta che gli operatori ricevono per migliorare i processi e l’informatizzazione delle fasi di post trading che oggi non sono totalmente automatizzate. Per esempio le operazioni inserite nel sistema di regolamento e successivamente vengono fatte delle modifiche manuali delle transazioni a fronte di un mancato o parziale riscontro. In futuro non ci sarà più il tempo per farle e bisognerà anticipare l’individuazione di eventuali discrepanze». È previsto come orario spartiacque (operation timetable) le 23 del giorno di negoziazione per il trade matching, ovvero per il riscontro delle transazioni.
La road map enfatizza e ritiene infatti cruciali due temi per un’implementazione di successo: migliorare l’automazione e la standardizzazione in tutte le fasi del ciclo di vita del post trading. Con T+1, la finestra temporale tra l’esecuzione delle negoziazioni e il regolamento sarà ridotta e aumenterà notevolmente la pressione per migliorare le tempistiche operative per esempio per il matching delle negoziazioni, il prestito titoli, le prenotazioni valutarie, la gestione delle operazioni societarie e così via.
«Non si tratta di un mero adeguamento tecnico. Il lancio della roadmap rappresenta una tappa fondamentale verso la più ampia ambizione strategica dell’Ue di approdare all’Unione del Risparmio e degli Investimenti (Siu) - spiega Giovanni Sabatini, presidente del Comitato T+1 dell’Ue -, aumentando l’attrattiva per gli investitori internazionali e al contempo allineando i mercati europei alle migliori pratiche globali». Il passaggio al T+1 in Usa, Canada e Messico è già una realtà. E al tavolo di lavoro Ue partecipa anche la Gran Bretagna per garantire la piena efficienza dei regolamenti transfrontalieri, riducendo al contempo i rischi sistemici su mercati sempre più interconnessi.
In concomitanza con la pubblicazione della road map, è stata anche avviata una pubblica consultazione non formale, aperta fino al 31 agosto 2025, per raccogliere feedback dal mercato. Al termine gli operatori dovranno iniziare a concentrarsi sulla preparazione delle proprie strategie di transizione e sulla definizione del budget per i necessari aggiornamenti e test dei sistemi. La fase di implementazione prevede la pubblicazione nel 2026 da parte dell’Industry Committee di sondaggi per monitorare i progressi del mercato. La migrazione, quindi, sebbene prevista per il 2027, richiederà fin da subito una fase di preparazione ai significativi cambiamenti operativi, tecnologici e legali per gli intermediari, per le infrastrutture di mercato e per i gestori patrimoniali.
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